c, in circostanze materiali con ogni probabilità ben diverse da quelle risultanti negli atti processuali e per volontà mai del tutto accertate.
Scrittore, poeta, regista, editorialista, ma soprattutto intellettuale pieno, che agiva e partecipava quotidianamente in prima persona alla vita politica e civile del suo tempo. Si può essere d’accordo o in disaccordo con l’insieme o con alcune delle sue intuizioni, posizioni e provocazioni espresse nelle diverse fasi della sua vita, ma nessuno, oggi come allora, può negare di riconoscergli il suo tratto distintivo di voce libera e controcorrente.
Spesso le sue parole vengono decontestualizzate e piegate a semplificazioni o luoghi comuni, da parte di personaggi piccoli. Quelle che seguono (1974) sono per noi inequivocabili e vogliamo riportarle fedelmente. Riferendosi al clima di stragi, depistaggi e manovre occulte operate dai servizi segreti deviati e da settori antidemocratici dentro lo Stato, per impedire il cambiamento dell’Italia, si esprimeva così:
“Io so i nomi dei responsabili. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero”