Terzo giorno consecutivo di proteste popolari a Pozzuoli. Ieri pomeriggio, 5 agosto, in piazza della Repubblica si è tenuta una partecipata assemblea. I delegati del movimento presenti al tavolo in prefettura con Comune, Regione e Governo, rappresentato dal ministro degli Interni Piantedosi, hanno illustrato l’esito dell’incontro ai cittadini.
Le “aperture” dello Stato non bastano: incremento dei contributi sulla vulnerabilità dal 50 al 70% della spesa; possibilità di ripresentare le domande per gli esclusi dai contributi per le case inagibili; spiragli di soluzione per le piccole difformità che hanno impedito a 284 famiglie di accedere ai fondi, ingiustamente equiparate agli abusi.
Questi correttivi, richiesti da anni dai comitati civici, arrivano in ritardo. Il “quarto decreto Campi Flegrei”, di cui circolano bozze e non ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale, mantiene la stessa impostazione dei decreti precedenti, non idonei a mitigare il rischio. Sembra quasi scritto prima della scossa del 31 luglio di mg 4.7 e non tiene conto dell’enorme numero di sfollati – si teme migliaia dopo la conclusione delle verifiche di vigili e tecnici – e di edifici danneggiati. Soprattutto, continua a considerare il bradisismo come una somma di problemi individuali e non una grande questione collettiva di pubblica incolumità e di emergenza sociale.
Vogliamo soluzioni per chi non ha un tetto, che non possono ridursi all’elemosina del CAS, insufficiente rispetto al rincaro degli affitti; ripristino dei servizi pubblici ed essenziali, dalla fornitura idrica nelle abitazioni fino ai trasporti e ai presidi sanitari; aiuti ai lavoratori e alle attività costrette a chiudere; sospensione di mutui, affitti e tributi per chi ha ricevuto lo sgombero; interventi veloci nelle scuole; un piano di messa in sicurezza straordinaria su tutto l’edificato, con controlli obbligatori e lavori certificati.
La risposta del popolo è stata un nuovo corteo spontaneo che ha raggiunto il Rione Artiaco, tra i più colpiti dall’ultimo sisma, nell’area dove è previsto da oltre 1 anno l’hub di accoglienza per gli sfollati. Un luogo simbolo della cattiva gestione della fase bradisismica, finanziato ma rimasto una distesa di erba incolta per una questione di competenze tra Ministero della Protezione Civile e Commissariato straordinario di Governo, con il risultato che tante famiglie sono state costrette ancora una volta a dormire in auto o in strada.
Ad aspettare i manifestanti c’erano tanti altri cittadini. Molti residenti del quartiere si sono uniti al corteo. Insieme, tra gli applausi, hanno simbolicamente forzato i cancelli. Un segnale chiaro, rivolto a tutte le Istituzioni, dell’insofferenza dei puteolani e dei flegrei e della loro determinazione a imporre modifiche al decreto nel suo iter di approvazione parlamentare, per conquistare soluzioni migliori e salvare questa comunità.
(photo di Paolo Visone)