Cultura, lavoro e turismo, il valore di una visita guidata al Macellum / Tempio di Serapide

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L’evento di fine stagione de L’Iniziativa dal titolo “Città flegrea, Città da costruire”, tenuto lo scorso 4 luglio nella villetta del Tempio di Serapide di Pozzuoli, è stato aperto volutamente all’insegna della cultura e della partecipazione civile. Nel pomeriggio, intorno alle 18.00, si è svolta una visita guidata gratuita al Macellum, noto seppur impropriamente come Tempio di Serapide, grazie alla disponibilità e alla competenza di una giovane guida turistica del territorio, abilitata e con apposito patentino rilasciato dalla Regione Campania, Silvia Massa.

Avremmo preferito svolgere questa visita, aperta alle prenotazioni di tutti i cittadini interessati, “a distanza ravvicinata” dai resti archeologici, varcando quel cancello che la gran parte dei puteolani, e non solo, ricorda da sempre chiuso. E per farlo abbiamo protocollato nei giorni precedenti all’evento del 4 luglio una formale richiesta, indirizzata alla responsabile dell’ufficio della Soprintendenza competente su Pozzuoli, dalla quale però non abbiamo ricevuto alcuna risposta, come purtroppo ampiamente preventivato.

Fortunatamente i resti dell’antico mercato romano sono di una tale bellezza che ben si prestano ad essere illustrati anche da fuori e la nostra visita ha visto il pieno coinvolgimento e apprezzamento dei presenti. Non solo, abbiamo verificato con piacere la presenza di altri gruppi regolarmente accompagnati da altre guide turistiche, a dimostrazione del potenziale attrattivo di questo sito archeologico.

Ma perché insistere nel visitare il Macellum/Tempio di Serapide nel corso della manifestazione di fine stagione de L’Iniziativa? E’ doveroso da parte nostra precisare innanzitutto il significato politico di quest’azione. La gran parte del patrimonio archeologico in Italia soffre la carenza di dipendenti pubblici ministeriali e l’assenza di piani di gestione alternativi, ma questo sito dovrebbe essere aperto almeno su prenotazione, così come lo Stadio di Antonino Pio, secondo quanto deciso nel Protocollo di intesa firmato da due anni tra Comune di Pozzuoli, Soprintendenza e Regione Campania. E’ lo stesso accordo, considerato in altri Comuni un modello da seguire, che di fatto garantisce l’apertura dell’Anfiteatro Flavio grazie all’impiego diretto di dipendenti comunali delocalizzati sul posto e che ci risparmia da alcuni anni le tristi immagini dei turisti lasciati talvolta fuori l’ingresso. Ebbene, nonostante sia prevista nero su bianco la possibilità anche per il Macellum e lo Stadio di Antonino Pio di prenotare le visite presso un info point comunale, avvalersi di guide proprie e ricevere l’autorizzazione alla visita da parte della Soprintendenza, manca la cooperazione tra gli uffici e i dipendenti dei diversi Enti e tutto ciò è rimasto finora sulla carta.

Noi vogliamo che si sollevi pubblicamente la questione, nell’interesse generale e nell’ottica di una città che punta al turismo culturale e all’economia dell’ospitalità. Non basta l’apertura straordinaria in occasione di singoli eventi o manifestazioni culturali. Occorre un sistema strutturato e con regole certe, proprio come quello pensato – ma non ancora realizzato – nel Protocollo di intesa, di cui chiediamo l’integrale applicazione; un sistema di visite guidate, rivolto a tutti gli operatori turistici e di promozione del territorio, che può favorire la creazione di un indotto anche occupazionale, offrendo un’opportunità non solo alle guide, ma anche alle attività ricettive e ristorative da convenzionare alla visita, fino agli artisti e agli artigiani locali interessati alla produzione di souvenirs e di oggettistica locale e di qualità.

E’ anche per questo, oltre che per la passione verso la cultura e la storia della nostra terra, che abbiamo tenuto qualche settimana fa una visita guidata al Tempio di Serapide. E ne vorremmo tenere molte altre ancora, in tutti i siti culturali e naturalistici della città flegrea: una prospettiva per la quale continueremo a batterci, in ogni sede e occasione utile.

Martina Brusco

Scritto da Martina Brusco


Nata a Napoli nel 1996, residente a Pozzuoli. Studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Entra a far parte dell’associazione e testata giornalistica “L’Iniziativa – Voce Flegrea” nel 2014, con il desiderio di coniugare la passione per il giornalismo e la politica all'impegno sociale sul territorio.