A Pozzuoli anche la semplice scelta su dove far sostare i bus turistici mette a nudo le criticità irrisolte della città e i limiti di chi la amministra. Una recente delibera di giunta individua in 14 stalli di Via Fasano, presso l’area Sofer in prossimità della ex stazione Cantieri, l’unico terminale autorizzato per gli autobus categoria M3. L’obiettivo giusto e condivisibile (sia chiaro) è ridurre il traffico e l’inquinamento nel centro di Pozzuoli. Ma le disposizioni, da sole, non bastano se non sono precedute da un confronto serio con associazioni di categoria, operatori turistici, attori del territorio e, soprattutto, calate nella realtà. E quando manca la pianificazione e una visione di insieme su cosa deve essere il Centro Storico, sulle sue infrastrutture e sul tipo di sviluppo economico, anche un provvedimento nato da buone intenzioni rischia di generare disagi, polemiche e incertezza.
Nel caso specifico, i flussi turistici non si gestiscono con un semplice divieto. Hanno bisogno di servizi, aree dedicate, mobilità efficiente e una strategia chiara di accoglienza. In questo momento a Pozzuoli su quel tragitto non esistono protezioni, in più punti nemmeno i marciapiedi. Figuriamoci navette di trasporto a basso impatto ecologico o dedicati ai più fragili.
Il risultato della delibera è stato un boomerang. L’immagine, ripresa dai cellulari e diffusa sui social da cittadini e organi di stampa locali, è umiliante, con persone anche anziane costrette a muoversi in modo accidentato tra le auto, trolley alla mano. Un trattamento che nessun visitatore o avventore merita, qualsiasi sia la sua destinazione finale, nei bar del porto o per l’imbarco verso le isole. Ed è anche un danno di immagine per tutta la comunità locale.
Quanto accaduto oggi a Pozzuoli Centro rischia di ripetersi se non verranno almeno apportate modifiche alla delibera. E ricorda a tutti, intanto, un principio semplice che nei nostri Comuni non ha mai fatto breccia: governare significa scegliere, ma le decisioni amministrative dovrebbero essere il punto di arrivo di un percorso di analisi, ascolto e condivisione, non quello di partenza.