RIONE TERRA / Novità, progetti e vetrina internazionale LUBEC 2015: ne parliamo con il Sindaco di Pozzuoli Figliolia

10715692_10204641840785261_215967502_nIl Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia con il Ministro dei beni culturali Franceschini in occasione di una visita al Rione Terra – Immagine di repertorio, FOTO DI ANGELO GRECO)

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In questi giorni è di nuovo alla ribalta in città il tema “Rione Terra”, grazie alla riapertura del percorso archeologico sotterraneo. È da tempo ormai che l’argomento è cruciale nel dibattito cittadino, e per questo abbiamo deciso di approfondirlo, dati alla mano e confrontandoci con le Istituzioni, in particolare con il Sindaco di Pozzuoli Enzo Figliolia.

UN PO’ DI STORIA – La stesura del nuovo profilo che dovrà assumere il nostro Rione Terra inizia nel 2002, con la delibera numero 78 del 15 ottobre in cui il Comune di Pozzuoli approva il progetto generale dell’intervento di restauro e valorizzazione del Rione Terra, diviso in lotti formati da “insule”: alcune insule a funzione turistico-ricettiva in un’ottica di accoglienza, altre insule dedicate ai culti religiosi o i percorsi archeologici. Nei circa due ettari di territorio dovremmo avere quindi cultura, innovazione, ma anche memoria storica. Il progetto prevede infatti la fruizione dell’enorme patrimonio archeologico del Rione attraverso un processo di “riqualificazione” degli edifici con attività come ristoranti, bar, botteghe artigianali, gallerie d’arte, un centro congressi, oltre ai musei (diocesano, della cattedrale e archeologico-civico), che andrebbero ad affiancare il percorso archeologico di circa 10.000 metri quadri. Gli alberghi dovrebbero accogliere più di 400 posti letto, per un totale di oltre 200 camere. L’acropoli sarà pedonalizzata e il collegamento verticale dalla città alla rocca avverrà mediante ascensori dislocati lungo la base del Rione Terra.

Tutti gli interventi sono oggetto dell’Accordo procedimentale di programma per il compendio Rione Terra-Porto di Pozzuoli, a cui si affianca la costituzione in corso di un Protocollo d’intesa tra enti aventi diritti (Ministero dei Beni Culturali, Arcivescovado, Capitaneria di Porto e Comune di Pozzuoli), per consentire al Comune di adottare provvedimenti necessari al funzionamento della mega-struttura. Vi sono opere già compiute e consegnate al pubblico, come Palazzo Migliaresi, Palazzo de Fraja, Sedile dei Nobili, la cattedrale e il palazzo vescovile, il museo diocesano, diverse insule adibite a uffici pubblici e in questi giorni è stato reso fruibile parte del percorso sotterraneo. Le opere che hanno consegna prevista per il luglio 2016 sono invece il palazzo Russo Damiani, che è una potenziale struttura ricettiva di 35 stanze, palazzo Ragnisco Mirabella con altre 31 stanze, l’insula 8 con ulteriori 19 stanze, nonché il percorso archeologico dell’ipogeo della Cattedrale, con annessa canonica e campanile. In attesa di finanziamento è invece il potenziamento delle strutture ricettive quali bar, botteghe e ristoranti.

LE PROSPETTIVE – L’8 settembre 2015 si è svolto il convegno “Dalla rinascita della cattedrale alla valorizzazione del Rione Terra. Un percorso di confronto tra complessità gestionali e opportunità di rifunzionalizzazione”. In quell’occasione si sono gettate le basi per le linee guida di un modello proposto poi alla vetrina internazionale della LuBeC (Lucca Beni Culturali), un convegno internazionale interamente dedicato al turismo e alla ricezione. Proprio il primo cittadino Enzo Figliolia ha presenziato alla convention tenutasi a Lucca l’8 e 9 ottobre, ed abbiamo voluto incontrarlo per farci raccontare l’esperienza, le impressioni e i passi che si stanno facendo per rendere il Rione Terra il “gioiello puteolano”.

INTERVISTA AL SINDACO

Red: “Allora Sindaco, di cosa si è parlato alla convention?”

S – “È stata un’occasione importantissima per la nostra città, visto che nell’ambito della ben più ampia cornice della LuBeC vi era un approfondimento apposito per il Rione Terra: vi erano esperti di settore, istituzioni, tra le quali la dott.ssa Campanelli, soprintendente archeologico della Campania, diverse figure istituzionali dell’Agenzia del Demanio e del Ministero dei Beni Culturali. Si è parlato di come far procedere un’esperienza di così tanto valore e importanza come quella del Rione Terra: modelli di gestione, definizione dei ruoli, scelta dei partner, e tutto quello che ad essa può essere correlato. Abbiamo studiato esperienze simili, per poterne trarre vantaggi, come quella della valorizzazione dei fari, dove alcune strutture abbandonate sono state affidate dall’Agenzia del demanio ad alcuni investitori privati, recuperando così gli edifici in cambio di cosiddette “concessioni di lungo periodo”. È ancora tutta un’idea in costruzione, ma ho bisogno dell’aiuto di tutta la cittadinanza per muovere questa enorme potenzialità che è il Rione Terra.”

Red: “ Sindaco, invece cosa si muove “in casa nostra”? Cosa possiamo dire degli enti che incidono legalmente sul Rione Terra? A che punto è la definizione dei ruoli?”

S:“Si procede piuttosto bene, siamo molto vicini alla firma del Secondo Protocollo d’Intesa con gli enti competenti: un Protocollo che riguarderà esclusivamente la gestione del Rione Terra; le decisioni saranno prese di comune accordo con tutti gli enti aventi diritto.”

Red: “Allora parliamo del bando di affidamento delle strutture. Ci sembra di capire che la sua strada sia quella di affidare le insule destinate alla ricezione turistica direttamente ai privati, giusto?”

S: “Sì, è la strada più sensata se ci pensiamo: un privato avrebbe immediato interesse a mettere in moto la struttura, e sappiamo bene che i fondi statali non sono ormai “infiniti” come lo erano in passato, ed è anche quanto emerso nell’incontro dell’8 settembre alla Cattedrale. Ovviamente le insule di cui stiamo stilando i bandi sono solo quelle a destinazione turistico-ricettiva: nessuna delle strutture religiose o d’interesse culturale verrà toccata. Anzi, sto già lavorando con degli esperti per iniziare immediatamente a stilare la forma che dovrà avere il museo civico, ad esempio. È fondamentale giocare d’anticipo in questi settori, anche perché so bene che la città è attenta alla questione – come è giusto che sia – e facciamo di tutto per essere sempre vigili e operativi.”

Red: “Certo lei potrà capire, da puteolano, l’attenzione che la città riserva alla roccaforte di Pozzuoli. Molti ad esempio si chiedono se sarà possibile poi passeggiare per le strade del Rione, per non perderne la memoria…”

S: “Ne sono assolutamente consapevole, e sto davvero mettendo in campo tutte le mie forze per portare avanti questo percorso che abbiamo iniziato. La memoria è uno dei punti cruciali di questo cammino faticoso, e per questo ci tengo affinché nessuno pensi che il cittadino non potrà camminare per i vicoli del Rione: non solo potrà farlo, ma ribadisco che le strutture civiche, culturali e religiose saranno a disposizione di tutti; anzi sono previste ad esempio anche zone dedicate all’artigianato locale, che ancor più daranno un senso di recupero della storia e della memoria cittadina.

La strada che abbiamo intrapreso non è semplice, anzi: è in salita. Ma io sono fiducioso, l’ho visto il 7 e 8 settembre al convegno tenuto proprio sul Rione Terra dalla fondazione Promo PA, e lo vedo ora con l’apertura del percorso sotterraneo: c’è l’entusiasmo dei cittadini e la voglia di collaborare. Io personalmente ci credo sul serio.”

Stefania Manfredi

Scritto da Stefania Manfredi


Stefania Manfredi nasce a Napoli nel 1990. Cresce a Monterusciello e da sempre interessata alla politica si avvicina all'associazione L'Iniziativa nel 2011. Appassionata di lingue e culture straniere, studia all'Università Federico II di Napoli.