Primo rinvio per la riapertura delle scuole in Campania, c’è l’ipotesi 24 settembre

Si allontana sempre di più la ripresa dell’anno scolastico 2020-2021, prevista per il 14 settembre dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, prende tempo per la riapertura delle scuole, la cui data sarà stabilita la prossima settimana. Troppe le incognite, troppe le criticità da affrontare. Troppo vicina la data indicata dal governo con le prossime elezioni regionali che vedono molte scuole adibite come seggi elettorali. Intanto, si va verso il primo rinvio e pericoloso passo indietro rispetto alla data inizialmente prevista. Decisione presa dalla Direzione Regionale insieme ai sindacati e al personale scolastico, incontratisi il 3 settembre a palazzo Santa Lucia, sede della Giunta Regionale della Campania. A bocciare la data del 14 settembre, sono anche i sindaci dei comuni che, attraverso l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), comunicano di non essere pronti ad avviare l’attività scolastica in sicurezza nei tempi previsti dal Ministero: “La situazione oggi non ci consente di aprire in tranquillità le scuole il 14 settembre. Abbiamo valutato il personale, le aule, i trasporti, la misura della temperatura”, annuncia De Luca in diretta facebook.

LE CRITICITÀ DA RISOLVERE – Per riaprire in sicurezza manca il materiale scolastico, dai banchi monoposto che garantirebbero il distanziamento, ai prodotti igienico-sanitari (gel e mascherine). La distribuzione di oltre due milioni e quattrocentomila banchi in 17.863 plessi scolastici è iniziata il 28 agosto nelle zone più colpite dall’epidemia da coronavirus, ovvero al Nord Italia (Codogno, Nembro, Brescia, Treviso ecc) e si concluderà “nella seconda parte del mese di Ottobre” in Campania che, insieme al Lazio, ha formulato “maggiori richieste”, scrive in una lettera ai presidi il Commissario per la riapertura delle scuole, Domenico Arcuri. A preoccupare è anche il personale scolastico: “non sappiamo, ad oggi, quanto è il personale effettivamente disponibile per l’apertura dell’anno scolastico” continua il Presidente che chiede al Governo di stabilizzare i precari e di rendere obbligatori i test sierologici per i docenti e non docenti. Al 3 settembre, in Campania, sono stati eseguiti “38mila test sierologici, la gran parte presso medici di medicina generale e una parte presso strutture Asl. Hanno rivelato 600 positivi. Cioè il 23,8%. Sui 600 sierologici positivi le Asl hanno fatto il tampone molecolare che darà la certezza. Ben 432 sono risultati negativi. Per altri 168 quasi 200 siamo in attesa dell’esito dei tamponi. Dobbiamo arrivare al test eseguito sul 100% del personale”.

Sulla misurazione della temperatura degli studenti a casa, come stabilito dalle linee guida, De luca si dichiara contrario e stanzia “un bonus di 3 mila euro per gli edifici scolastici per dotarsi di termoscanner per la misurazione. Abbiamo già disponibilità di quelli a pistola, daremo la possibilità ai dirigenti di acquistare quelli con la telecamera per non perder tempo ed evitare assembramenti”.

Da affrontare è anche il problema dei trasporti: “Come Regione Campania abbiamo chiesto e ottenuto dal governo l’autorizzazione a integrare i nostri mezzi pubblici con quelli delle società private autorizzate ai trasporti“, comunica il Presidente. Per gli studenti universitari, invece, soltanto un cenno, un’ipotesi di un bonus di 250 euro per l’acquisto di dispositivi per eventuali lezioni a distanza, soluzione che non viene seriamente presa in considerazione.

Sono trascorsi circa 6 mesi dallo “standby” di una generazione che ha diritto ad un’istruzione adeguata, che dovrebbe nutrirsi di conoscenze, che dovrebbe crescere imparando. Una generazione della cui formazione culturale ci si ricorda soltanto a settembre. Perché a settembre, si sa, si va a scuola. Forse.

A cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione