A ricordare alla comunità puteolana che la città vive gli effetti della crisi bradisismica ci pensa l’inizio dell’anno scolastico. Come lo scorso anno, alcune classi delle scuole puteolane ricadenti nella “zona di intervento bradisismica” dovranno frequentare le lezioni in altri plessi o istituti in quartieri vicini.
Ecco le novità nei dettagli, secondo quanto comunicato dalle pagine istituzionali del Comune di Pozzuoli:
- Plesso Diaz (succursale – I.C. → spostamento di 15 classi presso il plesso I. Svevo (Monteruscello).
- Plesso Lucrino (I.C. 4) → spostamento di 10 classi presso i plessi Troisi e Falcone (Rione Toiano).
- Plesso De Filippo (I.C. 6) → spostamento di 9 classi presso il plesso Quasimodo (Rione Toiano).
- Plesso Artiaco – S. Lucia → spostamento di 15 classi nei moduli prefabbricati allestiti dalla Protezione Civile in Via C.A. Dalla Chiesa.
Previsto il rientro, invece, di tutte le classi al plesso Diano (I.C. 1) dal plesso Andersen.
Scongiurato, dunque, il ricorso a doppi turni o DAD, ma da quest’anno dovrebbero fare la loro comparsa i “moduli prefabbricati”, allestiti dalla Protezione Civile nei pressi di Arco Felice e Sotto il Monte alle spalle della caserma dei Carabinieri in via Dalla Chiesa (in base a un finanziamento statale di 1 milione e 250 mila euro). Sì, proprio l’area che per anni è stata una triste baraccopoli con la presenza fino al 2018 di prefabbricati, lasciati in eredità dalla precedente crisi bradisismica degli anni ’80. Si spera che stavolta venga realizzata una soluzione adeguata ai tempi, più funzionale e dignitosa, senza ripetere drammatici errori, ma intanto il piccolo tuffo nel passato è servito.
Questi sacrifici di alunni e famiglie possono essere accettati e avere un senso se effettivamente finalizzati ad una grande opera di riqualificazione antisismica, prevista tra l’altro dal “II decreto Campi Flegrei” poi trasformato normativamente in legge 111 del 2024, nell’ottica di un RIENTRO definitivo nelle sedi di appartenenza. La presenza di scuole sicure a Pozzuoli Centro, del resto, è una delle condizioni essenziali affinché la città continui ad esistere come comunità viva. Gli interventi sono gestiti dal commissario straordinario Soccodato, di intesa con Regione Campania, sindaci flegrei e dipartimento per la Protezione Civile. Le risorse sono attinte dai 136 milioni di euro destinati ad edifici pubblici “con priorità per istituti scolastici e frequentati da minori”, diluiti in 5 anni fino al 2028. Ecco, dunque, la criticità di fondo, già evidenziate dalla nostra redazione un anno fa: il cronoprogramma generale non è conosciuto dalla comunità, i tempi appaiono lunghi e non sono resi noti i risultati di tutti tutti i cantieri già avviati lo scorso anno scolastico 2024/25.
Non a caso, il coordinamento dei “Comitati e Movimenti per i Campi Flegrei” ha chiesto con una pec dello scorso 17 luglio un incontro con il Commissario proprio per conoscere “lo stato dei cantieri avviati sugli edifici scolastici nella cd. “zona bradisismica”, i dettagli e il cronoprogramma dei prossimi interventi previsti, le cui tempistiche e modalità condizioneranno inevitabilmente l’organizzazione e l’andamento delle prossime annualità scolastiche, a cominciare da quella, imminente, 2025/26”.
Richiesta (che si può leggere e scaricare a conclusione dell’articolo) alla quale non è seguita alcuna risposta, ignorando che solo con adeguata coscienza, informazione e partecipazione questa città può reagire alla fase bradisismica. Ma forse si preferisce alimentare disappunto e frustrazione, in questo caso, fino al prossimo anno scolastico.