Apprendiamo da Pozzuoli News 24 che il direttore dell’Eav De Gregorio, in occasione dell’inaugurazione della stazione di Baia avvenuta ieri 6 nov 2025, ha dichiarato: “Ho sentito di una raccolta firme per aprire la linea Cumana. Io non so se sono IMBECILLI o che cosa. Noi apriamo la linea senza messa in sicurezza? Per far morire la gente? Sono stato io, l’Eav, o il presidente De Luca, a causare il terremoto? Dobbiamo fare tutti i lavori per la sicurezza del Monte Olibano, li stiamo facendo e ci vuole il tempo che ci vuole, non metteremo a rischio la vita delle persone per qualche IMBECILLE che raccoglie firme”.
Ebbene, i promotori della petizione “SOS trasporto pubblico Eav, salviamo i Campi Flegrei” siamo noi. Le firme sono state raccolte on line sulla piattaforma change.org ( ecco il testo https://c.org/nTBW6qxBpZ ) e su moduli cartacei con il sostegno aperto e trasversale di diverse realtà sociali e di cittadinanza attiva del territorio. L’espressione del direttore Eav, detta da lui, non ci offende. Lasciamo a chi vorrà la possibilità di guardare il video al minuto 2.36 https://www.facebook.com/reel/856797727029862 , giudicare l’atteggiamento e le parole di De Gregorio e valutare se chi dirige un’azienda pubblica e ricopre un ruolo gestionale così importante per conto delle Istituzioni, decisivo per la qualità della vita delle persone, possa esprimersi con tale disprezzo e superficialità verso chi mette in campo una normale azione e istanza democratica.
E’ necessario, tuttavia, fare alcune precisazioni e osservazioni:
1) De Gregorio dice di “aver sentito” di una raccolta firme. In realtà gli è stata formalmente protocollata il 20 ottobre (Ricevuta prot. EAV/0040632/2025), insieme alle oltre 2000 adesioni con identità verificata raccolte in circa un mese fino a quel giorno. Se avesse letto il testo della petizione, avrebbe colto che tra le nostre precise e articolate richieste c’è il “Ripristino della linea diretta Cumana Montesanto-Torregaveta con RISOLUZIONE DELLE CRITICITA’ EMERSE NELLA GALLERIA nei pressi del Dazio, promessa da Eav dopo l’incontro con i sindaci flegrei del 29 luglio entro 45 giorni”. Vogliamo rassicurare De Gregorio e chiunque altro lo abbia pensato, quindi, che nessuno ha ancora perso completamente il senno, pretendendo la riapertura della galleria che presenta un “quadro fessurativo”, solo per il gusto macabro di provare un brivido, una scossa di adrenalina indotta dal rischio che crolli qualcosa sui treni durante il viaggio. Chiediamo, piuttosto, che vengano rispettati gli impegni, che si indichino scadenze meno generiche del “tempo che ci vuole” e che qualcuno spieghi perché sono stati necessari 4 mesi e incarichi esterni prima di cominciare i lavori dopo l’evento sismico del 18 luglio 2024.
2) Accusare in modo subdolo chi raccoglie il disagio quotidiano di lavoratori, studenti, pensionati, cittadini pendolari, attività commerciali delle porzioni di territorio flegreo isolato, di “voler far morire la gente” è un’affermazione che si commenta da sola, ma è anche un grave tentativo di delegittimare l’impegno civico e dimostra sensibilità ed empatia zero verso quegli stessi cittadini che i vertici Eav dovrebbero servire.
3) Ridurre la questione al “terremoto” è sbagliato, per circostanze di fatto e per concetto. No, non pensiamo che le scosse siano state provocate dal direttore Eav o dal Governatore uscente, non crediamo che dispongano di poteri sovranaturali. Il punto è che oggi i disagi nei Campi Flegrei hanno assunto la dimensione di un’emergenza pubblica, ma i disservizi vengono da lontano e il bradisismo non può diventare un alibi per coprirli. Ci spieghi, De Gregorio, per fare qualche esempio, cosa c’entra questo fenomeno naturale con le tante corse che vengono tagliate quotidianamente (come riportato sulla pagina ufficiale dell’Eav) o con i ritardi per l’apertura della stazione di Pozzuoli Via Fasano, per la quale oggi indica la scadenza di luglio 2026, mentre in un convegno al Rione Terra del 12 marzo 2025 aveva annunciato “entro il 2025”.
Direttore De Gregorio, rispetto alle sue parole rivolte nei nostri confronti, non intendiamo cadere nell’errore di personalizzare o spettacolarizzare la polemica. Per chi ha deciso di vivere qui e non rinuncia ad immaginare uno sviluppo per i Campi Flegrei, la lenta agonia alla quale si sta condannando questa terra, privandola di infrastrutture pubbliche, è una cosa troppo seria per rispondere alle provocazioni.
Chiediamo, però, alle Istituzioni locali, in particolare ai sindaci di Pozzuoli e di Bacoli, anch’essi tra i destinatari della petizione, se concordano con le parole del direttore dell’Eav. Sindaco Gigi Manzoni, sindaco Josi Della Ragione, chi rivendica le linee dirette tra Montesanto e Torregaveta, la realizzazione del doppio binario per riportare la frequenza almeno a 1 corsa ogni 20 minuti, l’apertura delle stazioni come quella di Baia che avete appena inaugurato dopo 26 anni, la riqualificazione urbana delle aree di Via Napoli e del Centro storico di Pozzuoli attraversate dal vecchio tracciato, il passaggio dei treni tra Licola e Torregaveta … è un “imbecille”?
Siete d’accordo con De Gregorio, o pensate che sia un diritto dei cittadini e un vostro dovere istituzionale far sentire la propria voce e pretendere tempi certi e rispetto per le persone?
Un’ultima considerazione. La questione non è solo come si gestisce l’Eav, ma riguarda l’idea stessa di servizio pubblico, per il quale tutti dovrebbero chiedere maggiori investimenti, accompagnati da una scala di priorità condivisa negli interventi. Perché il trasporto su ferro non è un optional, risponde a bisogni sociali, unisce le persone e accorcia le distanze tra centri e periferie, mentre le soluzioni tampone su gomma non rispondono a interessi generali e le stazioni nuove senza treni che passano con la dovuta frequenza non servono a niente.
Su tutto questo sfidiamo il direttore De Gregorio a un confronto pubblico e di merito, dove e come vuole, in delegazione con i promotori e i firmatari della petizione o sui mezzi di comunicazione. Sempre che il suo spessore e il modo in cui interpreta il suo ruolo gli consentano di confrontarsi con chi ha definito, in uno scatto di supponenza mista a nervosismo, “imbecilli”.