Cumana: aperta (dopo 26 anni) la stazione di Baia. In attesa dei treni …

Fa piacere a tutti che la stazione ferroviaria di Baia sia stata finalmente inaugurata e aperta al pubblico. E’ una delle richieste della nostra petizione, firmata da oltre 2000 cittadini: aprire il maggior numero di stazioni per dare un senso alle linee Cumana e Circumflegrea, lungo la costa e nelle aree interne.

❗️ “Festeggiare”, però, non è il termine più adatto e soprattutto non è un approccio corretto verso i tanti pendolari flegrei a cui oggi è negato il diritto alla mobilità verso Napoli e interflegrea. Perché ci sono voluti 26 anni dalla chiusura, con continui rinvii di cui si è perso il conto, perché manca la piena realizzazione del percorso green esterno secondo il progetto iniziale e, soprattutto, perché in questo momento in quella stazione ci passerà 1 treno ogni 45 minuti, che si ferma a Gerolomini e non raggiunge Montesanto.

❌️ Quando una stazione è “bella, ma poco utile” diventa una “cattedrale nel deserto”. Lo tengano a mente i rappresentanti istituzionali e i dirigenti Eav che questa mattina hanno sfilato per l’occasione del taglio del nastro.

❌️ E sia chiara anche un’altra cosa: l’alibi del lento sollevamento del suolo per giustificare il disastro gestionale del trasporto pubblico nei Campi Flegrei non regge. I disservizi, i tagli quotidiani alle corse e il mancato rispetto delle scadenze e degli impegni assunti dopo ogni comunicato da parte dei vertici Eav sono fatti per cui il bradisismo non c’entra.

▶️ Chiediamo un cronoprogramma ufficiale e credibile. Non solo per la messa in sicurezza della galleria del Monte Olibano, ma anche per l’apertura della stazione di Pozzuoli/Via Fasano, per il doppio binario che consentirebbe la frequenza di 1 corsa almeno ogni 20 minuti, per il ripristino del tratto Licola – Torregaveta e per la riqualificazione urbana delle aree di Via Napoli e di Pozzuoli Centro attraversate dal vecchio tracciato.

📢 Senza soluzioni definitive e di insieme resta l’emergenza pubblica di un territorio già in crisi. Senza infrastrutture pubbliche funzionali e degne del vivere civile I Campi Flegrei sono condannati a una lenta agonia.

Scritto da Redazione