“N’ata Bagnoli”, dalla guerra alla musica. L’Ex Base Nato apre alla cittadinanza

_Z6A1582Sostituire la guerra con la musica. “N’ata Bagnoli” parte da qui. Un cambio di rotta significativo, un segnale di rinascita e di speranza quello dell’iniziativa che, il primo dicembre, occuperà gli spazi dell’ex base Nato di Bagnoli, per 60 anni quartier generale militare delle Forze Unite. Uno spazio da sempre sottratto alla collettività, zona di invalicabile frontiera, diventa spazio di pubblica fruizione. Il Comune di Napoli, che ha di recente ottenuto dalla Fondazione Banco di Napoli  – proprietaria dei suoli – il comodato d’uso gratuito per il 50 per cento delle strutture, ha infatti organizzato per il primo dicembre una giornata volta alla riscoperta dell’intera area. Dalla mattina fino a tarda sera  un ricco calendario di appuntamenti: esibizioni musicali, degustazioni,  attività ludico-ricreative, bike tour .

Protagonista della kermesse musicale il volto che meglio rappresenta Bagnoli il cantautore Edoardo Bennato, accompagnato durante la serata da numerose band che si alterneranno sul palco per celebrare in musica una giornata storica per il quartiere e per la città di Napoli: Capeccata, Disturbi del sonno, Duel beat Puntoit, Fabrizio Fedele trio, Flegrea Blues, Foja, Mc Mariotto, Omm, O’Xango, Pierpaolo Iermano Group, the Boorish, Victorzeta e i Fiori Blu. “L’area ex-Nato finalmente ritorna alla comunità e sarà proprio compito della comunità gestirla e renderla produttiva” dichiara entusiasta Bennato, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento, svoltasi ieri 25 novembre nella sala Giunta di Palazzo San Giacomo. Come dichiarato dallo stesso sindaco De Magistris, che ha presieduto la stessa, la gestione di quello che sarà un teatro, all’interno della struttura, sarà affidata proprio a Bennato. Molti i progetti e le aspettative sul futuro utilizzo dell’area, ma qualcosa è già chiaro: il poligono di tiro usato dai militari americani “tornerà a essere un teatro” ha spiegato il sindaco “un luogo di produzione culturale e artistica”.

Era il 1940 quando Mussolini requisì tutta l’area collinare di Bagnoli, di proprietà della contessa di Corigliano, e la trasformò in un enorme orfanotrofio per i bambini di Napoli. I terreni e i locali divennero poi di proprietà del Banco di Napoli e della sua successiva Fondazione per l’infanzia ma, qualche anno dopo la guerra, furono individuati ideali come sede della Nato e come base della Marina Americana. Un anno fa gli spazi occupati sono stati restituiti alla città ed ora si cerca di destinarli ad uso pubblico, in particolare per quella parte rilevante del parco e dei giardini. “ Si deve investire e costruire, bisogna accelerare i tempi, affinchè i tempi lunghi non diventino tempi morti” chiosa lapidario il primo cittadino, ricordando quanto sia stato importante costituire un documento progettuale che viva già giuridicamente e che aspetti di essere concretizzato al più presto. “Non si può restare imbrigliati nel formalismo ottuso della burocrazia, bisogna agire e fare presto” continua. “Siamo aperti a qualsiasi forma di finanziamento sia pubblico che privato per poter realizzare gli interventi di ripristino dell’area” commenta ancora il sindaco, a margine della conferenza stampa.

Il futuro dell’area sembrerebbe quindi  ben delineato, almeno delle intenzioni, fatto di spazi per la cultura, per la musica, il teatro, lo sport. Ma, come ribadisce il sindaco, saranno i cittadini i veri protagonisti e decidere in merito alla destinazione d’uso. In un una realtà, a partire da quella flegrea, in cui è particolarmente sentita la carenza di spazi pubblici, di aggregazione, destinati ad attività socio-culturali o sportive, la possibilità di veder realizzata una struttura polifunzionale e di libera fruizione rappresenta un segnale importante. Mentre non si escludono ipotesi relative al trasferimento di alcuni uffici della Regione Campania nell’ex quartier generale per favorire un risparmio di spesa ingente sui costi di locazione da parte dell’amministrazione, non c’è che augurarsi che alle parole e alle promesse possano seguire azioni concrete, equivalenza che, nel nostro territorio, non è mai stata così scontata. Intanto, quello che il sindaco di Napoli annuncia essere un nuovo “Faro per la collettività” si prepara ad accogliere la ricca manifestazione del primo dicembre, che vuole essere una giornata di festa e aggregazione. “Con il concerto voglio innescare la scintilla della partecipazione” dichiara Bennato, che promette, toccando la corda più sensibile del popolo napoletano, di invitare Pino Daniele ad esibirsi con lui sul palco. 

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Scritto da Valentina Soria


Mi chiamo Valentina Soria, sono giornalista pubblicista, laureata alla magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa. Mi interesso di comunicazione a 360°, dal giornalismo al copy writing alla cura di uffici stampa. Amo la mia terra flegrea e credo nell’importanza di dare “voce” alle piccole e grandi criticità del territorio con coraggio ed onestà.