Licola, sotto sequestro i locali del ristorante Di Francia che accoglievano più di 300 immigrati

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I locali del ristorante “Di Francia” che hanno ospitato gli immigrati sono state poste sotto sequestro. Motivo del provvedimento eseguito dal commissariato di Giugliano su disposizione della Magistratura, secondo quanto riportato da Cronaca Flegrea, sarebbe l’inidoneità della struttura per il pernottamento di un alto numero di persone. Nel “Di Francia” sono stati ospitati più di trecento immigrati, spesso protagonisti di proteste per le condizioni difficili ed incerte riguardanti la loro permanenza. Ad organizzare “l’accoglienza” è stata la cooperativa sociale di Giugliano “New Family”, solo l’ultima organizzazione a portare migranti a Licola nel malcontento diffuso della popolazione residente.

Non è la prima volta che decine o addirittura centinaia di persone vengono distribuite in spazi non adatti al pernottamento e quasi sempre in luoghi periferici, dove difficilmente si possa uscire. Solo l’anno scorso fu la volta dell’associazione “Un’Ala di Riserva”, con il suo ex presidente Alfonso De Martino e la compagna Rosa Carnevale arrestati con le accuse di truffa, peculato ed appropriazione indebita in uno scandalo che avrebbe riguardato la mancata distribuzione dei “pocket money”, pochi euro giornalieri che dovevano essere dati ai migranti per le loro spese correnti che invece sarebbero stati investiti in immobili o altre attività. Anche quell’associazione cercò di operare a Licola, stavolta in una casa, ed ebbe non pochi problemi con i residenti.

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Scritto da Sandro Izzo


Classe 1988, vive da sempre a Pozzuoli, nella frazione di Lucrino. Laureando in Giurisprudenza all'università Federico II di Napoli. Dal 2010 scrive per "L'Iniziativa" ed è parte del direttivo dell'associazione. Brevi esperienze anche presso "Il Roma" ed il "portale Retenews24". Dal maggio 2013 al novembre 2015 in carica come rappresentante nel Forum Giovani di Pozzuoli.