Forum Giovani di Pozzuoli, facciamo chiarezza

_Z6A8431Tra dimissioni, la nomina di nuovi consiglieri, passerelle di visibilità e chiusura della sede, mai come adesso il Forum dei Giovani di Pozzuoli è stato al centro dell’opinione pubblica. Dopo l’elezione dei 25 consiglieri puteolani nel maggio 2013, il Forum aveva tutte le premesse per diventare centro di fermento giovanile in città. Ma a quanto pare così non è stato. E le responsabilità sono da attribuire da una parte a chi ha pensato che con questa elezione fosse diventato consigliere comunale, trasformando un’istituzione di partecipazione e consultiva in un ridicolo teatro, e dall’altra ad un’amministrazione che per favorire la partecipazione si è limitata alla creazione di un contenitore.

Ma andiamo con ordine: dopo l’affidamento da parte del Comune di un’ampia sede in via Kruscev al Rione Gescal, il Forum è partito con le sue riunioni, che però avevano il calibro di: “questa è una proposta, non un progetto!” oppure: “non potete fare un laboratorio teatrale solo per bambini disagiati, non ci deve essere discriminazione per i bambini normali!”, per non parlare di una discussione durata un anno per indire il bando per il semplice logo del Forum. E se da un lato c’era chi, palesemente inadeguato giocava a fare il politicante, dall’altro lato c’era un’amministrazione, nella persona del consigliere delegato Sandro Cossiga, assente e disinteressata alle politiche giovanili. Una pessima mossa, quella dell’amministrazione, che confermando tale carica ha permesso a chi non ha saputo fare nulla di serio all’interno del Forum, di trovare facile consenso basato su vittimismo e frustrazione.

Ed ecco che, ad otto mesi dalla fine del mandato, vengono consegnate le dimissioni di 13 membri su 25, presidente compreso. “Non ci ascoltano, abbiamo fatto decine di proposte, ci dimettiamo”. Ma, sempre per chiarezza, è bene informare di quali proposte stiamo parlando. Eccone elencate alcune arrivate sulle scrivanie dell’amministrazione: Area FreeDog, Area Graffiti, Area WiFi. Ora, senza nulla togliere alla validità di tali proposte e richieste, ma è questo lo spessore delle politiche giovanili in città? Dove sono, per fare degli esempi, emergenza del lavoro giovanile sul territorio, gestione dei beni archeologici, destinazione del Rione Terra, direzione del Polo Culturale? Una sana autocritica sarebbe d’obbligo da parte di tutti, dimissionari e non.

Nonostante tutto il parapiglia, il Forum ha continuato il suo corso, con la nomina di nuovi consiglieri e di un nuovo presidente, scelto a marzo sempre con le modalità del precedente, usando cioè criteri di gruppi, numeri e fazioni, sempre in un’ottica di gioco dei politicanti, a cui per fortuna non tutti i consiglieri si sono piegati. E a due giorni dall’insediamento del nuovo Forum, è arrivato il danno maggiore: la chiusura della sede per alcuni giorni e per mano del consigliere comunale delegato. Cambio di serrature per le troppe repliche delle chiavi, ed intimazione senza atti scritti al nuovo presidente di consegnarle immediatamente. In due giorni Cossiga ha saputo rovinare l’unico elemento positivo messo in campo dal Forum in due anni: l’apertura quotidiana e autogestita della sede con aule studio, spazi per riunioni delle associazioni e piccoli laboratori, incontri ed attività sociali.

E’ di pochi giorni fa la proposta del delegato di fare una nuova regolamentazione basata sulla presenza di dipendenti comunali, che resta però un’incognita, e di cui soprattutto s’ignorano le modalità per garantire una reale apertura e partecipazione della sede a tutti i giovani della città. Il dato che resta è che di punto in bianco i giovani che frequentavano quotidianamente la sede si sono visti tagliati fuori, senza avvisi né motivo.

Insomma, se da un lato c’è stata incompetenza, malafede e autolesionismo, dall’altro c’è stato ampio disinteresse per le politiche giovanili. Un mix perfetto per troncare le gambe ad uno strumento che aveva potenziale ineguagliabile sul territorio, e che invece è finito ad essere argomento di stupide e strumentali polemiche da bar, da blog e da visualizzazioni YouTube. Alla luce di quest’analisi sembra doveroso spiegare perché la sottoscritta e Sandro Izzo, entrambi consiglieri giovanili, hanno deciso di restare: l’obiettivo nei mesi che restano sarà innanzitutto la sopravvivenza di uno spazio giovanile e, per quanto ormai possibile, l’avviamento dell’istituzione.

Questo perché il Forum non è dei 25 eletti, ma di tutti i giovani che ci sono e che verranno.

Stefania Manfredi

Scritto da Stefania Manfredi


Stefania Manfredi nasce a Napoli nel 1990. Cresce a Monterusciello e da sempre interessata alla politica si avvicina all'associazione L'Iniziativa nel 2011. Appassionata di lingue e culture straniere, studia all'Università Federico II di Napoli.