File sharing e memoria, libri e testi rari consultabili grazie al lavoro dell’associazione Lux in Fabula

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In basso, alcune copertine dei testi disponibili

Cosa può significare, per un’associazione, avere a disposizione una raccolta di libri rari e antichi, donati da biblioteche e istituzioni varie? Le risposte possono essere estremamente variabili.

Per esempio: un illustre impaccio da sistemare in un angolo in modo che non occupi troppo spazio? Un nobile complemento d’arredo da allineare in bella mostra nel punto più in vista, e da esibire con sussiego ad ospiti e visitatori? Oppure un patrimonio da far vivere, per il quale le mura della modesta sede costituiscono un perimetro troppo ridotto, troppo angusto?

Il “dilemma” è purtroppo molto attuale: si veda la penosa vicenda della biblioteca dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, sballottata qui e lì con il rischio di finire in un sottoscala stipata negli scatoloni.

L’associazione Lux in Fabula, trovandosi nella situazione di dover affrontare tale “dilemma” (per le corpose donazioni di libri che ha la fortuna di ricevere da istituzioni, amici e simpatizzanti), ha scelto la terza opzione: e dunque ha deciso non solo di custodire i testi, ma di farli viaggiare al di fuori delle proprie mura.

Così da un paio d’anni l’associazione, partendo da un’idea elaborata dal presidente Claudio Correale, ha avviato un grande progetto di file sharing al servizio della collettività. La tecnologia, che ormai consente quasi tutto, è venuta egregiamente in aiuto in questo proposito: dunque, i volontari dell’associazione hanno iniziato, con infinita pazienza, a digitalizzare pagina per pagina i testi che sono arrivati tra le loro mani. Si tratta di volumi di grande pregio dedicati ai Campi Flegrei sotto il profilo storico, archeologico, artistico e documentario, libri rari e preziosi e in alcuni casi datati qualche secolo fa.

Sul sito “Città Vulcano” (www.cittavulcano.wordpress.com) sono consultabili gli indici di numerosi testi, alcuni introvabili o esistenti in tirature molto limitate, rintanati in remote biblioteche e difficili da reperire. Ci sono dunque, per dirne alcuni, il catalogo di Raffaele Artigliere della bibliografia completa su Pozzuoli dal 1500 ai giorni nostri; i 13 numeri della rivista Puteoli. Studi di storia antica fondata nel 1977 dal prof. Giuseppe Camodeca; la Guida ragionata alle antichità di Pozzuoli, 1792; e molto altro ancora è già presente sul sito e sarà aggiunto. Chi è interessato può scrivere all’associazione indicando il testo che desidera consultare, e gli viene inviata la porzione del libro che ha richiesto, proprio come se fosse andato in biblioteca a fotocopiarla.

Questo progetto fa seguito a un altro di più vecchia data, cioè la creazione dell’Archivio virtuale del Bradisismo Flegreo (www.bradisismoflegreo.it): i volontari di Lux in Fabula hanno infatti digitalizzato circa 6000 documenti (foto, articoli di giornale ed altro) legati alle crisi bradisismiche del 1970 e del 1983, per salvaguardare e mettere a disposizione della collettività un patrimonio prezioso di testimonianze storiche.

Pur di fronte alle molte insidie e problematiche presentate dalla rete, il file sharing rappresenta una felice opportunità offerta dalla rete stessa: la possibilità, per gli studiosi o per chi è semplicemente interessato alla cultura, di fruire di patrimoni che altrimenti resterebbero chiusi dietro le vetrine, o che addirittura potrebbero andare perduti. Rappresenta la possibilità di recuperare in forma digitale testi che risultano, nella versione cartacea, inaccessibili o troppo difficili da raggiungere. L’occasione di stimolare la curiosità anche in chi non si metterebbe mai in moto a setacciare biblioteche per trovare un testo antico.

La possibilità di condividere in modo massiccio ogni tipo di oggetto culturale rappresenta una delle conquiste più positive del nostro secolo, ed è un modo nuovo di vivere la socialità: quindi anche ritrovare, tra i file che navigano in rete, una pagina scritta secoli fa e che parla della propria terra, è un modo per sentirsi ancora più parte della propria comunità.

ARTICOLO DI MARINA VAGNONI

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Scritto da Redazione