L’EVENTO / Festival del Volontariato 2014 a Lucca: dal terzo al primo settore?

luccaLiberare le energie, questa la sfida lanciata dall’edizione 2014 del Festival del Volontariato, organizzato dal Centro Nazionale del Volontariato (CNV) con l’intenzione di richiamare in un’unica cittadina volontari, attivisti ed associazioni del terzo settore dell’intero Paese e fare un punto sullo stato dell’arte. Obiettivo raggiunto? Nì.

Dal 10 al 13 aprile, si è inteso trasformare Lucca nella capitale del volontariato italiano, eppure la presenza di associazioni provenienti da regioni diverse dalla Toscana è stata scarsa – probabilmente per l’assenza di rimborsi spese e, si sa, il volontario difficilmente, soprattutto se giovane, riesce a sostenere costi extra – oltre che poco valorizzata: alle tavole rotonde organizzate sono intervenuti, per lo più, personaggi politici e personalità del settore. Solo nella giornata finale, durante un dibattito sul legame tra migrazioni e donazioni di sangue, condotto dal dinamico Alan Friedman, il pubblico ha avuto il microfono tra le mani per dire la propria.

Si può dire che la grande novità, rispetto alle precedenti edizioni, sia stata proprio la kermesse di nomi appartenenti al mondo politico: da Stefania Giannini a Giulio Poletti fino a Laura Boldrini e Matteo Renzi – sempre introdotti da Edoardo Patriarca, presidente del CNV e parlamentare Pd. E’ stato più volte sottolineato che, da 16 anni a questa parte, nessun premier si era tanto avvicinato al terzo settore, incontrandolo in “casa sua”. Un passo in avanti, dunque, accompagnato da un discorso su una nuova normativa che regoli il 5×1000, la possibilità di servizio civile universale ed una maggiore attenzione a questo campo del vivere civile che, secondo una recente rilevazione Istat, è in controtendenza rispetto ad un generale arretramento economico del Paese – con i suoi 4,7 milioni di volontari, 681mila dipendenti, 271 mila lavoratori esterni e 5 mila lavoratori temporanei. “Lo chiamiamo terzo settore, ma in effetti potrebbe essere il primo”, questo uno degli slogan di Renzi quando, ancora segretario Pd, ricordava il proprio impegno scout ed Agesci. Il timore, però, è che questa vicinanza possa esaurirsi nell’animata oratoria dello scorso sabato e che di azioni concrete se ne vedano poche.

Ugualmente, gli interventi di Laura Boldrini – sul rapporto politica e cittadinanza attiva – e Giulio Poletti – sul tema giovani e lavoro- , avvenuti il secondo ed il terzo giorno del festival, hanno marcato una scollatura forte tra le intenzioni e lo stato in cui versa il Paese. Bisogna “educare alla generosità”, ha affermato la presidente della Camera, eppure, in questo caso, è il tessuto civile, con un impegno sempre più massiccio registrato all’interno di associazioni di volontariato, a dover dare una lezione al mondo della politica: sarà, quest’ultima, in grado di recepirla ed applicarla? Allo stesso modo, il ministro Poletti ha dichiarato di voler “dare una motivazione agli italiani tutti per alzarsi al mattino – ed è molto più semplice dire: ti do un assegno, piuttosto che: costruiamo una nuova infrastruttura sociale”: il problema è che, accanto allo spirito di solidarietà e volontà di partecipazione alla vita sociale, non va trascurato o minimizzato il dramma economico, né si può aggirare il problema virando sul discorso dell’impegno volontario.

I seminari di comunicazione sociale, animati da esperti del settore, bloggers e giornalisti provenienti da tutta Italia, hanno restituito un quadro in veloce movimento, annunciando l’apertura del nuovo canale sociale del Corriere della Sera, già animato dal blog de Le buone notizie, tra i più visitati dai lettori digitali. E ancora, la proposta di un manifesto, L’Italia che fa bene, su di una apposita piattaforma (inmovimento.civi.ci), lanciato da Vita ed aperto a modifiche, integrazioni e dibattiti, per costruire il lessico di un Paese in cambiamento. Un panorama ampio, variegato ed in piena attività lascia intuire la dinamicità del terzo settore e la volontà/necessità che sia adeguatamente comunicato.

Il cuore del festival, probabilmente, era da rintracciare al di fuori di queste sale, nell’ampio cortile interno dell’ex Real Collegio di Lucca, dove volontari di associazioni locali esponevano, avvalendosi di appositi stand, prodotti e progetti in corso, realizzando la mission principale della manifestazione: liberare le energie, mostrare la parte migliore di quest’Italia.

Scritto da Laura Longo


Laura Longo, nata a Napoli il 04/03/1987. Laureata in Comunicazione pubblica, sociale e politica alla "Federico II" di Napoli, nel 2011. Vivo a Pozzuoli e qui collaboro con diverse realtà associative. Mi piace scrivere di società ed attualità. Seguire eventi culturali in città ed apprezzarne, ogni giorno, le bellezze inaspettate. Non mi piace l'inciviltà, il rumore, l'arroganza.