Cambiamenti climatici e azioni del territorio, qualche idea per Pozzuoli

Anche a Pozzuoli. Gli eventi meteo dell’ultimo fine settimana pre-natalizio, e i danni che ne sono seguiti, hanno riproposto in modo brutale il tema dei cambiamenti climatici e della cura del territorio. Sia il sindaco Vincenzo Figliolia, sia il neo assessore all’ambiente Lia Visone, hanno espresso sulle loro pagine facebook istituzionali parole molto nette. “Il cambiamento climatico è un problema di noi tutti. Ed è un problema che quotidianamente viviamo sulla nostra pelle e sui nostri territori – ha dichiarato il Primo cittadino, che si è rivolto all’ANCI affinché chieda al Governo una conferenza Stato-Regioni-Enti Locali “per ottenere il riconoscimento di uno stato di emergenza climatica e ambientale”. Non solo. Il sindaco ha citato pubblicamente i giovani del movimento Fridays for future “di cui facciamo nostro l’appello” e ha aggiunto il passaggio forse più importante: “dobbiamo chiedere di attivare ogni possibile campagna di sensibilizzazione per cambiare innanzitutto le abitudini di noi cittadini. I Comuni hanno bisogno di ogni possibile contributo per mettere in campo azioni tese a contenere l’aumento della temperatura e fissare un obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas climalteranti entro il 2030, coerentemente con lo stato di emergenza climatica”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore all’Ambiente Lia Visone, secondo cui “appare evidente a tutti che eventi meteo come quelli di questi giorni (21 e 22 dic) una volta considerati straordinari, si ripetono sempre con maggiore frequenza”. Il conto dei danni, definito dall’assessore “salato” ha riguardato, come è noto, alberi e cartelloni pubblicitari abbattuti, crolli, cedimenti di guaine sulle case popolari, allagamenti. Il neo-assessore ha assunto inoltre l’impegno di un “nuovo programma di ricognizione dello stato di salute delle piante d’alto fusto, prevedendone, nei casi più critici, la sostituzione con nuove piante autoctone meno vulnerabili dei pini.”

Tutto giusto. La svolta su posizioni “green” dell’amministrazione comunale di Pozzuoli non può che essere salutata con favore. Specialmente se aiuta ad aprire un dibattito pubblico sul tema così articolato quale è quello della riconversione verde, anche a livello locale. Ma con spirito assolutamente costruttivo occorre fare qualche precisazione e riflessione, che scaturiscono tra l’altro proprio dalle dichiarazioni istituzionali.

Innanzitutto, la questione ambientale, che si manifesta anche con fenomeni “estremi” come le raffiche di vento a circa 100 km orari, del tutto inusuali alle nostre latitudini, non deve diventare un alibi per nascondere le criticità legate alla scarsa manutenzione di infrastrutture, strade e parchi pubblici. Le ragioni del deficit di tali interventi possono essere diverse, dalle difficoltà dei bilanci comunali al personale pubblico ridotto e vicino all’età pensionabile. Ma vanno indagate e affrontate, senza rinunciare alla prevenzione possibile.

AZIONI CONCRETE E OPPORTUNITA’ – Per quanto riguarda le azioni a livello locale per contrastare alla radice i modelli di vita e di consumo sbagliati che hanno portato il Mondo all’emergenza ambientale, è bene che l’amministrazione comunale di Pozzuoli, come quelle di ogni altro Comune, rivolga l’attenzione su ciò che già è in campo e che può esserlo nell’immediato futuro. Evitando contraddizioni. In concreto: per il Montenuovo e per i viali alberati di Monterusciello – due aree distinte, ma accomunate da condizioni disastrose – esistono piani già finanziati per circa 700mila euro dalla Città metropolitana per la sostituzione degli alberi vecchi, pericolosi o malati, ma al momento non si conosce l’esito delle progettazioni definitive affidate dal Comune di Pozzuoli e i tempi realistici di attuazione. Sarebbe il caso di dare priorità a questi interventi e aggiornare la cittadinanza. Ulteriori opportunità per la “riforestazione urbana” sono previste dal recente “decreto clima” convertito in legge n. 226/19 il 15 dicembre scorso. Le risorse destinate dal Governo sono sicuramente irrisorie (30 milioni di euro in due anni su tutto il territorio nazionale), ma la misura dovrebbe essere strutturale. E’ pertanto obbligo morale dei Comuni attrezzarsi, a livello di pubblici uffici, per intercettare questi fondi con la presentazione di progetti adeguati e secondo una visione di insieme. Così come per lo sviluppo del trasporto scolastico urbano tramite mezzi elettrici o ibridi, altro timido segnale offerto dallo Stato ai Comuni, finanziato per ora con 20 milioni di euro. O per la creazione di (vere) reti ciclabili urbane per le quali è prevista l’istituzione di un fondo di 150 milioni nel triennio 2022-2024, in modo da coprire il 50% delle spese.

La causa ambientale, insomma, non può essere invocata solo all’indomani dei danni e delle tragedie (reali o sfiorate) da maltempo. E’ una scelta di fondo, che vive di programmazione, per affrontare tutte le emergenze. Una su tutte, la lotta alla plastica, per la quale in un’ottica flegrea e regionale andrebbero approfondite da parte delle amministrazioni e della politica locale – sempre con l’approccio “del fare” – le possibilità di coinvolgimento dei pescatori per la pulizia dei mari, grazie ai ben più cospicui fondi strutturali europei, mentre sul piano strettamente comunale è davvero umiliante che in città ci siano ancora bar e attività commerciali che utilizzano plastica monouso non biodegradabile, nonostante il divieto dell’ordinanza comunale entrata in vigore da agosto 2019, anticipando lo stop voluto dall’Unione Europea entro il 2021.

C’è tanto da fare, insomma, su più fronti. Ed è bene che si cominci, senza tornare al silenzio tra un’ondata di libeccio e l’altra.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.