Il sindaco di Pozzuoli Manzoni ha fatto sapere di aver scritto al ministro della Protezione Civile Musumeci “per segnalare la criticità che riguarda 32 nuclei familiari di Pozzuoli, costretti a lasciare le proprie abitazioni a seguito degli eventi sismici dei mesi di maggio, luglio e agosto 2025”. Viene evidenziato che queste famiglie, “pur vivendo le stesse difficoltà di altri cittadini già tutelati, oggi non rientrano nelle misure previste per il contributo di autonoma sistemazione, generando una evidente disparità di trattamento”.
Tutto giusto. Esattamente come denunciato da quasi 2 anni da comitati e cittadini, che di fronte al “primo”, al “secondo”, al “terzo decreto Campi Flegrei”, hanno sempre evidenziato in ogni sede possibile, compresi gli incontri con il Prefetto di Napoli e la presentazione di emendamenti al Parlamento (tutti bocciati), che le difficoltà legate al bradisismo non possono essere affrontate con decreti “ad scossam”, cioè nati dopo ogni singolo evento più pesante e che inevitabilmente non trovano applicazione per le criticità provocate da scosse successive, ma da misure complessive e con un obiettivo chiaro: rendere il territorio resistente agli eventi sismici e consentire la convivenza della comunità locale sul territorio in sicurezza.
E allora, salutando il fatto che il Primo cittadino si sia finalmente fatto portavoce verso il Governo della necessità di affrontare una disparità, cogliamo l’occasione per ricordare a tutte le Istituzioni qualche altra contraddizione ed emergenza irrisolta.
Come i ritardi nelle graduatorie definitive per chi ha presentato le richieste di contributo economico per i lavori alle case dichiarate inagibili il 20 maggio 2024: dovevano essere pronte, imminenti, annunciate per fine febbraio nell’ultimo tentativo tenuto in Prefettura di dare una parvenza di partecipazione e confronto tra Istituzioni e comitati. Non lo sono ancora.
Come l’umiliazione che lo Stato si è dato da solo, con la perdita (per ora) dei primi 20 milioni previsti per il 2025 per la riqualificazione delle case dichiarate maggiormente vulnerabili. Ricordiamo il pasticcio normativo per cui un decreto che fissava il termine per presentare le istanze entro il 30 novembre 2025 non è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, dunque non è entrato in vigore, prima di quella data.
E ancora … Qualcuno potrebbe dirci a chi scrivere per sapere qualcosa degli hub di accoglienza, previsti nel numero di 2, per dare dignitosa sistemazione provvisoria alle persone, soprattutto più fragili, in caso di forti scosse, in un’ottica di serenità per i residenti. Oppure essere aggiornati sul pontile che serve a garantire i collegamenti verso le isole nel porto di Pozzuoli, che doveva essere pronto la scorsa estate. O sul coronoprogramma dei lavori di messa in sicurezza delle scuole, di competenza del commissario Straordinario Soccodato, sui quali temiamo si stiano accumulando ritardi che hanno già rischiato e rischiano nei prossimi anni di arrecare danni alla didattica e al diritto allo studio.
Domande rispetto alle quali i cittadini di Pozzuoli e dei Campi Flegrei, riuniti in comitati o che hanno semplicemente a cuore le sorti della loro terra, meriterebbero risposte.