Borse di studio universitarie, la denuncia dell’Udu Napoli: dove sono i soldi ricavati dall’aumento della tassa regionale?

uduUniversità in Campania, riscontrate anomalie nei bilanci per l’erogazione delle borse di studio. Tali anomalie sono state portate all’attenzione della cittadinanza e dell’amministrazione dai ragazzi dell’Unione degli universitari di Napoli (UDU). Nel 2012 la Regione ha stanziato per le Adisu (le aziende del diritto allo studio) solo una parte dei fondi versati dagli studenti. Infatti la tassa regionale per il diritto allo studio nel 2012 è aumentata del 125 per cento, aumento che però non è stato riscontrato negli stanziamenti.

Gli studenti dell’UDU Napoli, come testimonia il video di Fanpage.it, sostengono, numeri alla mano, che i conti del bilancio non sono esatti. Lorenzo Fattori, coordinatore provinciale UDU Napoli, afferma: “I fondi che mancano dalle borse di studio sono circa 13 milioni e 600 mila euro che noi esigiamo che vengano restituiti agli studenti e alle famiglie sotto forma di borse di studio per chi ingiustamente non l’ha avuta assegnata pur avendone i requisiti” e aggiunge: “L’Unione degli Universitari ha vinto un ricorso al Tar, contro la Regione Piemonte, perché la Regione Piemonte ha spostato due milioni di euro dalle borse di studio al pagamento di spese amministrative”.

Secondo gli studenti, che annunciano un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Napoli, i fondi in questione sarebbero stati utilizzati per coprire buchi nel bilancio della Regione come accaduto in Piemonte. Su questa vicenda però la Regione, nella persona dell’assessore all’istruzione Campania Caterina Miraglia, smentisce: “L’assegnazione delle risorse, in quell’anno, è stata effettuata moltiplicando la popolazione studentesca dell’anno accademico 2011-2012 per il precedente importo di 62 euro, così come iscritto in bilancio. Ciò è dovuto al fatto che non è stato possibile effettuare una variazione di bilancio per iscrivere le ulteriori somme versate dagli studenti, essendo necessario determinare l’importo definitivo mediante un controllo a consuntivo sui dati degli incassi. Cosa possibile solo incrociando i versamenti degli studenti con quelli delle università, che avvengono in tempi diversi. Allo stato si stanno concludendo le operazioni di verifica e si provvederà ad acquisire le somme in bilancio all’entrata ed alla spesa al fine di permetterne l’impegno, l’assegnazione alle ADISU e l’immediata erogazione”. Nonostante ciò, sempre nel video pubblicato da Fanpage.it, alla domanda “Che fine hanno fatto i soldi mancanti?” non c’è stata alcuna risposta, ma un imbarazzanti silenzio di alcuni secondi.

Il coordinatore Lorenzo Fattori, inoltre, aggiunge: “L’università sta diventando una cosa per ricchi. La cosa è che veramente se viene invalidato lo strumento della borsa di studio, se viene reso impossibile assegnare la borsa di studio a chi ne ha bisogno, se viene distrutto il diritto allo studio significa che andiamo di nuovo verso una forma d’istruzione e di università solo per chi è ricco di famiglia mentre la gran massa di persone che pur avrebbe i requisiti per accedere allo studio, rischia di rimanerne escluso.”

Guarda il video integrale pubblicato su Fanpage.it

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Scritto da Francesca Migliaccio


Tra i fondatori dell'Iniziativa. Vivo a Monteruscello, quartiere di Pozzuoli. Impegnata nel sociale e mediatrice familiare.