Un festival per i Campi Flegrei, il racconto della prima edizione di Wavìnba

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FOTO DI ILARIA AITA

Si è conclusa, alle 22 di domenica 4 ottobre, la prima edizione del Wavìnba Fest, un festival di musica, cultura e sostenibilità che sembra, nonostante le peripezie causate dall’incertezza metereologica, aver avuto un discreto successo tra il pubblico. Annullata causa maltempo, per l’appunto, la serata popolare del 2 ottobre, che avrebbe dovuto dare il via alla manifestazione (recuperata domenica 4), quest’ultima è iniziata sabato 3 a tema rock. Alle 8 di sera si sono aperte le porte e il pubblico ha cominciato a confluire in un’area naturale sconosciuta ai più: attraversato il parcheggio del Green Shade (che ha gratuitamente concesso lo spazio agli organizzatori), gli avventori si ritrovavano a passeggiare sotto un vigneto che si apriva alla fine in un ampio piazzale verde dove ha avuto luogo il festival. Le tre associazioni organizzatrici, O.T.P Well Done, Liberamente e ReArch, hanno preso l’area naturale di cui sopra e l’hanno trasformata in un ambiente accogliente per varie fasce di età: artigiani che esponevano i propri prodotti, artisti che mettevano in mostra le proprie opere, una piccola area ristoro, la possibilità di consumare le vivande seduti al tavolo o su panchine basse frutto del recupero di pallet oppure semplicemente alzati mentre ci si godeva lo spettacolo. E veniamo all’attrazione maggiore della serata: lo spettacolo. Su un palco posizionato in modo tale da avere il lago Miseno e la città di Bacoli alle spalle, oltre a un canneto che ha fatto da scenografia inusuale all’evento, si sono alternati artisti di varia caratura. Prima un contest tra band emergenti sponsorizzato dal Godfather studio di Napoli, vinto dagli AB (un duo di Bagnoli), cui hanno partecipato anche i Port-Ligat e The Bastet, poi l’esibizione dei Sula Ventrebianco: la band flegrea ha finalmente avuto l’opportunità di suonare nella propria terra supportata da un organizzazione, uno spazio e un impianto acustico degno della loro portata artistica. Un’esibizione di un’ora e mezza circa davanti a quasi 500 persone che si dividevano tra danzatori, “pogatori” e ascoltatori, tutti insieme ad applaudire alla fine del concerto la prestazione di livello che questi ragazzi hanno dato. Il giorno dopo, domenica 4 ottobre, la festa è ricominciata verso ora di pranzo, un bel sole ha accompagnato la giornata che si è svolta in un’atmosfera rilassata, accompagnata da musica popolare che a volte veniva dagli altoparlanti, altre era suonata e cantata tra la gente. Purtroppo gli impegni di alcuni membri della band, non hanno permesso ai Crocevia di esibirsi, mentre i Mousiké, un ensemble di musica popolare flegreo, hanno tenuto il palco per circa un’ora e mezza, a partire dalle 18.00, mentre tra il pubbblico (200 persone circa durante tutta la giornata) i danzatori rendevano lo spettacolo ancora più affascinante. La serata si è poi protratta fino alle 22. “Il Wavìnba Fest è stata una bellissima sorpresa per il pubblico ma anche per noi organizzatori nonostante fosse alla sua prima edizione – spiega Giacomo Scamardella, uno degli organizzatori – il lavoro corale delle tre associazioni ha dato vita a un momento di aggregazione e divertimento che ha evidenziato in maniera seria le potenzialità culturali, artistiche e naturalistiche della città di Bacoli, tra l’altro con pratiche sostenibili che insegnavano agli avventori il rispetto dell’ambiente: oltre al riutilizzo di trentacinque pallet per delimitare aree, costruire panchine, tavolini e banchi, abbiamo incentivato il riutilizzo dei bicchieri. Chi usava sempre lo stesso bicchiere risparmiava sul costo della bevanda e le lattine della prima sera sono state raccolte a parte per farne dei portacenere il giorno dopo. È un punto d’inizio – continua Scamardella – puntiamo all’impatto zero. Il Wavìnba Fest saprà come evolversi, crescere e produrre spettacoli di alta caratura artistica e culturale nel totale rispetto dell’ambiente”.

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Scritto da Redazione