Rischio sismico nei Campi Flegrei, le parole di esperti e Istituzioni

Campi_flegrei_02_d0Piani di evacuazione, vie di fuga, scelte politiche. Sono stati gli elementi alla base del convegno “Vesuvio e Campi Flegrei: rischio ed emergenza” organizzata dall’’Assostampa Flegrea, ieri, mercoledì 29 ottobre presso la sala convegni dell’Hotel “Gli Dei” di Pozzuoli.

Hanno relazionato sull’’argomento il professor Giuseppe Luongo, vulcanologo, il dott. Piero Moscardini, già alto funzionario della Protezione Civile ed esperto nella gestione delle emergenze, il dott. Giuseppe Coduto, vicepresidente di E.Di.Ma.S. – Emergency and Disaster Management. Sono intervenuti, in rappresentanza delle Istituzioni, il professor Edoardo Cosenza, assessore regionale alla Protezione Civile, Vincenzo Figliolia, sindaco di Pozzuoli, Franco Iannuzzi, sindaco di Monte di Procida, Michele Petrone, assessore ai Lavori Pubblici di Bacoli e Francesco Ferrara per conto della commissione straordinaria di Quarto.

L’assessore regionale Edoardo Cosenza ha dichiarato che “La Regione Campania ha già adottato le linee guida delle emergenze. Quasi tutti i comuni della nostra regione hanno presentato domanda per ottenere i finanziamenti per la stesura dei piani di evacuazione. Ora però è necessario lavorare molto sui Campi Flegrei. La Regione ha il compito di coordinare i Piani Comunali i quali devono essere molto semplici. I cittadini devono conoscere quali sono i quattro segnali che individuano il livello di emergenza: verde, giallo, arancione e rosso. Oggi il Vesuvio ha un livello pari a quello verde mentre i Campi Flegrei sono a livello giallo per l’’attività registrata in questi anni di lieve sollevamento. Ovviamente siamo ancora lontani dell’’emergenza.
Un’’altra cosa che devono sapere i cittadini
– ha aggiunto l’assessore – è a quale categoria rientreranno in caso di fuga. La prima categoria è di quelli che hanno un’’autonoma sistemazione. Tutti gli altri invece saranno ospitati dalle regioni gemellate ancora da definire. In questo caso o si raggiunge la regione con mezzi propri oppure con mezzi messi a disposizione delle istituzioni. In ogni caso l’’emergenza scatta 71 ore prima quindi c’’è tutto il tempo, già calcolato in base alle attuali vie di fuga, per permettere un’’evacuazione ordinata””.

Per il professor Giuseppe Luongo, vulcanologo, ““L’’area flegrea e quelle vesuviana sono tra le più monitorate del mondo .– Quindi in ogni momento è possibile leggere i dati e conoscere i vari livelli di emergenza. Spetta però al decisore politico stabilire l’’evacuazione. La decisione non è facile perché può rivelarsi impopolare visto che la probabilità di eruzione è molto remota, considerata anche che ci siano quasi tutti gli elementi che ce lo fanno pensare. Pertanto è necessario che la comunità scientifica stabilisca un “punto di non ritorno” condiviso da tutti”.

“”È necessaria una collaborazione tra la stampa e la comunità scientifica per dare alla popolazione una corretta informazione – ha detto Piero Moscardini, già alto funzionario della Protezione Civile. –Purtroppo in Italia ci sono pochi Vigili del Fuoco rispetto alle reali bisogni per questo bisogna dare più professionalità ai corpi volontari della protezione civile, una forza che può dare un grande contributo in caso di disastro. La pianificazione è tutto. La gente deve essere coinvolta””.

Giuseppe Coduto, vicepresidente di E.Di.Ma.S. – Emergency and Disaster Management, ha sottlienato che “E’’ opportuno che la stesura dei Piani venga fatta da persone che hanno una visione completa, e non parziale, del problema. Che siano Piani condivisi dalle diverse componenti che vi dovranno partecipare e che diventeranno poi attori nel momento dell’emergenza. La pianificazione deve prevedere anche il massimo coinvolgimento della popolazione. I finanziamenti messi a disposizione della Regione Campania sono l’’ultima possibilità che hanno i comuni di dotarsi degli strumenti di pianificazione”.

Gli interventi dei rappresentanti istituzionali hanno permesso di avere un quadro di insieme sullo stato dei piani di evacuazione nel territorio flegreo. Il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia ha annunciato l’’imminente inaugurazione del COC Centro Operativo Comunale, ma ha anche evidenziato come l’’attuale Piano sia obsoleto in considerazione di una crescita di popolazione residente nel centro storico che di contro doveva, dopo il bradisismo dell’’’82-‘85, essere ridotta del 50 per cento rispetto al periodo precedente. Inoltre, che nei fine settimana la presenza di persone nell’’area del centro storico e di via Napoli si raddoppia. Il sindaco di Monte di Procida Franco Iannuzzi ha riferito che il Piano di Emergenza comunale è stato già aggiornato dall’’Ufficio Tecnico comunale. L’’assessore di Bacoli Michele Petrone ha informato che il Piano è in via di aggiornamento, ma che c’’è la necessità di un coordinamento in quanto molte vie di fuga sono di competenza dei comuni limitrofi. L’’architetto Francesco Ferrara, per conto della Commissione Straordinaria di Quarto, ha fatto presente che l’atteggiamento delle istituzioni e della popolazione nei confronti delle emergenze è cambiato e che il Piano dovrà essere semplice e snello per dire esattamente quello che bisogna fare. Tutti hanno sottolineato la necessità di integrare i piani comunali in un Piano di Evacuazione dei Campi Flegrei.

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Scritto da Redazione