Progetto MAC, confronto a Monterusciello sull’Agro Urban Center

Una giornata formativa e di confronto su democrazia e partecipazione è quella che si è svolta oggi, martedì 5 giugno, nel quartiere di Monterusciello, nell’ambito del Mac – Monterusciello Agro City, organizzata dal Comune di Pozzuoli in collaborazione con l’UIA Expert dott. Pietro Elisei. L’incontro si è svolto nell’ambito delle attività del progetto finanziato dall’Unione Europea per 4 milioni di euro (cinque, contando il contributo del Partenariato pubblico – privato che sostiene il progetto) per la riqualificazione di Monterusciello, mediante il recupero di circa 50 ettari di terreni abbandonati al’incuria, la sperimentazione di agricoltura sostenibile e attività di formazione per giovani del territorio.

All’incontro di oggi con tutti i partner coinvolti e alla presenza del rappresentante istituzionale Roberto Gerundo, assessore all’urbanistica del Comune flegreo, ha partecipato il dott. Giovanni Ginocchini, direttore dell’Urban Center di Bologna. La mattinata è partita con un sopralluogo in uno dei luoghi divenuti chiave del progetto: piazza Antonio De Curtis, area simbolo del processo di rigenerazione urbana, in un passato recente occupata da nuclei abusivi che usufruivano degli stabili della piazza come abitazioni e attività improprie, poi allontanati. La destinazione d’uso della piazza nel progetto, e in particolare dei locali oggi distrutti, è quella di “Agro Urban Center”, di cui è necessario definire funzioni, obiettivi e modalità di azione di quello che  va concepito quale luogo aperto e pubblico, capace di fungere da catalizzatore e attrattore per la comunità locale, in modo da diventare parte attiva sul territorio e motore del processo sinergico di cambiamento.

In un momento successivo alla passeggiata nel quartiere, per monitorare alcuni dei luoghi coinvolti dall’investimento e analizzare le criticità,  si è svolta una interessante discussione e scambio di idee presso la sede della Protezione Civile di Monterusciello “L’Agro-Urban Center: contributi, gestione e strategie“. Nel corso del confronto, a cui hanno preso parte anche rappresentanti di altre associazioni del territorio e semplici cittadini uditori, l’architetto Ginocchini ha illustrato, partendo dall’esempio virtuoso dell’Urban Center di Bologna, alcuni modelli di riferimento come case histories positivi di sviluppo di un Urban Center sul territorio.

Un modello unico non esiste, va costruito nel contesto specifico, ma è importante capire che indirizzo dargli e quali sono le sue funzioni. Il Centro può essere inteso come una sorta di “megafono”, ovvero uno strumento per comunicare alla cittadinanza dei progetti in essere, come accade a Bologna o Torino; o ancora luogo di comunicazione e marketing rivolto ai cittadini, dunque con un’impronta più economica; o ancora come “antenna”,  luogo di ascolto, collettore, in grado di raccogliere i bisogni e le esigenze degli abitanti del quartiere, costruendo relazioni tra i vari soggetti intermedi; o ancora inteso come “arena”, spazio in cui decidere insieme, attraverso una democrazia partecipativa, l’idea di che città sviluppare. Interessante, tra gli altri, il modello di urban center fondato sul bilancio partecipativo, in cui collettivamente sono votati e sostenuti i  progetti da portare avanti. L’ipotesi di piazza De Curtis si avvicinerebbe maggiormente, secondo quanto emerso dallo scambio di idee e best practices, ad un laboratorio aperto, dove si produce economia e si progettano azioni economiche produttive attraverso idee nuove, che possono nascere dal basso. Centrale, come emerge dalla giornata di confronto, è concepire il centro come luogo di funzioni integrate. Ci si è interrogati su quale debba essere e come dovrà articolarsi la Governance dell’Agro Urban Center, che, indipendentemente dal modello, dovrà rispettare la vocazione partecipativa e mettere in moto politiche tali da creare continuità nel tempo indipendentemente dall’avvicendamento politico nelle Istituzioni. Fondamentale, infine, sarà integrare l’Agro Urban Center nella comunità, affinché la stessa possa avvertirlo come strumento di opportunità e crescita sul territorio e far dialogare quindi il centro urbano con le aree rurali da rigenerare, non snaturando la mission del progetto, volta a integrare armonicamente spazi urbani e rurali.

Una giornata, in conclusione, di intensa partecipazione e di grande impatto per l’apporto teorico e pratico dato dalla presenza dell’ architetto Giovanni Ginocchini, che ha fornito elementi concreti su cui lavorare e da cui partire per cambiare, dopo trent’anni, il volto di Monterusciello, ma ancora di più per fondare quei pilastri dell’architettura, in primis culturale, che possa dare slancio a metodi di fruizione condivisa e partecipata di luoghi pubblici, che in tal modo vengono sottratti all’oblio, riqualificati e rigenerati in un processo sinergico, virtuoso e integrato a catena.

(Nella foto, sopralluogo presso Piazza De Curtis di Monterusciello con il dott. Ginocchini, direttore dell’Urban Center di Bologna).

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Scritto da Valentina Soria


Mi chiamo Valentina Soria, sono giornalista pubblicista, laureata alla magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa. Mi interesso di comunicazione a 360°, dal giornalismo al copy writing alla cura di uffici stampa. Amo la mia terra flegrea e credo nell’importanza di dare “voce” alle piccole e grandi criticità del territorio con coraggio ed onestà.