POZZUOLI/ Spiagge e concessioni, ecco cosa prevede la normativa comunale

Torna a farsi bollente la questione spiagge a Pozzuoli. Tra accordi e dimostrazioni sull’accessibilità e soprattutto i recenti sequestri alle attività abusive avvenuti sul lungomare Pertini, il tema spiagge dimostra di necessitare di un approfondimento. Ad oggi sono due le norme comunali sul tema: il piano di utilizzazione della spiagge e il regolamento di gestione del demanio marittimo.

IL PIANO_ La pianificazione delle spiagge, approvata con la delibera n. 48 del 2002 divide per caratteristiche e lottizza la fascia costiera puteolana: possibile oggetto di concessione sono i lotti 2 e 3. Il primo riguarda i tratti di scogliera, ossia via Napoli dalle ex terme Subveni Homini e La Pietra fino al confine con Napoli; nel secondo rientrano gli arenili sabbiosi e non compresi nella fascia Arco Felice – Lucrino, Licola fino al confine con Giugliano e il lungomare Yalta, ossia la prima parte di via Napoli.
Proprio quest’ultimo è stato recentemente oggetto di un bando che ha visto due assegnazioni su quattro lidi, la cui attuazione è stata sospesa in virtù dei risultati dei ricorsi presentati subito dopo il risultato.
Nel piano è prevista anche la distinzione tra strutture mobili, quelle da rimuovere a fine stagione, e fisse, da rimuovere a fine concessione. In pratica strutture non rimuovibili non sono ammissibili.
Il piano prevede che il venti per cento di ogni lotto in concessione sia spiaggia libera, tenuta fruibile e con servizi minimi (es. igienici) dal concessionario. Inoltre,ogni 120 metri è previsto un corridoio di libero accesso alla battigia largo sei metri, oltre al dovere di garantire l’accesso al mare ai disabili. Il piano doveva essere attuato entro sei mesi anche da chi fosse già concessionario, attraverso opere di riqualificazione (norma transitoria).

LE ATTIVITÀ_ Il regolamento di gestione e il piano prevedono poi le attività da poter espletare sui lidi: il regolamento “Definisce le strutture ed attrezzature che sono qualificate come Stabilimento Balneare, Arenile Attrezzato per uso balneare, Soggiorno all’Ombra, Punto Ristoro, Attività per Pratiche Sportive, Rimessaggio Natanti, Servizi per la Sicurezza balneare, Corsie (o corridoio) di Lancio e Punto ombra” dentro cui, secondo il piano, “Nelle aree in concessione le destinazioni d’uso compatibili sono: uffici per la gestione degli stabilimenti balneari, bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie, sale giochi, attrezzature sportive e ricreative (piscine, campi da tennis, calcetto, acquascivoli e giochi), nonché servizi in genere (bagni, docce, pronto soccorso)”.
Nessuna menzione circa le attività di discoteca o intrattenimento musicale, sviluppatesi negli anni successivi a questi atti sempre più insistentemente,  con enormi ricadute sulla residenza locale. Un vero vulnus normativo per un’attività non certo da vietare ma quanto meno da pianificare, per evitarne un’espansione confusa e nociva.

Di certo la suddetta pianificazione è auspicabile anche per dare ordine urbanisticamente alla città, capendo quante e quali attività siano più adatte per ogni lotto. È difficile pensare che su ogni lido sia possibile concentrare tutte le attività: discoteca, quella di noleggio per i posti barca o quella di bar. Una programmazione necessaria in virtù della scadenza del 31 dicembre 2020, data individuata (a seguito di proroga quinquiennale) come termina ultimo per lo Stato di intervenire sulla normativa e attuare la direttiva Bolkestein del 2006, che prevede la scadenza delle concessioni esistenti e di assegnare a bando il litorale. Cercando di capire come verrà attuata la normativa europea, se in modo integralista (e sarebbe un attacco al bene comune) o salvando la possibilità per i Comuni di gestire spiagge libere, l’amministrazione dovrà anche capire come fare manutenzione e mantenere le spiagge libere fruibili. In un solo caso è venuta incontro la cittadinanza, come nel caso di Licola, dove l’associazione Licola mare Pulito è stato autorizzata  (art. 30 del Regolamento di Gestione) a collaborare per due anni per la pulizia della spiaggia e il rispetto delle regole di balenazione con delibera di Giunta 39 del 2016, una vera impresa visto che ad ogni pioggia i canali sfocianti sversano rifiuti di ogni tipo. Se non si trovano sponde con il mondo dell’associazionismo e dei comitati, però, tocca al Comune pensare a come manutere un bene comune, che consenta anche ai meno abbienti di potersi fare un’estate al mare.

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Scritto da Sandro Izzo


Classe 1988, vive da sempre a Pozzuoli, nella frazione di Lucrino. Laureando in Giurisprudenza all'università Federico II di Napoli. Dal 2010 scrive per "L'Iniziativa" ed è parte del direttivo dell'associazione. Brevi esperienze anche presso "Il Roma" ed il "portale Retenews24". Dal maggio 2013 al novembre 2015 in carica come rappresentante nel Forum Giovani di Pozzuoli.