Pozzuoli è la città più in ginocchio, ma la colpa non è solo del vulcano.
La scossa di mg 4.7 di ieri venerdì 31 luglio – la più forte della storia da quando vengono registrate con strumenti moderni – ha fatto danni gravissimi, soprattutto al Centro, Via Napoli, Rione Artiaco, zona alta: pezzi di edifici crollati, frane, numerose auto distrutte miracolosamente vuote. Per fortuna nessuna vittima, ma ci sono oltre 20 feriti, qualcuno in codice rosso.
La rete idrica è stata colpita. Il porto è chiuso ai traghetti. Si teme per i trasporti su ferro, già oggetto di riduzioni dei servizi. Chiusi anche mercato ittico all’ingrosso e Comprensorio Olivetti. Dopo le verifiche ai palazzi, si attendono inevitabili nuovi sgomberi e dichiarazioni di inagibilità.
In queste ore la paura dei cittadini è tanta e comprensibile, ma la rabbia lo è ancora di più. Verso lo Stato, che dopo almeno 3 anni dall’intensificarsi del bradisismo, ha perso la partita della messa in sicurezza della città. O, peggio ancora, non ha mai voluto giocarla e combatterla fino in fondo.
Parlano i fatti: 3 decreti e 700 milioni di euro sulla carta, diluiti in 5 anni, che si sono persi in misure farraginose, contradditorie e insufficienti. Come tristemente dimostrato dalla ingiusta esclusione di 284 famiglie nell’accesso ai fondi per riqualificare gli edifici inagibili, motivata da piccole difformità; dagli interventi per ridurre la vulnerabilità fermi al palo; dai ritardi per concludere opere pubbliche alle infrastrutture o alle strade.
Chiediamo ad alta voce:
Commissario Soccodato, dove sono gli hub di accoglienza che stanotte avrebbero evitato a tante famiglie e soggetti fragili di passare la notte in macchina, in strada o da amici e parenti?
Ministro Musumeci, che senso hanno oggi le sue retoriche parole pronunciate qualche anno fa sulla convivenza con il fenomeno bradisismico?
Sig. Prefetto, i nuovi sfollati – già 22 famiglie nelle prime ore – dovranno aspettare un altro decreto “ad scossam” per ricevere i CAS e accedere (forse) ai contributi per i necessari interventi alle loro case, magari identico a quelli precedenti che il Sindaco di Pozzuoli ha giudicato solo ora “non performanti” e che invece andrebbero definiti, come i comitati civici hanno sempre denunciato, semplicemente sbagliati?
La comunità flegrea è stanca, consapevole – certo – di vivere su un territorio in cui le scosse difficilmente si fermeranno fin quando continua l’innalzamento del suolo. Ma cosciente anche che questo territorio è stato reso più pericoloso da Istituzioni inadeguate che hanno gestito la crisi bradisismica con mezzi ordinari e tempi imbarazzanti, derogando all’interesse generale.
Temiamo che l’evento di ieri rappresenti una situazione nuova e ancora più critica per l’intero tessuto civico e sociale flegreo. Intanto, ci stringiamo nella solidarietà a chi ha perso casa, serenità e progetti di vita, con la richiesta che vengano adottati subito provvedimenti nuovi (e diversi) in loro favore