Pozzuoli, Piazza della Repubblica 2016/2026

Qualche giorno sui social è circolato il trend #2016, tra nostalgia e riflessione, che vogliamo riportare a modo nostro al territorio, alla città di Pozzuoli e alla drammatica crisi che lo attraversa. Ci sembra opportuno, perché ci sono cose che rischiano di essere dimenticate in fretta e conservano, invece, la loro attualità.

❗️La prima foto di Piazza della Repubblica è stata scattata ieri pomeriggio, un’istantanea del deserto commerciale, ma anche sociale, del luogo “cuore” della città.

‼️La seconda – presa dai nostri archivi di redazione – è di circa 10 anni fa, quando la piazza vide una inedita collocazione di gazebo e tavolini, poco dopo i lavori di restyling urbanistico dei progetti “PIU Europa”.

Chissà in quanti ricordano l’acceso dibattito su quelle strutture leggere. Qualcuno forse le preferiva ai lati con circolazione delle auto in mezzo. Ci fu chi gridò alla “privatizzazione” della piazza, anche se si trattava di normale concessione di suolo pubblico. Alcuni esercizi commerciali non gradirono le nuove regole che imponevano uno stile più decoroso, aperto, diverso dall’occupazione in pianta stabile a cui erano stati abituati in passato. In pochi si preoccuparono di legare quel nuovo modo di vivere la piazza con l’obiettivo di alzare la qualità dell’offerta e produrre opportunità di lavoro regolari.

✅️Quanto sembra lontano, oggi, quello scontro. Chissà se qualcuno preferisce la piazza adesso, con spazi vuoti e serrande abbassate, simbolo di una comunità in ginocchio.

Ma è troppo facile dare la colpa al bradisismo. Prima delle scosse, delle crisi internazionali e della pandemia, Pozzuoli aveva già perso la strada della svolta. Nel 2017 cominciano errori e ritardi su 2 asset fondamentali: la messa a reddito del Rione Terra e la concreta destinazione d’uso degli edifici già allora conclusi e consegnati; il fiorire di un polo culturale, imperniato sull’intero complesso di Palazzo Toledo e la nuova area spettacoli di Villa Avellino.

Fallisce, così, anno dopo anno, la sfida di coniugare e tenere in equilibrio funzioni residenziali, economiche e sociali del Centro Storico. Turismo e produzione culturale. Lavoro e identità. Accoglienza, vivacità e partecipazione civile.

✅️Tutto ciò è avvenuto per mancanza di visione. Ieri era incompleta, poi è mancata, oggi è scomparsa. Sostituita dalla rincorsa all’evento occasionale o al salvatore di turno. Il punto resta sempre lo stesso: decidere cosa deve essere Pozzuoli, nell’ambito nei Campi Flegrei.

Scritto da Redazione