Occupazione al Majorana di Pozzuoli – Foto e Comunicato degli studenti

“Abbiamo la necessità che la nostra voce e le nostre rivendicazioni escano dalle mura dell’istituto per raggiungere la cittadinanza e le Istituzioni”. Questo l’appello degli studenti del liceo E. Majorana di Pozzuoli che da martedì sono in occupazione e stanno tenendo assemblee, laboratori autogestiti e dibattiti, curando gli spazi del loro istituto anche con la pulizia.

Le parole e le immagini della loro protesta sono una dimostrazione di maturità e di spontaneità che va sostenuta e incoraggiata. Pubblichiamo il loro comunicato integrale

COMUNICATO DI PROTESTA STUDENTESCA

Per una scuola pubblica che garantisca diritti, dignità e ascolto La nostra mobilitazione

Noi studenti dell’Istituto Liceo Ettore Majorana vogliamo portare all’attenzione pubblica le problematiche che riguardano il nostro istituto e, più in generale, le difficoltà che interessano la scuola pubblica. Crediamo che la scuola debba essere un luogo in cui ogni studente possa formarsi, crescere e apprendere in condizioni adeguate, senza essere penalizzato dalle proprie condizioni economiche o dalla mancanza di servizi essenziali. La nostra protesta nasce dalla necessità di dare voce a problemi che incidono concretamente sulla vita scolastica e quotidiana degli studenti. Nonostante le segnalazioni e le richieste, molte situazioni continuano a non trovare risposte concrete. Vogliamo una scuola che ascolti i propri studenti, garantisca i loro diritti e si impegni realmente a migliorare le condizioni in cui si svolge l’attività scolastica.

Il carovita e il diritto allo studio

In un periodo in cui il costo della vita pesa sempre di più sulle famiglie, non possiamo ignorare le difficoltà economiche che molti studenti si trovano ad affrontare ogni giorno. L’aumento delle spese per i beni essenziali, i trasporti, i libri e il materiale scolastico rende sempre più difficile sostenere i costi legati all’istruzione. Queste difficoltà rischiano di creare disuguaglianze tra gli studenti, perché non tutti partono dalle stesse condizioni economiche e non tutte le famiglie possono sostenere le stesse spese. La scuola pubblica dovrebbe garantire a tutti le stesse opportunità, indipendentemente dalla situazione economica di provenienza. Il diritto allo studio non può essere soltanto un principio teorico: deve tradursi nella possibilità concreta di frequentare la scuola e partecipare pienamente alla vita scolastica. Richiamiamo, a questo proposito, gli articoli 3 e 34 della Costituzione italiana.

L’articolo 3 sancisce il principio di uguaglianza e richiama la necessità di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la partecipazione e lo sviluppo della persona; l’articolo 34 tutela il diritto all’istruzione. Chiediamo maggiore attenzione alle difficoltà economiche delle famiglie e misure concrete affinché il costo dell’istruzione non diventi un ostacolo alle opportunità formative degli studenti.

Diritto allo studio e continuità didattica

Il diritto allo studio non consiste soltanto nel poter frequentare le lezioni, ma anche nel ricevere un insegnamento continuo, adeguato ed efficace. Gli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana rappresentano riferimenti fondamentali per il sistema d’istruzione e per la tutela del diritto all’apprendimento. Tuttavia, la mancanza di docenti e la discontinuità didattica possono compromettere il percorso formativo degli studenti, creando lacune che rischiano di ripercuotersi anche sugli anni successivi.

Nel nostro istituto, in particolare nell’indirizzo di Scienze Applicate, la nostra sezione non ha mai avuto un docente di Informatica stabile. Il professore arriva soltanto verso la fine del trimestre, rendendo difficile affrontare regolarmente gli argomenti previsti e costruire una preparazione completa. Riteniamo che gli studenti non debbano essere penalizzati da una situazione che non dipende da loro. La continuità dell’insegnamento è essenziale per garantire una preparazione adeguata e pari opportunità formative. Chiediamo quindi che venga affrontata concretamente la carenza di docenti e che siano individuate soluzioni capaci di garantire una didattica stabile ed efficace.

Le criticità del nostro istituto

Oltre alle difficoltà legate alla didattica e al contesto economico, nella nostra scuola sono presenti problemi strutturali e igienici che incidono sulla quotidianità degli studenti. La palestra è chiusa da oltre un anno, nonostante le richieste e le segnalazioni effettuate.

La sua mancata disponibilità priva gli studenti di uno spazio fondamentale per svolgere regolarmente le attività motorie previste dal percorso scolastico. Chiediamo che vengano chiarite le ragioni della chiusura, che siano comunicati gli interventi ancora necessari e che vengano indicati tempi realistici per la riapertura, coinvolgendo gli enti competenti. Anche le condizioni dei bagni rappresentano una criticità: sono spesso rotti e le condizioni igieniche generali risultano insufficienti. Riteniamo che poter usufruire di servizi igienici funzionanti e puliti sia una necessità essenziale per chi frequenta quotidianamente la scuola. A queste problematiche si aggiunge il caldo eccessivo nelle aule durante i mesi estivi. Le temperature diventano difficili da sopportare e non sono presenti nemmeno ventilatori per rendere l’ambiente più vivibile, con conseguenze sulla concentrazione e sul benessere durante le lezioni. Richiamiamo il principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana che tutela la salute. Senza affermare preventivamente l’esistenza di specifiche violazioni di legge, riteniamo necessario che le condizioni igieniche e ambientali dell’istituto ricevano la dovuta attenzione. Una scuola deve offrire ambienti dignitosi e adeguati alla permanenza quotidiana di studenti e personale. Non è accettabile che problematiche di questo tipo si protraggano nel tempo senza informazioni chiare e interventi risolutivi.

Ascolto e partecipazione degli studenti

Nonostante le segnalazioni e le richieste avanzate, spesso non riscontriamo cambiamenti concreti. Anche quando riceviamo delle risposte, non sempre seguono interventi capaci di risolvere i problemi segnalati. Questo alimenta la sensazione che le esigenze degli studenti non ricevano sufficiente attenzione. Richiamiamo l’articolo 13 del D.Lgs. 297/1994, che riconosce alle assemblee studentesche una funzione di partecipazione democratica e di approfondimento dei problemi della scuola e della società.

Inoltre, l’articolo 1 del D.P.R. 249/1998, lo Statuto delle studentesse e degli studenti, riconosce la scuola come una comunità di dialogo, ricerca e formazione. Questi principi sottolineano l’importanza del confronto e della partecipazione degli studenti alla vita scolastica. Essere ascoltati non significa ricevere semplicemente una risposta, ma poter conoscere quali azioni verranno intraprese e quali soluzioni si intendono adottare. Precisiamo che la nostra protesta non è un attacco personale alla dirigente scolastica. Le problematiche denunciate possono coinvolgere responsabilità e competenze differenti, interne ed esterne all’istituto. Il nostro obiettivo non è individuare un bersaglio personale, ma ottenere un confronto serio e risposte concrete da parte di tutti i soggetti competenti.

Le nostre richieste

Alla luce delle problematiche esposte, chiediamo:

● Carovita e diritto allo studio: maggiore attenzione alle difficoltà economiche delle famiglie e misure che rendano l’istruzione concretamente accessibile a tutti.

● Palestra: informazioni chiare sulle cause della chiusura, sugli interventi necessari e sui tempi previsti per la riapertura.

● Bagni e igiene: ripristino dei servizi non funzionanti e miglioramento effettivo delle condizioni igieniche.

● Temperature nelle aule: individuazione di soluzioni adeguate per rendere gli ambienti scolastici più vivibili durante i mesi caldi.

● Continuità didattica: maggiore stabilità del personale docente, con particolare attenzione all’insegnamento di Informatica nell’indirizzo di Scienze Applicate.

● Ascolto e partecipazione: un confronto reale con gli studenti e risposte chiare alle problematiche segnalate.

● Responsabilità e trasparenza: informazioni sugli interventi di competenza della scuola e su quelli che richiedono l’intervento di enti esterni.

La scuola che vogliamo

La nostra protesta non nasce dal desiderio di creare uno scontro, ma dalla necessità di far emergere problemi che non possono continuare a essere considerati marginali. Difendere la scuola pubblica significa difendere il diritto di ogni studente a ricevere un’istruzione adeguata, a vivere quotidianamente in ambienti dignitosi e a essere ascoltato quando segnala difficoltà che riguardano l’intera comunità scolastica. Non chiediamo privilegi, ma diritti, condizioni adeguate per studiare e reali opportunità di crescita. Chiediamo che alle parole seguano i fatti e che alle segnalazioni corrispondano impegni concreti. Vogliamo una scuola che non si limiti ad accogliere gli studenti, ma che sappia ascoltarli, tutelarli e garantire loro reali opportunità di apprendimento, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza.

Gli studenti dell’Istituto Liceo Ettore Majorana

Scritto da Redazione


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