Lettera aperta all’assessore all’Ambiente e al Sindaco di Pozzuoli

Quanto accaduto nei giorni scorsi in zona Bognar a Pozzuoli ha seguito un copione già visto: prima una tragedia sfiorata per la caduta di un pino sulle auto in sosta, poi l’abbattimento indiscriminato di tutti gli alberi adiacenti. In mezzo, l’assenza di giusta manutenzione del verde pubblico.

Da molti anni gli assessorati e gli uffici all’ambiente operano quasi esclusivamente in ottica di “giardinaggio d’emergenza”. Senza comprendere che la presenza di alberi in città non è un fatto solo decorativo, ma funzionale ad avere spazi urbani più freschi, più ossigenati, più vivibili

Chiediamo all’assessore competente e al Sindaco:

Gli abbattimenti dei pini (e non solo) seguono una valutazione sulla loro pericolosità o sono destinati a realizzarsi in modo automatico e generalizzato in tutta la città?

E’ prevista la contestuale piantumazione di nuovi arbusti?

La manutenzione delle aree verdi è condotta con criteri di conservazione delle stesse o di economicità, con conseguenti pratiche del tutto discutibili come la capitozzatura?

Non è la prima volta che viene sollevato pubblicamente il problema.

Basti ricordare, solo in tempi più recenti, l’impegno preso dall’assessore Caiazzo (post 18 novembre 2025) che annunciava “entro pochi mesi” nella Cassa armonica di Piazza della Repubblica “un’alberatura regolare, vegeta, in sicurezza ed esteticamente più bella” con la piantumazione di nuove essenze di leccio. Interventi che ad occhio non risultano pervenuti dopo quasi un anno.

Oppure la vicenda che qualche mese prima interessò via Marconi, rispetto alla quale l’assessore Ismeno (post del 23 settembre 2025), dopo l’abbattimento di fusti decennali in occasione di lavori al manto stradale e con una “tempestiva” perizia, che lasciò perplessi e indignati tanti cittadini, dichiarò che “a compensazione dell’espianto all’interno dell’area comunale saranno messe a dimora 50 nuovi esemplari di leccio con diametro del tronco tra i 12-15 cm”. Non abbiamo elementi per sapere se tali piantumazioni siano avvenute e in che zone, ma segnaliamo che presso il belvedere al lago d’Averno molti lecci di recente messa a dimora risultano già secchi per l’assenza di cura e irrigazione.

E potremmo aggiungere alcuni stalli vuoti in zona Centro Storico dove gli alberi venuti fisiologicamente a mancare non vengono rimpiazzati da molto tempo.

Insomma, gli alberi non votano e forse affidare interventi di abbattimento è più semplice che programmare politiche di cura e incremento del verde pubblico. Ma si sappia che anche in una città già devastata dalle ben note emergenze c’è chi non accetta di vederla ancora più grigia e desolata

Scritto da Redazione


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