Manifestazione “stop biocidio”, il #fiumeinpiena ha invaso Napoli – GUARDA LE FOTO

coop

FOTO DI PAOLA VISONE E ANDREA D’AGOSTINO

Il “fiume in piena” c’è stato davvero. Nonostante la pioggia incessante, il popolo della Campania (e non solo) ha avuto la sua giornata di riscatto e si è raccolto intorno all’appello del comitato promotore della manifestazione “stop biocidio”. Difficile quantificare il numero di manifestanti, la pioggia non ha certo facilitato l’organizzazione, tanta gente è rimasta per molto tempo in coda al concentramento in Piazza Mancini e probabilmente non è neanche riuscita ad entrare in Piazza del Plebiscito. La partecipazione è stata in ogni caso altissima: circa 100mila persone, provenienti soprattutto da Napoli e provincia, ma va segnalata anche la presenza di delegazioni da fuori Regione.

Impressionante la presenza di studenti medi e giovanissimi. Impone rispetto la dignità dei genitori che mostrano le immagini dei loro figli vittime di malattie tumorali. “Io non ho paura della morte … ma della sofferenza che può provare un figlio senza sua madre” sono le parole di Maria Fabrizio di Casal di Principe, che porta con sè un collage di foto dei suoi cari scomparsi. Nicola Coppola, padre di Martina, si è aperto al racconto e ci ha detto che non potrà dimenticare che a riempire i reparti oncologici dell’ospedale di Pavia erano solo pazienti delle nostre province.

Ad aprire il corteo, c’erano i nomi e i volti di tutti i commissari straordinari all’emergenza rifiuti che si sono succeduti a partire dagli anni ’90: Umberto Improta, Gianni De Gennaro, Antonio Bassolino, Guido Bertolaso, Corrado Catenacci, Alessandro Pansa, Antonio Rastrelli, accompaganti dalla scritta “Colpevole di biocidio”. Come chiesto nei giorni scorsi, non ci sono stati simboli di partiti politici, mentre erano presenti gruppi di Legambiente e Libera.

Tante comunità del territorio hanno sfilato compatte dietro i loro striscioni: Caivano, Mugano, Acerra, Area vesuviana, Lago Patria. Anche i Campi Flegrei hanno risposto bene.  E tra i Gonfaloni c’è quello del Comune di Pozzuoli, come Napoli, Agerola, San Gricignano di Aversa.

“La terra dei fuochi è l’Italia intera e da oggi niente sarà più come prima”. Con queste parole gli organizzatori hanno aperto gli interventi in Piazza del Plebiscito intorno alle 17.00. Lo sforzo per riempire questa manifestazione di contenuti ed evitare divisioni e strumentalizzazioni è stato notevole. Con un documento diffuso ieri sono state ribadite in 10 punti le parole d’ordine e le proposte di questo movimento: stop a roghi e sversamenti di rifiuti tossici, bonifiche controllate ed effettive, censimenti dei terreni e dei prodotti, istituzione di un registro dei tumori e piano di prevenzione sanitaria per le comunità più esposte, inasprimento dei reati ambientali e di biocidio, piano alternativo nella gestione dei rifiuti in Campania.

“Da domani vigileremo sui territori. Vogliamo liberare la nostra terra dalla camorra, dall’imprenditoria complice che ci ha avvelenato e dalla politica corrotta e incapace che non ha saputo controllare – è l’impegno preso dal palco. Prende vita l’assemblea, con gli interventi, tra gli altri dell’oncologo Nando Marfella e di Padre Alex zanotelli. Poi seguono le esibizioni degli artisti che hanno voluto esprimere la propria adesione. Quando Don Patriciello, prete di Caivano che ha animato le prime marce di settembre, ha citato il Presidente Napolitano e il Cardinale Sepe si sono levati i fischi dalla piazza insofferente, segno che la pazienza è finita, anche se almeno oggi è un pò più forte la speranza.

Dario Chiocca

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.