L’OPINIONE / Pozzuoli che cambia, finalmente.

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Nel Capoluogo flegreo è stato il primo fine settimana con i tavolini in Piazza della Repubblica, dopo circa otto mesi di assenza dovuti ai lavori pubblici targati “Europa PIU”. Chi ha avuto modo di passeggiare in piazza in questi giorni a Pozzuoli ha potuto già verificare un clima diverso, distante anni luce da qualche commento apparso su facebook, ammalato probabilmente di “neofobia”, ovvero di “paura del nuovo”.

I tavolini sono inferiori di numero rispetto a prima e coperti da ombrelloni meno invasivi di quelle occupazioni con strutture pesanti che toglievano il respiro. Sono collocati al centro della piazza, in modo da consentire il passaggio dei cittadini ai lati e in prossimità delle vetrine. Come in tutte le grandi città di Italia e di Europa che puntano all’accoglienza del visitatore; come in tutte le città ordinate e civili che tutelano i centri storici rendendoli accessibili a tutti i cittadini.

La valorizzazione della piazza e dei suoi vicoli, del resto, per la quale sono stati investiti milioni di euro di fondi europei, non avrebbe potuto limitarsi ad un’operazione meramente estetica. Anche il Centro storico di Pozzuoli, senza falsi moralismi, deve essere “messo a reddito”. Ciò è giusto e necessario. In un territorio dove non esistono più le grandi fabbriche, l’ospitalità, il turismo e la ricezione, secondo regole e caratteristiche ben definite e sostenibili, sono al momento il principale orizzonte da seguire per una positiva riconversione economica.

Dobbiamo, da cittadini puteolani e flegrei, cambiare modo di pensare nel nostro interesse. Senza perdere la nostra identità, ma rafforzandola, al passo con i tempi. Dobbiamo sostenere il progetto di una città diversa da quella che abbiamo conosciuto finora – fatta di caos e auto parcheggiate ovunque – che era il risultato di un falso sviluppo cresciuto dagli anni ’90 in modo effimero, confuso e senza regole. Dopo aver raggiunto le normalità e il decoro, ci attendono ora sfide ben più ambiziose: puntare sulla qualità delle attività del settore ricettivo e del tempo libero, condizione per creare lavoro regolare e ben pagato, quello che mette un freno all’emigrazione e consente ai giovani di realizzare progetti di vita.

Visti così, i tavolini in piazza sono ancora più belli.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, è cresciuto nel quartiere di Monterusciello, dove risiede. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, anche nei movimenti studenteschi e nelle organizzazioni sindacali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro. In ambito di normativa del lavoro, si occupa inoltre di formazione.