LETTERA APERTA / Pozzuoli “città della cultura”? Si può fare, con una svolta nelle politiche culturali e di programmazione

23Portare in strada il teatro di qualità, tra la gente e i palazzi di Monterusciello; fare cultura e inclusione sociale nel cuore di un quartiere popolare, in una piazza che resta vuota tutti gli altri giorni dell’anno. E’ stata questa la sfida dell’evento di domenica 28 agosto 2016, che ha concluso la rassegna di agosto 2016 con un doppio spettacolo gratuito nella piazzetta dell’Asl, messo in scena dagli attori e autori Pasquale Ioffredo, Demi Licata, Mauro Di Rosa e Carmine Borrino, accompagnati dai musicisti Pino Ruffo e Alfredo Pumilia. Gli artisti coinvolti, per una scelta ben precisa, sono professionisti del territorio e rappresentano quei talenti e quelle competenze che vanno valorizzate per fare di Pozzuoli una “città della cultura”, capace di attrarre l’interesse di cittadini e visitatori anche in una prospettiva di sviluppo.

L’evento, sostenuto dalla Direzione artistica e con il patrocinio morale del Comune di Pozzuoli, si è svolto con il sostegno della nostra associazione “L’Iniziativa”, che ha curato organizzazione e contenuti. E’ stato un un onore per noi dare una mano, come sempre, per amore della città e per volontà di cambiamento, insieme a tante persone che con il loro impegno gratuito e volontario hanno reso possibile l’autofinanziamento e lo svolgimento a costi ridotti della serata.

La riuscita della manifestazione è tutta nella collaborazione dei residenti, nella reazione del pubblico presente, fatto di centinaia di persone attente e interessate, negli sguardi dei bambini che hanno assistito a un’esperienza per loro probabilmente nuova. Ora da parte nostra è il momento di avanzare alcune riflessioni e ribadire ciò che sosteniamo sullo sviluppo culturale con ogni mezzo e da alcuni anni, in particolare a partire dal 27 giugno 2014 con la manifestazione “Città della cultura, città dell’accoglienza”.

ORA LA PROGRAMMAZIONE – Siamo convinti, a maggior ragione dopo l’evento del 28 agosto, che è necessaria una svolta nelle politiche culturali del Comune di Pozzuoli e che si deve puntare sulla “programmazione”, termine negli ultimi tempi molto usato e che forse è il caso di provare a riempire di contenuti.

Programmazione significa innanzitutto che va data continuità a queste iniziative, nell’ambito di rassegne adeguatamente curate e pubblicizzate dentro e fuori i confini cittadini. La condizione essenziale è inserire nel bilancio comunale la voce “Cultura”, con risorse certe e non occasionali, gestite dall’assessorato in modo pubblico e con la più ampia partecipazione degli operatori coinvolti. Solo così è possibile ripetere appuntamenti anno dopo anno, innalzando il livello qualitativo e dando senso concreto a bandi di idee ed avvisi pubblici in materia di eventi e vita culturale.

Programmazione significa decidere il tipo di città che vogliamo. A Pozzuoli esistono già i luoghi del Polo Culturale. Sono il Palazzo e la Torre Toledo, il nuovo teatro all’aperto di Villa Avellino, le numerose Chiese sconsacrate come quella del Purgatorio, gli edifici pubblici del Rione Terra da destinare a musei e sale convegni. Vogliamo che questo “pezzo di città” venga reso al più presto fruibile; chiediamo di sapere a che punto sono i lavori del progetto PIU Europa per il complesso Toledo-Villa Avellino del valore di oltre 5 milioni di euro; ma soprattutto vogliamo discutere dell’idea di gestione di questo enorme patrimonio pubblico e del progetto di “offerta culturale”.

Programmazione significa lavorare in sinergia con la parte più vivace del tessuto associazionistico e imprenditoriale, dando un progetto di insieme alle tante iniziative private che fioriscono da anni sul territorio; significa superare la logica dei grandi eventi isolati e occasionali e puntare su attività e produzioni i cui frutti “tornano” al territorio, come visite teatralizzate nei siti culturali e rassegne tematiche, che promuovono l’immagine di Pozzuoli e dei campi Flegrei a lunga scadenza.

Programmazione significa dare opportunità ai professionisti e alle competenze artistiche del territorio, destinando spazi fisici per il loro lavoro, adeguando gli uffici comunali per intercettare fondi nazionali ed europei disponibili, sostenendo laboratori per la formazione lavorativa nel settore, favorendo l’inserimento delle produzioni artistiche locali nelle rassegne e negli eventi pubblici promossi sul territorio. In modo trasparente, con bandi ad evidenza pubblica e a parità di condizioni per tutti gli operatori. Tutto questo si chiama “industria culturale” e può creare indotto economico, reddito e occasioni di lavoro, a beneficio di tutta la comunità.

Un nuovo modo di pensare e di agire, a partire dalle politiche culturali, va affermato nella coscienza dei cittadini e delle Istituzioni locali. Impegniamoci affinché l’entusiasmo di tanti non vada perso e i risultati incoraggianti di questo agosto 2016 siano solo l’inizio.

Associazione L’Iniziativa

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Scritto da Redazione