L’arte omaggia la “cura Ascierto” e la speranza parte da Napoli

È il murales più atteso dello street artist napoletano, originario di Quarto e di fama internazionale, Jorit Agoch. Pubblicato sulle sue storie di Instagram, sta già facendo il giro dei social e del web. È il volto solcato dall’inconfondibile “human tribe” del Prof. Paolo Antonio Ascierto, oncologo e ricercatore presso l’Istituto dei Tumori Fondazione G. Pascale, che ha dato, a Napoli e al mondo intero, non solo una speranza ma una cura per combattere il nostro comune nemico invisibile: il famigerato Covid19. Impegnato nel sociale, sensibile alle tematiche sanitarie, sostenitore del Servizio Sanitario Nazionale Pubblico, Jorit, ha realizzato, ad aprile dello scorso anno, un murales sulla facciata del padiglione M dell’Ospedale Cardarelli che raffigura il volto dell’illustre medico e benefattore Antonio Cardarelli, che ha dato il suo nome al più grande nosocomio del Sud Italia. E ancora, a novembre del 2019, l’artista ha ritratto, sulle facciate principali dell’ingresso del pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, il volto della Madonna da un lato e la vetrata policroma di una cattedrale spagnola dall’altro. Le opere, alte oltre 7 metri, sono state realizzate con la collaborazione di “special guest stars”: un gruppo di ragazzi con diagnosi di autismo ed alcuni dipendenti dell’ospedale.

PROSEGUE LASPERIMENTAZIONE – Via libera dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), dal 17 marzo scorso, alla sperimentazione del Tocilizumab, il farmaco per l’artrite reumatoide utilizzato, in via sperimentale e in collaborazione con l’Ospedale dei Colli, dall’equipe del prof. Paolo Antonio Ascierto del Pascale, contro la polmonite interstiziale causata dal Covid19. “Il protocollo avviato da AIFA per gli studi su tocilizumab nel trattamento della polmonite da Covid19ci ha dato buone speranze ma adesso dobbiamo avere pazienza e attendere i risultati della sperimentazione. I segnali di un possibile beneficio sono in aumento ma non avremo dati certi prima di qualche settimana. Cauto ottimismo, nel frattempo, noi ci siamo”. È quanto afferma il Professore Ascierto dalla sua pagina istituzionale. Il Tocilizumab, utilizzato su circa 400 pazienti in Italia, “non agisce sul coronavirus ma sulle sue complicanze”, chiarisce il ricercatore, in un’intervista al TG2, ed aggiunge che i colleghi cinesi, con i quali collabora da anni, hanno utilizzato il farmaco su 21 pazienti e “20 di questi sono migliorati in 24/48 ore”. Il farmaco, inoltre, se somministrato tempestivamente, potrebbe evitare la terapia intensiva ai pazienti. E il prof. Gerardo Botti, Direttore Scientifico del Pascale, spiega: “Abbiamo stabilito un vero e proprio ponte della ricerca con i colleghi cinesi, che avevano già osservato un miglioramento nei malati trattati in questo modo” ed aggiunge: “Solo la collaborazione internazionale consentirà di mettere a punto armi efficaci contro il Covid19 e il Pascale da sempre si distingue per la capacità di siglare collaborazioni a livello globale. I risultati positivi di tocilizumab devono essere validati, per questo serve uno studio multicentrico a livello nazionale”.

Salgono a 6 i pazienti dell’ospedale Cotugno estubati (pazienti che respirano senza l’ausilio di macchinari) dopo la somministrazione del Tocilizumab, ed è rientrata a casa, la prima paziente curata con lo stesso farmaco. Notizie incoraggianti anche da Caserta, 5 su 6 i pazienti dimessi. È quanto si registra negli ultimi dieci giorni di trattamento col farmaco contro l’artrite reumatoide. La parola d’ordine, tuttavia, resta “cauto ottimismo”, in attesa di ulteriori e necessarie evidenze scientifiche.

Tanto insulsa quanto ridicola la polemica circa la presunta paternità, mai rivendicata dai medici e ricercatori partenopei, circa la scoperta dell’efficacia del farmaco Tocilizumab contro il coronavirus, sperimentato, come già ampiamente chiarito dagli esperti, in collaborazione con i colleghi cinesi. Al prof. Ascierto e al suo team di ricercatori va riconosciuto il merito di aver presentato, per primi, all’AIFA il prezioso protocollo.

E al nostro Professore e ai suoi eccellenti collaboratori, la massima del Maestro Pier Paolo Pasolini, che dal suo murales recita: “T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece”.

#iostoconascierto

a cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione