Grave incidente sul lavoro al pontone nel porto di Pozzuoli

Come ampiamente riportato dai mezzi di comunicazione e sui social, nella giornata di ieri 25 marzo un grave incidente sul lavoro si è verificato sul porto di Pozzuoli, durante i lavori per la realizzazione del “pontone” ormai necessario per l’attracco e lo sbarco di camion e autovetture, reso sempre più difficile a causa dell’innalzamento del suolo.

❎ Secondo le prime e immediate ricostruzioni, una cima della gru ha ceduto, provocando il ferimento di 3 operai, uno dei quali, colpito violentemente, è in serissime condizioni e in terapia intensiva.

❎ La struttura, che doveva essere inaugurata domani anche alla presenza del Ministro per la Protezione Civile Musumeci, è ora sotto sequestro e le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’evento e le relative responsabilità.

🙏 Il primo pensiero è ai lavoratori e alle loro famiglie, vittime della piaga della mancata sicurezza sui luoghi di lavoro, che provoca in Italia ogni anno oltre 400 mila infortuni denunciati e oltre mille m@rti, solo per andare lavorare e assicurarsi una quotidianità dignitosa. Non è sfortuna. Non sono casi isolati. Ma il risultato di un malsana concezione imprenditoriale che considera salute e sicurezza costi aggiuntivi di cui fare a meno e di un sistema di controlli e sanzioni insufficiente o solo sulla carta.

✅ Dopo la rabbia e il dolore, vanno poste domande e pretese risposte. Cosa non ha funzionato nei dispositivi di sicurezza? I protocolli sono stati tutti rispettati? Con quali ritmi e organizzazione stavano lavorando quegli operai a pochi giorni dal taglio del nastro? Qualunque sarà l’esito dell’accertamento da parte degli Enti preposti sulle cause specifiche dell’incidente (difetto di macchinari, errore umano, misure di protezione non rispettate ?), restano alcuni fatti: gli operai coinvolti sono dipendenti di una ditta in subappalto; lavori con operazioni pericolose erano ancora in corso dopo l’annuncio dell’inaugurazione; l’allestimento di questo pontone ha evidenziato criticità e ritardi di circa 10 mesi rispetto ai tempi di consegna originariamente annunciati.

✅ Tutto ciò, su un’opera finanziata con fondi pubblici, disposta con ordinanza del Commissario Straordinario nel marzo 2025, legata all’emergenza bradisismo e alla necessità di garantire il funzionamento in sicurezza di un’infrastruttura essenziale. Anche su questo, tutta la filiera istituzionale dovrà dire qualcosa, oltre le frasi di circostanza.

Scritto da Redazione