“FIGLI DI MEDEA” / Domenica 20 dicembre proiezione pubblica a Monterusciello del cortometraggio girato nel quartiere

12309798_1527255417587885_2LA TRAMA – Il Rione Medea è un quartiere in cui ogni stagione è simile alle altre e i cambiamenti sembrano non incidere sul profilo delle pietre. In questo quartiere si entra lentamente, perché la macchina da presa del regista vive il tempo come una deformazione del sentimento. Tra questi palazzoni costruiti in una terra dove tutto è destinato ad essere distrutto (da qui non a caso la scelta della figura di Medea) troviamo destini che si sfiorano senza intrecciarsi mai, famiglie che osserviamo da lontano senza aver la pretesa di conoscerle davvero.

Pochi minuti di pellicola per capire che in questa “zona di svago e relax” non conta solo ciò che si dice, ma quello che non si dice, non conta solo ciò che possiamo vedere, ma anche tutto ciò che il regista Mauro Di Rosa ci permette di immaginare. Le vite di ogni singolo personaggio nascondono un segreto che, paradossalmente, è visibile sui loro volti, quasi non esistesse nulla di più profondo della superficie.

Al Rione Medea c’è chi non si è stancato di camminare e cambiare strada, ma ovviamente i diversi non sono visti di buon occhio perché chi abita qui da sempre non fa altro che ricordare il passato e immaginare un futuro che resta sempre futuro. Al Rione Medea non c’è spazio per chi cerca di fare la differenza. Il nostro giro nel quartiere continua con persone comuni che però non si accontentano di vivere passivamente l’attimo che se ne va. E così, ecco che oltre a Michele, giornalista che crede davvero nel suo mestiere, troviamo Lello, un garzone innamorato di Francesca, brillante studentessa universitaria. L’amore può superare un divario sociale e culturale così netto? Lello riuscirà a trovare parole adatte a una ragazza così lontana dal suo mondo che si svolge 15 ore al giorno all’interno di una salumeria?

I personaggi del rione, Di Rosa li cerca e trova anche ai margini della periferia. Qui un super papà (immagine speculare alla figura dei genitori di Michele) che primitivamente torna al lavoro delle mani per cercare di salvare la sua famiglia. Un super papà che va a lavorare nei campi alle quattro del mattino e giorno dopo giorno compie silenziose rivoluzioni. Il resto, tutto ciò che ancora c’è va visto: dialoghi essenziali nel corto, parole che restano identiche per tutta la durata del corto ma che cambiano significato.

“Figli di Medea” racconta la storia di un peccato originale che tutti gli abitanti del quartiere si sono assunti solo per il fatto di essere nati lì, la storia di zone d’ombra e silenzi che avvolge i personaggi così come accade a ognuno di noi. Sullo schermo riferimenti casuali a una vita concreta che ci attanaglia: tutto è preso dalla realtà, la macchina da presa del regista filma una realtà che non riesce a lasciarci indifferenti. In questo non luogo, a metà tra un carcere senza sbarre e un labirinto senza mura, un filo invisibile lega tante storie: il sentimento della speranza che, come dice il protagonista Michele all’inizio del corto è “l’ultimo eroe prima della rassegnazione”.

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LA PROIEZIONE – Proiettato in anteprima lunedì 14 dicembre 2015 alle ore 18:00 presso la “Casa delle arti” di Piazza del Gesù a Napoli, la prima vera proiezione pubblica sarà invece domenica 20 dicembre 2015 alle ore 18:00 presso il Teatro S. Artema di Monteruscello (quartiere del comune di Pozzuoli), luogo scelto non a caso per la presentazione. Monteruscello, infatti, non è solo uno dei quartieri più difficili, distanti e conosciuti della città metropolitana di Napoli, ma è soprattutto il luogo fisico in cui è stato girato “Figli di Medea”. Mauro Di Rosa ha deciso di tornare fisicamente nel luogo che sarà proiettato sullo schermo. Le prospettive di ogni singolo spettatore sul quartiere di Monteruscello saranno poi guidate da quella del regista attraverso la scoperta del Rione Medea. Una proiezione importante quella al teatro S. Artema voluta fortemente da Di Rosa anche per ringraziare simbolicamente il quartiere che ha visto la genesi e la realizzazione di un lavoro che non si sarebbe mai concretizzato senza tanta determinazione e infinita tenacia.

Il cortometraggio è prodotto da En Art, associazione culturale nata nel 2012 che nel corso del tempo si è contraddistinta per i suoi lavori a forte impatto sociale sia in ambito cinematografico che teatrale. Tra le produzioni più importanti che hanno riscosso grande consenso sia da parte della critica che del pubblico, ricordiamo “Turno di Notte”, “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli e “Terra”. “Figli di Medea” è stato realizzato col Patrocinio della Film Commission Regione Campania. Fondamentali le collaborazioni con: iDeMurofotografia Service, HM Make up Italy e Circus Studios. Ricordiamo infine il Sostegno del Centro Studi “San Marco” di Pozzuoli.

IL REGISTA MAURO DI ROSA – Laureato in Conservazione dei Beni Culturali per il cinema, la musica e lo spettacolo, inizia la sua carriera di attore nel 1999 formandosi e lavorando con professionisti come Nando Paone, Cetty Sommella, Gigi Petrucci, Anton Milenin, Eddy Napoli, Bruno Illiano, Francesco Silvestri, Anna D’abbraccio, Augusto Sainati, Romolo Sticchi. Nel corso degli anni lavora come autore e regista teatrale, mettendo in scena diversi suoi testi, e come insegnante di recitazione, drammatizzazione e regia teatrale in numerose scuole pubbliche di Napoli e Provincia. Tra il 2004 e il 2005 è il protagonista in BARBY di Luca Martusciello e ne I DIMENTICATI di Cetty Sommella. Il suo esordio alla regia cinematografica avviene nel 2011 con il cortometraggio L’ARTE DI ARRANGIARSI, che si aggiudica il premio M. TROISI come miglior corto comico. Dal 2010 è impegnato come guest nella fiction Rai “Un posto al sole” nel ruolo di Agente di Polizia Angelo Striano. Nel 2012 gira il suo secondo cortometraggio: TURNO DI NOTTE con il quale riceve una segnalazione ai Nastri D’Argento. Nel 2014 dirige il videoclip del brano TELL ME, interpretato da Dave Wade e prodotto dalla SonMusicLive, inoltre, prosegue la sua formazione cinematografica partecipando al Master di alta specializzazione in regia cinematografica, organizzato dall’associazione Marco Bellocchio e tenuto dal regista e attore Sergio Rubini, e ad uno stage di formazione al Festival del Cinema di Roma 2014 organizzato da Enrico Magrelli. Nel 2015 si qualifica come Formatore teatrale scolastico ed extrascolastico all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e dirige il videoclip musicale “One way everyday” di Giuseppe Boscaglia.

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Scritto da Redazione