POZZUOLI / Degrado dei beni archeologici: il Sindaco Figliolia invia un dossier al Governo e chiede l’invio di ispettori ministeriali – LE FOTO DELL’ANTRO DELLA SIBILLA CHIUSO

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FOTO DI PAOLO VISONE (Sopralluogo, luglio 2014)

E’ di ieri, venerdì 22 agosto, la notizia dell’invio, da parte del Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia alla Presidenza del consiglio dei ministri e al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, di un dossier-denuncia (che raccoglie anche segnalazioni di associazioni e cittadini) sul degrado in cui versano i più importanti siti archeologici presenti in città. Anfitetaro Flavio, Stadio di Antonino Pio, Tempio di Serapide, ma soprattutto il parco archeologico di Cuma, che negli ultimi anni ha sofferto un visibile peggioramento dal punto di vista della manutenzione, della fruibilità e della stessa conservazione dei resti.

IL CASO CUMA – Lo schiaffo più eclatante è la chiusura al pubblico da alcuni mesi del suggestivo e cosiddetto “Antro della Sibilla” (in realtà una fortificazione militare scavata nel tufo a partire dal VI sec a.c e usato nel corso dai secoli da greci, osco-sanniti e romani), a causa di crepe e piccoli crolli. Ma è il quadro generale del parco a destare preoccupazione, rabbia e tristezza: aree interdette e pochissimi addetti, in un luogo che raccoglie circa 2000 anni di storia, dalle prime sepolture di guerrieri proto-villanoviani alle presenze cristiane in epoca medievale, passando per greci, sanniti, romani e bizantini. Insomma, la vera punta di diamante per un turismo colto nei Campi Flegrei, fatto di studiosi e appassionati, è proprio Cuma, dove non a caso sono in corso scavi e approfondimenti da parte del mondo accademico e universitario.

LE PAROLE DEL SINDACO – Figliolia ha chiesto espressamente l’invio di ispettori ministeriali per valutare se nella gestione del patrimonio archeologico flegreo siano state commesse inadempienze o omissioni da parte dei responsabili locali della sovrintendenza archeologica.

Ci siamo dichiarati disponibili a sederci intorno a un tavolo e capire quali sono criticità e possibili soluzioni – ha dichiarato il primo cittadino di Pozzuoli, contattato telefonicamente. Certo, di fronte a problemi di natura strutturale è evidente che occorre un impegno, anche in termini di finanziamenti, da parte dello Stato. Ma noi come amministrazione siamo disponibili a fare la nostra parte per quanto riguarda aspetti come la fruibilità e la pulizia, seguendo il positivo esempio di quanto già fatto per l’Anfiteatro Flavio, che oggi è aperto anche grazie alla presenza di alcuni dipendenti comunali che supportano i custodi del monumento a seguito del Protocollo di intesa firmato tra Sovrintendenza, Regione e Comune di Pozzuoli.”

“SALVARE CUMA”, INTERESSE DI TUTTI – Questa iniziativa istituzionale può avere maggiori possibilità di successo, nell’interesse generale dell’economia e dello sviluppo del territorio, se sostenuta e arricchita da cittadini e dalle forze sociali più sensibili al tema della valorizzazione dei beni storici e naturali. Anche in occasione dell’evento promosso dalla nostra redazione lo scorso 27 giugno a Pozzuoli dal titolo “Città della Cultura, città dell’accoglienza”, furono denunciate le inadempienze più gravi e lanciata l’idea di un appello per “Salvare Cuma”, al fine di: “verificare la possibilità di estendere il Protocollo di Intesa tra Comune di Pozzuoli, Sovrintendenza e Regione Campania nell’ambito di un sistema che metta in rete tutti i beni e i siti di interesse storico e archeologico dei Campi Flegrei; rendere conto alla cittadinanza, nella massima trasparenza, sulla reale entità di fondi a disposizione per la manutenzione ordinaria e straordinaria e fare di Cuma, se necessario, una priorità nazionale per ‘individuazione di risorse economiche aggiuntive”. Una proposta che ha trovato il consenso di diverse associazioni e gruppi giovanili presenti e non è da escludersi che venga accompagnata in futuro da azioni di ulteriore sensibilizzazione dei cittadini e di mobilitazione.

Dario Chiocca

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.