Decisa per decreto la “fine” dell’emergenza covid

Via libera dal Consiglio dei Ministri al nuovo decreto che traccia la “road map” per la fine delle restrizioni anticovid dal 1° aprile, data che segna l’uscita dell’Italia dallo stato di emergenza, dichiarato il 31 gennaio 2020 dall’allora premier Giuseppe Conte, e lo scioglimento del CTS (Comitato tecnico scientifico) il cui lavoro continuerà con l’ISS (Istituto superiore di sanità) e il CSS (Consiglio Superiore di Sanità). Obiettivo del governo è “il ritorno alla normalità, riconquistare la nostra socialità, riaprire l’economia” dichiara il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa dello scorso 17 marzo, ed aggiunge “osserviamo con grande attenzione l’andamento della curva epidemica e siamo pronti ad adattare tutto il nostro apparato all’evoluzione della curva epidemica anche in senso più espansivo, se è il caso”.

I provvedimenti – Dalle mascherine al green pass, fino alla quarantena, decadono gradualmente le misure anticovid. Dal 1° aprile abrogato, come richiesto dai governatori, il sistema a colori delle Regioni in base al quale il governo, con le ordinanze del venerdì, stabiliva la tipologia delle restrizioni. Archiviato il super green pass, necessario agli over 50, per accedere nei luoghi di lavoro; abolito anche il green pass base ma solo sui mezzi di trasporto locali, negli uffici pubblici, nei negozi, nelle banche, alle poste o dal tabaccaio, nonché per sedersi ai tavoli di bar e ristoranti all’aperto. Le quarantene sono previste soltanto per i contagiati, decadono, quindi, quelle da contatto. La capienza degli impianti sportivi per gli spettatori ritorna la 100%, sia all’aperto sia al chiuso. Confermato l’utilizzo delle mascherine FFP2 nei luoghi al chiuso fino al 30 aprile. Per l’eliminazione di gran parte delle restrizioni occorrerà attendere il 1° maggio quando Green pass, base e rafforzato, e mascherine non saranno più obbligatore, tranne nelle RSA e negli ospedali, dove è possibile già dal 10 marzo scorso far visita ai parenti per 45 minuti. Resta l’obbligo di vaccinazione anticovid fino al 15 giugno per gli over 50, personale scolastico, militari, agenti di polizia e soccorso pubblico, polizia locale, dipendenti dell’amministrazione penitenziaria e in generale lavoratori all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori. Prorogato lo smart working nel settore privato fino al 30 giugno. Ad ottemperare all’obbligo vaccinale fino al 31 dicembre sarà il personale medico-sanitario.

I dati – Sembra delinearsi un’estate senza restrizioni, il nuovo decreto che elimina le misure anticovid arriva, tuttavia, in un periodo (dal 9 al 15 marzo) in cui si registra, dopo cinque settimane consecutive di calo e l’arresto della scorsa settimana, una netta inversione della curva dei nuovi casi settimanali, che si attestano intorno a quota 379 mila, con un incremento del 36%, secondo i dati GIMBE (Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze), confermati dal Ministero della Salute. “Un’inversione di tendenza che riconosce diverse cause: dal rilassamento della popolazione alla diffusione della più contagiosa variante Omicron BA.2, dal calo della protezione vaccinale nei confronti dell’infezione alla persistenza di basse temperature che costringono ad attività al chiuso“. Ad affermarlo è Nino Cartabellotta, medico e Presidente della Fondazione GIMBE, che invita alla cautela anche alla luce “della fase di stallo della campagna di vaccinazione”, nonostante i quasi 4,6 milioni di vaccinabili con prima dose e 2,9 con booster. Con l’eliminazione delle restrizioni, la campagna vaccinale, che ha evitato quasi 80 mila decessi in più nel 2021, come riportato da Draghi in conferenza stampa, sembra essere, adesso più che mai, l’unico mezzo per contrastare la pandemia tutt’ora in corso.

Scritto da Vania Cuomo


Giornalista, laureata in Filosofia. Appassionata di arte e viaggi, musica e supereroi. Sensibile alle tematiche medico-sanitarie alle quali si avvicina come autrice di fumetti prima, social media manager e blogger poi. Coniuga giornalismo e social per diffondere una corretta informazione. Certa che il cambiamento di cui il mondo necessita sia, prima di tutto, culturale.

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