Dal Nord America alla Campania, arriva il gabbiano di Franklin

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Scoperta una nuova specie di gabbiano per la Campania. Il 20 dicembre 2014 è stato avvistato, nel Golfo di Castellammare di Stabia, un individuo di Gabbiano di Franklin (Larus pipixcan). L’animale è stato avvistato solo tre volte in Italia, dal 2004 ad oggi, e questo è il primo avvistamento in Campania. Responsabili dell’avvistamento sono i soci dell’associazione Ardea , durante un giro in barca per acquisire dati sugli uccelli pelagici per il progetto “Avifauna Campana”.

Ardea (Associazione per la Ricerca, Divulgazione e l’Educazione Ambientale) è composta da un gruppo di professionisti che operano nell’ambito della conservazione, della gestione del patrimonio naturale e culturale e della divulgazione naturalistica. In questo ambito si svolge il progetto “Avifauna Campana”, coordinato dal dottor Davide De Rosa, che ha come obiettivo l’aggiornamento dello status e della distribuzione delle specie di uccelli presenti in Campania.
Il Gabbiano di Franklin, new entry per la Campania, è una specie americana che nidifica nel cuore del Nord America, nelle grandi praterie e sui laghetti e paludi interne degli Stati Uniti nord-centrali e del Canada centrale; passa l’inverno sulle coste Pacifiche del Sud America, con le più grosse concentrazioni dal sud dell’Ecuador al Cile centrale.
E’ di comparsa accidentale in diverse nazioni europee e per l’Italia è la terza osservazione da sempre. Le altre due osservazioni sono state effettuate a Molfetta nel 2004 e a Torino nel 2013.
L’arrivo di questa nuova specie darà il via ad una corsa per avvistarla. Saranno tantissimi i birdwatchers ed i fotografi naturalisti che giungeranno a Castellammare nella speranza di inquadrarlo col proprio binocolo o la propria macchina fotografica. Questo è un esempio di come la tutela della biodiversità può arricchire il territorio, anche dal punto di vista economico. Opportunità di cui possono avvalersi anche i Campi Flegrei, se fossero presenti le condizioni.
«Quando si avvistano queste specie rare – racconta il dott. Davide De Rosa, responsabile del progetto “Avifauna Campana” – si prova una grande emozione che deriva dalla grande passione con cui faccio il mio lavoro. Con il progetto Avifauna Campana – continua l’ornitologo – stiamo colmando delle lacune conoscitive gravi riguardanti l’avifauna, ma c’è ancora molto da fare. Per esempio in passato non si faceva sea-watching (non si guradavano gli uccelli a mare, ndr) – spiega il dott. De Rosa – e molte cose erano date per scontate. Grazie a persone come Ottavio Janni e Vincenzo Cavaliere si è iniziato ad uscire dal tunnel ed Ardea continua quest’opera».
DI STEFANO ERBAGGIO
Foto di Davide De Rosa
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Scritto da Redazione