Colori flegrei: libellule, grilli e cavallette

11354616_10205785453989568_827331273_o

Rondini e passeri colorano i cieli dei Campi Flegrei, ma abbassiamo gli occhi, cosa c’è ai nostri piedi? Tra i fili d’erba e le foglie degli arbusti? Un mondo in miniatura, fatto di predatori solitari in silenziosa attesa nel proprio nascondiglio, oppure che esplorano il terreno dall’alto come un elicottero, con ballerini e musicisti che riempiono l’aria con la propria musica. Si tratta degli insetti. Una passeggiata nei Campi Flegrei, accompagnati da un occhio esperto quale è quello di Daniele Baroni, entomologo dell’associazione ARDEA, ci porta a guardare un paesaggio arricchito di particolari a cui l’abitudine ci ha resi ciechi. Due esempi: il Lago d’Averno e la Foresta di Cuma. Durante una mattinata trascorsa sulle sponde del lago e sulla duna costiera si incontrano ben 7 specie di Odonati (libellule) e 9 specie di Ortotteri (grilli e cavallette).

L’addome azzurro, il torace bruno e gli occhi verdi: due Dragoni minori fusi in un unico essere svolazzano sulle acque del lago, dando vita ad uno spettacolo della natura, quello di due libellule che si accoppiano; mentre a Cuma, le pareti della grotta del faro romano erano invase da Grilli delle grotte, Dolichopoda geniculata. La scoperta più piacevole è stata quella di un ortottero segnalato in Campania solo nel 1948, ad Ischia: Metaplastes pulchripennis, quindi questa nei Campi Flegrei è stata la seconda segnalazione di questo insetto per la Campania da sempre.

«Il territorio è decisamente ricco.- commenta il dottor Baroni A Cuma, in particolare tra gli Ortotteri si trovano specie particolari che testimoniano come gli ambienti retrodunali siano rimasti sufficientemente intatti. Si tratta – spiegadi specie in forte regressione a causa delle trasformazioni antropiche della fascia costiera. Poi la Dolichopoda, il grillo delle grotte, è una specie che in tutto il mondo si trova soltanto in Italia centro-meridionale e le grotte (artificiali o meno) dove vive andrebbero protette. Invece il Lago d’Averno è meno interessante per gli Ortotteri ma molto importante per gli Odonati. Per le libellule – conclude sono molto importanti anche i canali intorno al Lago, dove le larve di questi insetti possono trovare posti più tranquilli per lo sviluppo».

Un fuori tema è stato il ritrovamento di un ragno, tra le dune di Cuma: una vedova nera mediterranea, ragno nero con disegni rossi sull’addome, famosa per la pericolosità del suo morso, anche se il suo veleno non è sempre mortale come nel cugino americano. Un’altra sorpresa dei Campi Flegrei.

Foto copertina di Paolo Visone
Foto di Sonia de Gregorio, Enrico Tammariello e Valeria Fattoruso

 

Stefano Erbaggio

Scritto da Stefano Erbaggio


Nato nell' 88 e cittadino puteolano. Studente di Scienze Naturali, dal 2010 collabora con L'Iniziativa, occupandosi di ambiente e sviluppo sostenibile. Giornalista Pubblicista, ha collaborato con "La Nuova Ecologia", "Terra", "Cronaca Flegrea" ed "Il Roma". Volontario di Legambiente, integra l'amore per la natura con la difesa e la conoscenza del territorio. Dal 2012 è Guida naturalistica AIGAE, attivo specialmente nei Campi Flegrei e collaborando con numerose scuole del territorio.