Chirurgia robotica, un’ecellenza della sanità campana

Dalla “Silicon Valley” al Cardarelli, passando per il Monaldi e il Policlinico Federico II, approdando al Pascale, fino ad arrivare all’unico nosocomio non partenopeo della Campania, l’Ospedale Santa Maria delle Grazie: è il viaggio del “dottor” Da Vinci XI (il cui nome è un omaggio al genio Leonardo per i numerosi studi di anatomia), il “robot-chirurgo” di ultima generazione che spalanca le porte al futuro della chirurgia robotica. Ed è proprio all’Ospedale di Pozzuoli che, lo scorso 19 novembre, è stata eseguita un’operazione mai effettuata nella nostra regione con l’ausilio del rivoluzionario robot: la ricostruzione dell’esofago di un ventitreenne (Raffaele D’Ambrosio) che aveva ingerito, per errore, soda caustica mentre lavorava nella sua pizzeria a Sidney. Dopo 8 giorni di coma e due interventi, Raffaele decide di ritornare in Italia e farsi operare dall’equipe medica guidata dal Prof. Felice Pirozzi, primario di Chirurgia del Santa Maria delle Grazie. Il delicatissimo intervento, durato 7 ore, è stato effettuato con soli tre tagli: uno alla gola, uno all’addome e uno alla cassa toracica, ed è riuscito con successo e grande soddisfazione da parte degli operatori sanitari e, soprattutto, del paziente. Installato appena 5 mesi fa, grazie al finanziamento dei fondi ministeriali, per un totale pari a circa 2.3 milioni di euro, il robot Da Vinci XI fa del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, uno degli ospedali tecnologicamente più avanzati della nostra regione: “La pratica medica dei nostri operatori di Pozzuoli sta facendo scuola, diventando un punto di riferimento per i colleghi italiani e stranieri. La complessità e la numerosità dei casi trattati in tutti i nostri ospedali aumentano di continuo, la sfida su cui dobbiamo impegnarci ora è quella del miglioramento dell’assistenza presso i Distretti e gli ambulatori”, ha recentemente dichiarato, dal sito istituzionale dell’ospedale, il dott. Antonio D’Amore, Direttore Generale dell’ASL NA 2 Nord.

UN PO’ DI STORIA – Nasce in California alla fine degli anni ’90, autorizzato ad operare nel 2000 dal dipartimento della salute americano, giunge in Italia nel 2002: il Robot Da Vinci, l’evoluzione della laparoscopia, è lo strumento più all’avanguardia al mondo per la chirurgia mininvasiva, ovvero l’insieme di tecniche chirurgiche che permettono di eseguire un intervento, con strumenti non invasivi, cioè “a basso impatto” sul paziente. Prodotto dall’Intuitieve Surgical e distribuito in Italia dall’AB Medica, il robot Da Vinci è utilizzato soprattutto in urologia, ginecologia, chirurgia toracica e chirurgia generale complessa; nella nostra nazione se ne contano ben 113. In Campania i Robot Da Vinci sono stati installati, oltre all’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, anche al Pascale, al Monaldi, al Policlinico federiciano, all’Ospedale del Mare e al Cardarelli, dove sorge l’unico polo formativo in Europa. La nuova tecnologia impone ai chirurghi di acquisire un indispensabile know-how che permetta di eseguire gli interventi con elevata competenza ed abilità.

Il “R.A.I.N.” AL CARDARELLI DI NAPOLI: UNA DELLE 20 ACCADEMIE DI CHIRURGIA ROBOTICA UFFICIALMENTE RICONOSCIUTE AL MONDO – Si trova al Cardarelli di Napoli l’accademia di chirurgia robotica che sta già formando la nuova generazione di chirurghi europei che opera con la piattaforma più evoluta al mondo per la chirurgia robotica mininvasiva: il robot Da Vinci. Le attività della Robotic Academy Intuitive Naples (R.A.I.N.) si svolgono, già da maggio del 2017, presso il Centro di Biotecnologie Avanzate del Cardarelli. L’ Academy è diretta dal dott. Guido De Sena, già direttore della Unità Ospedaliera Complessa Chirurgia 1 del Cardarelli, e coordinatore del Gruppo Robotico Inter Ospedaliero (G.R.I.O.) del quale fanno parte, il Cardarelli, il Monaldi, il Pascale e il Policlinico Federico II. Tra le diverse finalità, il GRIO mette in rete le esperienze di chirurgia robotica dei quattro ospedali e promuove un percorso di formazione a tutti i livelli, utilizzando l’esperienza clinica comune e le risorse del Centro di Biotecnologie del Cardarelli.

COME FUNZIONA IL ROBOT DA VINCI, I VANTAGGI E GLI SVANTAGGI – Il “robot-chirurgo” Da Vinci è un’attrezzatura semi-automatica, guidata dal chirurgo. È composta da quattro bracci comandati a distanza da una consolle operativa, dotata di joypad e schermo 3D. Numerosi i vantaggi sia per sia per il paziente (cicatrici più piccole, degenze più brevi, ripresa post operatoria più rapida, minore percezione del dolore, riduzione della perdita ematica) sia per il chirurgo (eliminazione del tremore delle mani, maggiore comodità dell’operatore che lavora seduto alla consolle, maggiore precisione di movimento, visione tridimensionale che consente di operare movimenti altrimenti impossibili). I costi elevati costituiscono, almeno per il momento, l’unico svantaggio della chirurgia robotica. Il robot costa da 1,5 a 2,7 milioni di euro a cui si aggiungono decine di migliaia di euro per la manutenzione annuale; per i materiali d’uso di ogni intervento servono 4-5 mila euro a cui si sommano i costi ospedalieri (cit. corriere salute). Le attrezzature, inoltre, sono alquanto ingombranti.

E c’è chi si sta già preparando per la nanotecnologia, come previsto dal maestro Isaac Asimov.

Articolo a cura di Vania Cuomo

Scritto da Redazione