Pozzuoli/ Luminarie e concerto di capodanno, una scelta di buon senso

Il rituale delle polemiche, delle impressioni e delle riflessioni sulle luminarie e sugli eventi natalizi quest’anno a Pozzuoli ha dovuto fare i conti con un fuori programma. I danni notevoli a strade e infrastrutture, seguiti alle piogge di novembre e favoriti da un colpevole stato di dissesto idrogeologico e cattiva manutenzione che caratterizza gran parte dei territori di Italia, hanno imposto un approccio più serio al tema di come spendere e con quali priorità le risorse a disposizione a livello locale.

La scelta del Comune di Pozzuoli, concretizzatasi nella “variazione di bilancio” approvata a maggioranza dal Consiglio Comunale di giovedì 28 novembre, è stata di ridurre quanto inizialmente previsto per il periodo natalizio di provenienza delle casse del Comune, in favore del capitolo di spesa “emergenze e protezione civile”. Nel corso della seduta consiliare il Sindaco Figliolia ha elencato le aree con principali criticità alle quali si è dovuto – e in alcuni casi si deve ancora – far fronte: Costone di Agnano, Costone di via Barletta, Cigliano, via Solfatara, via Cofanara, Cimitero, via Antiniana, condutture idriche di via Pergolesi. Vanno poi aggiunte altre spese per la manutenzione di scuole e per l’alloggio provvisorio da assicurare alle famiglie sgomberate in via precauzionale in una palazzina del quartiere di Via Napoli. Il calcolo dei danni è stimato al momento in circa 1 milione di euro. Sono 130 mila euro, invece, le somme “spostate” dalle luminarie. Queste ultime saranno garantite soprattutto al Centro Storico, con la realizzazione di decorazioni luminose in villa comunale Italo Balbo ed addobbi a partire da Piazza della Repubblica (già accesi questa sera, venerdì 29 novembre). Contando anche il finanziamento ricevuto dalla Camera di Commercio vinto dalla città con il Progetto “Pozzuoli illuminata” (circa 25 mila euro), le risorse residue per luci e concerto di Capodanno sono vicine ai 200 mila euro, di cui la gran parte da destinare allo spettacolo che ormai si ripete tradizionalmente da 7 anni in piazza la notte di San Silvestro.

E’ una scelta condivisibile, non in termini di banale compromesso tra due esigenze diverse, ma perchè concentra l’intervento dell’ente pubblico durante le feste natalizie a ciò che può favorire il circuito economico e lavorativo. Inutile girarci intorno, per molte attività del Centro storico gli incassi di una sola notte, quella tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, valgono quanto una “tredicesima”, una boccata di ossigeno in vista di periodi presumibilmente con minori introiti, come quelli dei primi mesi dell’anno. Se le luci possono essere destinate a un solo pezzo di città, questo pezzo non può che essere il Centro storico, che a livello simbolico e identitario non appartiene ai soli residenti, ma a tutti i puteolani. E se c’è un evento in grado di coniugare l’aspetto sociale e di aggregazione popolare con quello economico e produttivo, è il concerto di Capodanno. Al momento si conosce ancora poco dell’evento e di quali artisti verranno ad esibirsi. Siamo in ritardo, è vero. E si potrebbe e dovrebbe parlare di molto altro, con l’auspicio che prima o poi in questa città si riesca a farlo: delle ragioni strutturali delle difficoltà del piccolo commercio e dei pubblici esercizi di Pozzuoli, dei locali sfitti e dei canoni di locazione troppo alti, delle condizioni contrattuali dei lavoratori, del marketing e della promozione del territorio che in questi anni non sono mai state svolte in modo professionale, del programma di eventi socio – culturali da finanziare con i circa 80 mila provenienti dalla Città metropolitana. Ma contrapporre centro e periferia, o lamentarsi per l’estetica delle luci, questa volta no. In un momento di oggettiva emergenza, la scelta fatta dall’amministrazione locale di “salvare il Natale” in questi termini non merita l’alimentarsi di altra demagogia.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.