C’è un altro aspetto della gestione bradisismo che ha raggiunto i livelli del ridicolo paradosso di Stato: quello degli interventi per ridurre la vulnerabilità degli edifici privati, in caso di eventi sismici più forti. Si tratta di una sfida chiave per consentire alla comunità la convivenza con il fenomeno millenario, tra le principali rivendicazioni dei comitati, raccolta solo in parte da Governo e Parlamento con la previsione di 100 mln di euro nella manovra di bilancio 2025 (legge n. 207/2024), almeno per i palazzi individuati “a maggiore vulnerabilità” nella “zona di intervento” (metà Pozzuoli a partire dal Centro, la fascia costiera di Bacoli e Baia, il quartiere di Bagnoli fino a Coroglio).
Ebbene, le richieste di verifica della vulnerabilità sono state circa un migliaio e quelle che hanno riscontrato un rischio maggiore sarebbero tra l’80 e il 90%. Ma ad ostacolare il concreto avvio degli interventi, oltre a criteri penalizzanti come la copertura limitata al 50% dei costi e difficilmente superiore a contributi di qualche decina di migliaia di euro a nucleo familiare, che non hanno certo incoraggiato i controlli su base volontaria, c’è stata anche l’incapacità dimostrata finora dello Stato di coordinarsi e di adottare gli atti normativi nei tempi necessari. Il decreto che prevede in modo specifico le modalità per presentare, esaminare e approvare le pratiche è stato partorito dal Ministero della Protezione Civile solo il 12 nov 2025 (quasi un anno dopo), prevede un primo termine per presentare le istanze entro il 30 nov 2025 … ma non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale (come si legge nel link sul sito istituzionale https://shorturl.at/6y73g ).
Avete letto bene. Lo Stato emana una norma con un termine brevissimo e per giunta già scaduto prima che la legge entri in vigore! Con l’effetto di perdere i primi 20 mln dei già risicati 100 destinati per gentile elemosina al territorio flegreo, soldi che nessuno sa come e se potranno essere tecnicamente recuperati. Questo è il livello di rispetto per i cittadini di Pozzuoli, Bacoli e Bagnoli, che hanno aperto le porte delle loro case ai tecnici per un controllo della vulnerabilità, valutando la possibilità di lavori per ridurre i rischi da eventi sismici in ottica preventiva, potenziali richiedenti di fondi pubblici che al momento sono bloccati.
Una vicenda emblematica, messa in luce grazie all’informazione (link al servizio TGR Campania —> https://shorturl.at/E6SpX ) e consumata nel silenzio istituzionale. Del resto, chi avrebbe dovuto alzare la voce? L’amministrazione comunale di Pozzuoli sospesa dalla crisi consiliare, con il Sindaco e il suo Capo di Gabinetto che in un incontro al Comune con i rappresentanti di “Pozzuoli Resiste” avvenuto il 21 marzo 2025, di fronte alla critica sulla scarsità di questi 100 milioni rispondevano che si trattava di “soldi preliminari, solo per gli studi”, confondendo somme e norme? E che non hanno mai espresso una posizione severa contro i ritardi e le contraddizioni del Governo?
Quanto appaiono lontane e ingannevoli, oggi, le parole su “resilienza” e “recupero del tempo perduto”, profferite dai rappresentanti delle Istituzioni, a cominciare da Musumeci, quando il Vulcano decise di farsi sentire un po’ più forte.