Villa Ferretti, 3 giorni per discutere di mare, ambiente, lotta alle mafie e beni comuni

L’appuntamento è il 30 – 31 agosto e 1 settembre. Una rassegna di 3 giorni a Bacoli, dal titolo “Un mare di eventi a Villa Ferretti” presso il parco pubblico della villa confiscata per incontrarsi, discutere su temi delicati e strategici e, soprattutto, manifestare in modo concreto la volontà di recuperare un bene comune dal grande valore simbolico e dalla indiscutibile bellezza. Come si legge nella nota diffusa dall’amministrazione, promotrice dell’evento con la collaborazione di numerose associazioni e soggetti del Terzo settore, tra cui Libera, il filo conduttore della manifestazione sarà la storia del territorio, con un omaggio al “mare” e a tutto ciò che è ad esso legato, oggi, nel bene e nel male: archeologia, ambiente, mafie nel Mediterraneo. La partecipazione a tutti gli eventi è libera e gratuita.

Abbiamo incontrato il dott. Fabio Landolfo, assessore alla partecipazione del Comune di Bacoli, per saperne di più sull’evento a Villa Ferretti e per inquadrarlo in un discorso più ampio sulla politica dell’amministrazione locale verso “i beni comuni”.

REDAZIONE – Assessore, ci descriva la manifestazione in programma a villa ferretti e, soprattutto, il suo significato.

ASS. LANDOLFO  – Circa 40 eventi in tre giorni che raccontano il mare da diversi punti di vista. (N.B. al sito del Comune il programma completo) I Campi Flegrei sono caratterizzati per la forte presenza marina di cui ad oggi l’uso preminente è quello balneare. Noi vogliamo innanzitutto provare a mettere insieme il numero più elevato di approcci per la valorizzazione di questa straordinaria risorsa. Ci saranno workshop, presentazioni di libri, dibattiti, performance, concerti, spettacoli teatrali per declinare il mare in chiave storica, ambientale e politica. Ma non è solo questo; Villa Ferretti è un bene confiscato alla camorra che per troppi anni è stato chiuso, abbandonato o sottoutilizzato. L’intento è valorizzare questo bene e renderlo centrale nella politica culturale dell’amministrazione perché incarna due delle parole chiavi che guidano il nostro operato: legalità e bellezza.

REDAZIONE – Ci sono novità per il recupero della villa e la definitiva riconsegna ai cittadini del bene confiscato?

ASS. LANDOLFO La Villa ha una storia travagliata, dopo la prima ristrutturazione non è mai stato eseguito il collaudo, condizione che ha impedito l’apertura e ha causato la mancata restituzione ai cittadini. Attualmente è in corso la progettazione di un intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’edificio principale e di un secondo intervento per la tutela della villa dall’attività meteo-marina. Entrambi gli interventi dovrebbero essere conclusi per la prossima estate. In quest’anno l’attenzione dell’amministrazione perché la villa sia finalmente vissuta dai cittadini sarà massima, sia dal punto di vista dei lavori che dal punto di vista della gestione.

REDAZIONE – La sfida più grande sarà individuare la destinazione d’uso e le forme di gestione e fruibilità più adeguate.

ASS. LANDOLFO – Erroneamente si crede che la ristrutturazione fisica di un bene confiscato sia la parte più difficile, ma non è così. Nella mia attività lavorativa mi sono trovato spesso a confrontarmi con i problemi di gestione dei beni confiscati e con le difficoltà degli Enti del Terzo Settore nel sostenere il riutilizzo sociale e garantire allo stesso tempo la sostenibilità economica del progetto. Per questo, insieme alle attività di ristrutturazione partono le attività di accompagnamento ai cittadini, le associazioni, le cooperative per costruire insieme la proposta di riutilizzo che sarà formalizzata nel futuro bando di assegnazione. Quello che immaginiamo è un percorso aperto e inclusivo in cui rafforzare le competenze del territorio per cogliere la sfida più grande di riutilizzo di un bene confiscato almeno nella nostra Regione.

REDAZIONE – Villa Ferretti non è l’unico bene sul quale l’amministrazione di Bacoli sta sperimentando un percorso di progettazione dal basso. Qual è l’azione finora messa in campo e per quali aree?

ASS. LANDOLFO – Questi percorsi, ciascuno con la propria specificità, stanno riguardando il recupero di un bene o di un’area abbandonata per ciascuna frazione del territorio comunale. Siamo partiti il 16 luglio riaprendo i cancelli del parco pubblico di Via Campi Elisi nel centro storico di Bacoli dove insieme ai cittadini stiamo svolgendo un laboratorio di auto-recupero di questo splendido giardino; al Fusaro abbiamo già aperto i cancelli del Frutteto borbonico e abbiamo intenzione di continuare aprendo la pista ciclabile; a Cuma stiamo lavorando in sinergia con le associazioni e le società sportive per restituire i vecchi fasti all’ormai ex campo sportivo. Questo sono solo delle sperimentazioni di quello che faremo in questi cinque anni e che vedrà una tappa fondamentale nell’approvazione del Regolamento per la Gestione Condivisa dei Beni Comuni che ho proposto e che è in discussione presso la Commissione permanente per gli Affari Amministrativi Comunale.

Ogni volta che ci si confronta in occasione di manifestazioni pubbliche è un punto a favore per la cultura, il senso civico e la democrazia. Ogni volta che un bene confiscato alla criminalità organizzata viene recuperato è una sconfitta per la mafia e la camorra. Oggi il complesso di Villa Ferretti è restituito ai cittadini solo relativamente al tratto di spiaggia e al parco. In passato l’attenzione verso questo bene comune da parte di associazioni e cittadinanza attiva è stato molto alta, dentro e fuori la comunità bacolese e dei Campi Flegrei. E’ ora di riaccendere i riflettori per vincere definitivamente la sfida.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.