Una domenica tra i turisti in arrivo alla stazione di Cuma

13350966_10208282707699350_969019572_oFOTO DI PAOLO VISONE

Da qualche settimana è attiva l’iniziativa “Un treno per Cuma”, con la quale l’Eav, a seguito di un accordo con la Sovraintendenza Archeologica della Campania, la Foresta regionale di Cuma e la soc. Cooperativa Culture, “garantisce” alcune corse per raggiungere la stazione di Cuma, a circa 100 metri dall’oasi naturalistica e dagli scavi archeologici. Per l’occasione è previsto anche un biglietto integrato, che al costo di 6,00 euro consente sia l’accesso al parco archeologico di Cuma che il collegamento in treno andata e ritorno utilizzando le linee flegree (Cumana e Circumflegrea) gestite da EAV. Il periodo previsto coperto da questo servizio è dal 22 maggio al 30 ottobre, con 6 treni in andata e 6 treni in ritorno nella fascia orarie 9.43 – 17.55. Attenzione: il servizio è attivo solo la domenica e i giorni festivi.

Si tratta ovviamente di un segnale importante, che a fronte del progressivo declino del trasporto pubblico in Campania registrato nell’ultimo decennio, prova ad invertire la tendenza, rendendo utile una stazione per troppi anni “fantasma”. Uno sforzo che, pur nella sua parzialità, coglie uno degli aspetti fondamentali della “questione turismo” nei Campi Flegrei e non solo: l’accessibilità agli stessi attraverso i mezzi pubblici.

POTENZIALITA’ DEL SITO ARCHEOLOGICO-NATURALISTICO – Questa mattina 5 giugno, superati i clamori mediatici di alcune settimane fa, ci siamo recati per un sopralluogo alla stazione di Cuma e abbiamo constatato con piacere la presenza e soprattutto la fruizione del servizio da parte di molti visitatori. Il potenziale del mix di cultura, storia, archeologia e natura che esiste a Cuma, in questo fazzoletto di terra del Comune di Pozzuoli, è gigantesco. Senza retorica. Basterebbe andarci con una certa periodicità per rendersene conto. Difficile, se non impossibile, trovare un luogo dove sono racchiusi circa 2000 anni di storia, archeologicamente documentati, e una macchia mediterranea per fortuna ancora preservata. Cuma, se ben collegata, è probabilmente il sito dei Campi Flegrei che più di tutti può attrarre e stupire un pubblico colto e interessato, dentro e fuori il nostro territorio, con l’obiettivo di trattenerlo al fine di creare economia e opportunità occupazionali per le professionalità locali. Ulteriore dimostrazione, in tal senso, è stata data la sera prima, con l’evento “Pic nic con le lucciole” e la visita teatralizzata nella lecceta, nell’ambito del calendario di manifestazioni “Il Bosco e la Duna”.

CRITICITA’ – Ovviamente, tutto ciò ha un valore se viene data continuità e programmazione. La stazione di Cuma è un gioiello nato con i soldi dell’Unione Europa per funzionare tutti i giorni della settimana. E anche stamattina sono emerse alcune criticità, che possono e devono essere affrontate per evitare che le rinnovate attenzioni verso il sito si esauriscono anche stavolta in fatti episodici.

Alcune sono davvero elementari. I turisti, appena scesi dal treno, subivano l’assenza di informazioni sul posto. Quelli giunti per la prima volta sul sito non avevano letteralmente idea di dove andare. Lo abbiamo verificato con i nostri occhi. Anzi, per essere più precisi, si sono rivolti a noi per essere indirizzati all’ingresso dell’area archeologica. Lo abbiamo fatto con piacere, ma non sempre si può contare sul “fai da te”, in un posto tra l’altro che proprio per le sue caratteristiche è piuttosto isolato e privo di luoghi pubblici. Eppure, nell’impossibilità almeno per ora di allestire info-point, basterebbero due cartelli, di quelli semplici, con un nome e una freccia.

L’altro punto critico, ben più strutturale, è quello legato alla vigilanza e al controllo. Tutti siamo felici e favorevoli nel vedere che l’area verde della “Foresta di Cuma” venga vissuta da giovani e famiglie che intendono godere della bellezza della nostra terra. Purchè ciò avvenga con civiltà. Assistere all’impotenza di un solo dipendente pubblico presente stamattina di fronte alla presenza di gruppi di “avventori” armati di brace (che è espressamente vietata per evidenti ragioni sicurezza) è alquanto mortificante. Come lo è ancora di più constatare la presenza di rifiuti “post-domenicali”. La foresta di Cuma è gestita oggi dalla Regione Campania, gli scavi archeologici dal Mibac, ma tutta l’area di Cuma, così pericolosamente contigua alla “terra di nessuno” dove l’illecito diventa illecito,deve necessariamente essere considerata un “sito sensibile” da tutte le Istituzioni, compreso il Comune di Pozzuoli, su cui ricade; un sito meritevole di promozione ma anche di vigilanza e di videosorveglianza in un’ottica di sinergia tra i vari Enti dello Stato. Non è in gioco solo un “bene comune”, ma una prospettiva credibile di sviluppo per tutto il territorio flegreo.

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Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.