Ripresa green, i professionisti della salute scrivono al G20

Il mondo ha bisogno di una #HealthyRecovery, ovvero di una “sana ripresa” dalla crisi sanitaria, economica e sociale, innescata su scala mondiale dal Covid19, reinventando un Pianeta più “green”. A sostenerlo sono oltre 40 milioni di professionisti della Salute di 90 Paesi del mondo, nella lettera indirizzata ai Capi di Stato del G20 (Group of 20) che si riuniranno in Arabia Saudita il 21 e 22 novembre, per dare una risposta concreta ai drammatici effetti scatenati dalla pandemia. La dichiarazione congiunta lanciata, lo scorso 26 maggio, con l’hashtag #HealthyRecovery, è sostenuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dalla campagna “Every Breath Matters”, e dalla Global Climate and Health Alliance, ed è sottoscritta da circa 350 organizzazioni del settore sanitario, nonché da oltre 4.500 singole firme del personale sanitario.

Per l’Italia, tra i firmatari del comunicato, ci sono l’ISDE medici per l’Ambiente e la FNOMCeO (Federazione dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri). Una “sana ripresa” sarà possibile soltanto se tutti i governanti pongono al centro delle scelte politico-economiche la tutela della Salute Pubblica e dell’Ambiente, binomio inscindibile per la salvaguardia dell’umanità e della Terra che la ospita. Già prima dell’emergenza coronavirus, l’inquinamento atmosferico, che ogni anno causa circa 7 milioni di morti (come ricordato nel documento) ha indebolito fortemente la salute pubblica. Una “vera guarigione” significa “non consentire più che l’inquinamento continui a contaminare l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo, e non permettere che deforestazione e cambiamento climatico avanzino senza sosta, scatenando potenzialmente sempre nuove minacce per la salute su una popolazione vulnerabile”, si legge nella lettera. La pandemia si è abbattuta su una comunità già fragile, mettendo in ginocchio i sistemi sanitari della maggior parte dei paesi del mondo e amplificando le disuguaglianze sociali. Gli investimenti insufficienti hanno reso i sistemi sanitari impreparati a combattere l’epidemia: “abbiamo assistito a morte, malattie e angoscia mentale a livelli mai visti da decenni” denunciano gli operatori sanitari, impegnati in prima linea nell’emergenza coronavirus. Gli effetti della crisi sanitaria “avrebbero potuto essere parzialmente mitigati, o forse anche prevenuti, da adeguati investimenti in preparazione alla pandemia, sanità pubblica e gestione ambientale”, continua il messaggio. E poi, l’invito ad “imparare da questi errori e tornare a essere più forti, più sani e più resistenti”.

LE PROPOSTE PER UNA SANA RIPRESA – Passare dai combustibili fossili alle energie rinnovabili e pulite. Un messaggio chiaro e diretto ai leader dei paesi del mondo che sono chiamati a dare soluzioni adeguate ed efficaci per far ripartire una sana economia in grado di contrastare le, sempre più frequenti, minacce ambientali e sanitarie. L’inquinamento atmosferico da combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) costa al pianeta circa 8 miliardi di dollari al giorno e, soltanto in Italia, causa 56 mila morti premature ogni anno, secondo la stima di Greenpeace. “Se i governi apportassero importanti riforme agli attuali sussidi per i combustibili fossili, spostandone la maggior parte verso la produzione di energia rinnovabile e pulita, la nostra aria sarebbe più sana e le emissioni climatiche si ridurrebbero drasticamente, alimentando una ripresa economica che, da qui al 2050, darebbe uno stimolo ai guadagni globali del PIL per quasi 100 trilioni di dollari”, dichiarano i firmatari della lettera puntualizzando che “gli enormi investimenti che i vostri governi faranno nei prossimi mesi, in settori chiave come assistenza sanitaria, trasporti, energia e agricoltura, devono porre al centro la protezione e la promozione della salute”.

È tempo che gli esecutivi di tutto il mondo ascoltino i numerosi appelli lanciati dalle comunità scientifiche, dalle organizzazioni ambientaliste e dai cittadini responsabili, al fine di ricostruire insieme una nuova società che si fondi sulla tutela dell’ambiente da cui dipende la salute di noi tutti.

A cura di Vania Cuomo

Avatar

Scritto da Redazione