Pozzuoli, tanta gente alla festa del pennone 2019

I puteolani hanno risposto all’appello, ancora una volta, per assistere al tradizionale pennone a mare. Da oltre cento anni – prime testimonianze storiche risalgono ai primissimi del ‘900 – il giorno di ferragosto i pescatori “si affrontano” nella gara di abilità di strappare le bandierine poste all’estremità di un palo rivolto verso il mare, lungo 13 metri e reso scivoloso da grasso e sapone. Venuta a mancare negli ultimi decenni la vita del borgo marinaro e ridimensionatosi il mondo della pesca, il pennone è stato un’occasione per mantenere un legame con le proprie origini e riaffermare un’identità collettiva, soprattutto dopo l’ultima crisi bradisismica del periodo 82 – 84 e da parte dei settori più popolari della città.

Anche quest’anno, come ormai dal 2017, la manifestazione è stata organizzata dalla Pro Loco di Pozzuoli, in collaborazione con il comitato dei pescatori, anima della festa e da cui provengono i partecipanti, e con il sostegno diretto dell’amministrazione comunale che ha finanziato l’evento con circa 15.000 euro lordi per spese organizzative, come oneri di assicurazione, noleggi e promozione. A riuscire nell’obiettivo di strappare le bandierine sono stati prima Luigi Rezzo (il più giovane in gara), che ha vinto il terzo premio, e poi Marco D’Avanzo, che ha vinto il secondo. Nessuno è riuscito a raggiungere l’ultima bandierina, nonostante alcuni dei 15 gareggianti ci siano andati davvero vicino. Tra questi il “capitano” Perrotta, che assume questo “titolo” poichè è il più anziano dei partecipanti e può vantare la partecipazione a oltre 40 edizioni. Il pennone è una gara a tempo, che si interrompe all’uscita della processione della Madonna Assunta, e per vivere l’emozione di vedere vincere il primo premio occorre attendere il prossimo anno.

Cronaca sportiva a parte, va registrata quest’anno una partecipazione superiore a quella delle ultimissime edizioni, nell’ordine di alcune migliaia di persone, considerando i presenti sul molo e quelli sulle tantissime barche. Apprezzabili alcune scelte logistiche, come quella di posizionare il pennone oltre l’area del normale parcheggio auto e la predisposizione di due piccole gradinate, che hanno garantito una maggiore accessibilità e fruizione della manifestazione da parte della gente, nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza e grazie alla collaborazione tra Capitaneria di Porto, Commissariato di polizia locale, croce rossa e volontari.

RIFLESSIONE SULL’ “ESTATE PUTEOLANA” – Consentiteci una riflessione che non riguarda lo svolgimento in sè di questo momento di festa popolare. Suscita forti perplessità, e per certi aspetti imbarazzo, il fatto che l’amministrazione comunale possa nascondere dietro al pennone una mancata programmazione di spettacoli estivi, che quest’anno è stata zero. “Istituzionalizzare” un evento folcloristico, che si ripete per vita propria da oltre 100 anni, può avere senso se tale scelta si inserisce in un cartellone, o se è almeno accompagnata da uno o più concerti o esibizioni in grado di attrarre cittadini e visitatori nel Centro Storico nei giorni di Ferragosto. Anche il tentativo di recuperare, attraverso il pennone, una memoria condivisa dei puteolani, è credibile se coinvolge i professionisti dello spettacolo che operano sul territorio e, perchè no, il mondo degli studenti e della ricerca storica. Non è questione di fondi. L’estate 2019 è costata poco rispetto agli anni scorsi: 15.000 euro per la gara del pennone e 13.000 euro per i fuochi di artificio serali. E’ incontestabile che una città che punta (o che affermava di puntare) al turismo culturale deve compiere sforzi maggiori, in termini di risorse a bilancio, ma soprattutto di idee e competenze. E dalle dichiarazioni del Sindaco e dell’assessore al Marketing del territorio, contenute in uno dei video promozionali diffusi ad agosto sui canali social, si ha quasi l’impressione di ascoltare dei buoni propositi tipici di chi è al primo anno di amministrazione.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, è cresciuto nel quartiere di Monterusciello, dove risiede. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, anche nei movimenti studenteschi e nelle organizzazioni sindacali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro. In ambito di normativa del lavoro, si occupa inoltre di formazione.