POZZUOLI/ Senza programmazione culturale, la qualità dei singoli eventi non basta

Il successo del “International Jazz Day”, dello scorso 30 aprile è motivo di alcune doverose riflessioni sugli eventi in città. La qualità paga sempre, è accaduto con l’evento di domenica, è accaduto in estate con alcuni eventi teatrali a Monterusciello, è accaduto durante le festività natalizie quando sono stati svolti eventi musicali e continuerà ad accadere ogni qual volta verranno messi in campo eventi e spettacoli di qualità. Ciò che non paga e mai pagherà sono l’approssimazione e la mancanza di programmazione. Gli eventi potranno essere i migliori del loro genere, ma se non sono inseriti in una logica di promozione culturale del territorio verranno percepiti dai visitatori sempre come fine a se stessi. Non deve essere esclusivo compito delle istituzioni finanziare e progettare gli eventi, ma è loro dovere creare i presupposti affinché tutto ciò che nasce sul territorio faccia parte di un ingranaggio il cui fine ultimo è la promozione del territorio e la sua crescita culturale.

IL CASO “POZZUOLI CAMPI ARDENTI”– La “promozione del territorio” era lo spirito principale del finanziamento ricevuto dal Comune di Pozzuoli dalla Regione Campania per “Pozzuoli Campi Ardenti”, rassegna di spettacoli in città tenutasi tra l’estate e le festività natalizia. Il fondo, lo ricordiamo, ha finanziato gli spettacoli del ferragosto e alcuni eventi ricaduti nel periodo natalizio. Nel progetto redatto dal Comune di Pozzuoli per accedere al finanziamento regionale c’era anche la realizzazione di un sito internet ad hoc per la promozione sia della manifestazione che del territorio stesso.

TROPPA CONFUSIONE – Purtroppo, nello scorso consiglio comunale del 20 aprile l’assessore alla cultura Alfonso Artiaco, rispondendo ad un’interrogazione ad hoc presentata dal consigliere Della Corte, nei suoi 4 minuti di intervento non solo non ha assolutamente chiarito in maniera esaustiva che fine abbiano fatto il sito e tutte le politiche di promozione di “Pozzuoli Campi Ardenti”, ma ha anche dimostrato una certa confusione sul tema, quando ha citato il recupero del crocifisso De Cioffis o ha evidenziato – ad intervento già concluso, come si ascolta abbastanza chiaramente nella registrazione audio su youtube al minuto 7.46.30 – come risultato della promozione del territorio le 40.000 presenze in un anno al percorso archeologico del Rione Terra (!). Cosa quest’ultima che nulla c’entra con gli eventi finanziati alla Regione e dal Comune.

I SINGOLI EVENTI DI QUALITA’ NON BASTANO – La strada verso il turismo culturale va in una direzione rigorosamente opposta a quella intrapresa fino ad oggi. Ben vengano gli sforzi fatti per la messa in campo di eventi che fino a qualche anno fa mancavano totalmente sul territorio, ma c’è bisogno di uno sforzo maggiore in termini di programmazione e pubblicizzazione. Ad oggi gli eventi esauriscono la loro funzione solo per i cittadini puteolani o dei Comuni vicini, e non riescono a richiamare presenze di qualità in modo stabile e duraturo. Manca ancora, insomma, il “marchio Pozzuoli”.

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Scritto da Redazione