POZZUOLI / Pulizia della Darsena, “riflessioni del giorno dopo” sul futuro del Valione e della pesca locale

12380399_10206981286284628_1042315020_n

FOTO DI PAOLO VISONE

Come annunciato, si è tenuta ieri, sabato 12 dicembre, la pulizia dei fondali della darsena di Pozzuoli conosciuta come “u valione” e delle scogliere adiacenti. L’operazione è stata condotta grazie ad un’azione sinergica tra amministrazione comunale, Capitaneria di Porto e sommozzatori, con la partecipazione dei sub di Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e delle associazioni Centro Sub Pozzuoli, MareVivo, Protezione Civile S. Erasmo, Team Triton e Centro Sub Campi Flegrei. Erano presenti sul posto rappresentanti della Giunta di Pozzuoli, nelle persone del sindaco Vincenzo Figliolia e dell’assessore all’Ambiente Franco Cammino, oltre agli operosi rappresentanti e soci di alcune cooperative, circoli nautici e associazioni diportistiche.

Sebbene questo intervento si ripeta ormai con periodicità ogni anno, i rifiuti rimossi sono di proporzioni imbarazzanti e stavolta hanno riempito più di un camion della De Vizia. In particolare, è triste constatare che molti rifiuti sono di “natura marittima”: resti di nasse, motori e addirittura di barche inutilizzate, oltre ai “consueti” pneumatici e pezzi di elettrodomestici. Necessario, quindi, ancora una volta, è lavorare non solo sul monitoraggio ed il controllo costante, ma anche sulla sensibilizzazione e la coscienza di tutti coloro che vivono quotidianamente la darsena e che in alcuni casi ci lavorano, onde evitare di mortificare gli sforzi di queste giornate, dal grande valore civico e simbolico.

ATTO DI CHIAREZZA – Ma qual è il futuro della darsena? La domanda è legittima e aleggiava anche ieri durante le operazioni. Lo specchio d’acqua, ricordiamolo, è demaniale e la competenza sulle concessioni è della Regione Campania. Al momento buona parte degli spazi sono stati concessi a cooperative e circoli nautici, in alcuni casi ciò è avvenuto pochi giorni prima delle recenti elezioni regionali con un vero e proprio “blitz” pre-elettorale. Del resto, già oggi la darsena non è più utilizzata esclusivamente dai pescatori e il “valione”, la cui agibilità è seriamente messa a rischio dal livello del mare sempre più basso, si presenta in modo ben diverso da come molti puteolani lo immaginano o lo ricordano, così come rappresentato in quadri e stampe del ‘900. A breve, inoltre, dovrebbero finalmente cominciare i lavori di riqualificazione urbana della banchina del progetto PIU Europa, area quest’ultima, di competenza comunale.

Ciò detto, l’intera comunità cittadina dovrebbe ora interrogarsi e rispondere su due questioni: 1) Nella darsena, speriamo al più presto riqualificata, ci sarà spazio anche per piccole imbarcazioni adibite alla pesca? 2) In un quadro più ampio di programmazione, qual è (o quali sono) le aree destinate agli operatori locali della piccola e media pesca puteolana?

Sul primo punto le risposte sono incerte, anche da parte delle Istituzioni, mentre le aspettative legittime dei richiedenti concessioni (e dei concessionari già individuati) sono tante. L’unica area rimasta libera è quella a ridosso del tratto stradale, dove ci sono i locali pubblici, per intenderci. Sarebbe un errore, a parere di chi scrive, escludere l’ipotesi di una compresenza, in spazi ben distinti e definiti, di diportisti, amatori e pescatori; proprio quest’ultima rappresenterebbe, invece, un valore aggiunto in termini di caratterizzazione e attrazione culturale.

Sul secondo, il problema è politico prima che logistico, investe il destino di un settore produttivo in profonda crisi e assume profili tutt’altro che “nostalgici”, ma di carattere economico e occupazionale. Oggi gli operatori della pesca puteolana attraccano in spazi ristretti e distanti tra loro (valione e piazza a mare), non sono ben collegati con le aree mercatali al dettaglio e non dispongono di adeguate infrastrutture per svolgere attività di vendita a km zero. Pozzuoli, inoltre, è al momento inspiegabilmente fuori dal “GAC penisola flegrea” (di cui fanno parte Bacoli e Monte di Procida) e in più di un’occasione, negli anni recenti, ha perso finanziamenti europei a sostegno della pesca; responsabilità rispetto alle quali l’assessore dimissionario alle attività produttive Carlo Morra non ha mai fornito risposte, soluzioni e azioni convincenti. L’intera classe politico-amministrativa locale, quindi, può e deve assumere al più presto un’iniziativa forte che tenga conto di tutte le funzioni e le destinazioni d’uso del porto, anche nei confronti della Regione e degli altri Enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi come la Capitaneria, coerentemente alla battaglia intrapresa nella scorsa primavera da Giunta e Consiglio comunale contro il confuso “piano Vetrella”.

A meno che non si decida che in un futuro non troppo lontano l’attrazione turistica di Pozzuoli potrà basarsi su un Centro storico senza anima e che per comprare pesce fresco i cittadini puteolani dovranno spostarsi a Marina Grande di Bacoli, a Baia e ad Acqumorta. Ma in entrambi i casi sarebbero scelte sbagliate, per tutto il territorio dei Campi Flegrei.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, è cresciuto nel quartiere di Monterusciello, dove risiede. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, anche nei movimenti studenteschi e nelle organizzazioni sindacali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro. In ambito di normativa del lavoro, si occupa inoltre di formazione.