POZZUOLI / Prospettive di politiche culturali, primo confronto con il neo assessore Artiaco e con il direttore artistico Civero

ppp2Nella città di Pozzuoli torna sotto i riflettori il tema cultura, ancor di più dopo le nomine del nuovo assessore Alfonso Artiaco, e del direttore artistico Antimo Civero. Con la sostituzione dell’ormai ex-assessore alla cultura Franco Fumo, il testimone è passato infatti al gallerista Alfonso Artiaco, mentre la carica – la cui sfera di competenza sarà probabilmente più chiara nel corso del tempo – di direttore artistico è andata all’organizzatore del Pozzuoli Jazz Festival Antimo Civero, a titolo di collaborazione gratuita. Da delineare quindi gli spazi d’azione dei due esperti, che abbiamo incontrato proprio per saperne di più.

Cosciente dello stato dell’arte – letteralmente – a Pozzuoli, il neo-assessore ha infatti evidenziato la necessità e l’urgenza di dare professionalità alla cultura del territorio. “Si tratterebbe di creare un ufficio di beni culturali che metta al servizio della città delle professionalità necessarie se si vuole fare cultura di qualità con un minimo di lungimiranza e coerenza: non si possono fare una serie di eventi scollegati, e talvolta anche mal costruiti, a mio parere”. Un fatto ineccepibile, se si pensa ai tanti eventi che avvengono in città e che sono totalmente sconosciuti gli uni agli altri – e per di più sconosciuti al grande pubblico, se si pensa alla pubblicizzazione davvero manchevole degli eventi culturali in città.

E a quanto ci ha riportato proprio il nuovo direttore artistico Civero sarà questo il suo obiettivo: “La decisione del Sindaco Figliolia è un segnale per venire incontro alle tante iniziative, alle tante energie dal basso che grazie ad associazioni e comitati in questi anni hanno vivacizzato il nostro territorio. C’è tanta voglia di fare, ma c’è anche la necessità di dare un indirizzo. Il punto fondamentale è comprendere quali sono i luoghi e quali sono le procedure per organizzare eventi. Compito del Comune è mettere i cittadini nelle condizioni di esprimersi, anche con l’arte, la cultura e l’animazione sociale, rimuovendo il più possibile ostacoli burocratici e logistici. Sarebbe un errore mortificare o escludere queste risorse. Da parte mia sto lavorando ad alcune idee, anche in vista di Pasqua, rispetto alle quali intendo confrontarmi con il Sindaco”.

Sindaco che, dopo la poco incisiva esperienza Fumo, affida i suoi entusiasmi sui temi culturali ad Artiaco, anche per quanto riguarda la costruzione di un museo civico puteolano: “Il sindaco preme per la creazione di un museo civico che racconti l’esperienza puteolana, ma gli ho già palesato tutti gli elementi che secondo la mia visione saranno necessari per la nascita di un museo, e primo tra tutti la creazione di una collezione civica propria della città. E mi rendo conto che le casse comunali al momento non possono permettere un tale investimento, per cui sarebbe ipotizzabile reperire un investimento privato; da parte mia farò tutto ciò che è in mio potere – come assessore e come tecnico del settore – per fare in modo da avviare il progetto.” Anche per quanto riguarda i luoghi l’assessore avanza idee, che si spera di vedere trasformate in proposte in tempi brevi (issimi): “Avevo in mente uno spazio a palazzo Migliaresi, per dare un messaggio d’impatto a chi entra al Rione Terra: ecco la nostra storia, ecco le nostre ferite e chi siamo. Ma anche Torre Toledo sarebbe un luogo da prendere in considerazione, bisogna vedere gli spazi…” Altro è invece il luogo di cui si parla per quanto riguarda l’idea di teatro, che a detta dell’assessore sarebbe una proposta dello stesso sindaco Enzo Figliolia: “Mi ha detto che vorrebbe acquisire l’ex-cinema Toledo, e a me non sembra una proposta sbagliata, anche se i tempi di realizzazione, come ben si sa, non sono velocissimi.” Insomma, si batte ancora la strada di un grande teatro al centro storico – che, come ci illustrano gli esperti di settore, se non inserito in un grosso circuito, resta la solita “cattedrale nel deserto” – e dell’acquisizione di un nuovo bene, piuttosto che il riutilizzo di un bene già nelle disponibilità del Comune. Uno spiraglio però pare aprirsi sul terreno di confronto quando si parla di “maestranze”: uffici di comunicazione, sartorie, laboratori, sale prove, tutti elementi contemplati dall’assessore in un’ottica di apertura di uno spazio teatrale.

Pare dunque che finalmente qualche proposta ci sia, anche su temi pratici come l’illuminazione dei monumenti più importanti o un progetto di esposizione di opere storiche minori in angoli della città, e sicuramente c’è anche una mentalità che sappia avere a che fare con la cultura – che, ricordiamolo, non è una serie di eventi interessanti e scollegati tra loro, ma un settore che potrebbe portare Pozzuoli in cima alle liste di mete turistiche internazionali. Il compito ai due nuovi elementi, ognuno nel rispetto delle proprie funzioni, di organizzare la cultura puteolana. E al sindaco Figliolia di fare in modo che tutto vada nella direzione decisa dalla sua amministrazione.

Stefania Manfredi

Scritto da Stefania Manfredi


Stefania Manfredi nasce a Napoli nel 1990. Cresce a Monterusciello e da sempre interessata alla politica si avvicina all'associazione L'Iniziativa nel 2011. Appassionata di lingue e culture straniere, studia all'Università Federico II di Napoli.