POZZUOLI / Laboratorio di scrittura al carcere femminile, incontro tra le detenute e la scrittice Matilde Iaccarino

A destra: Matilde Iaccarino, autrice del libro "Quattordici", che ha incontrato le detenute di Pozzuoli; a sinistra, Maria Gaita, che dirige insieme a Francesca Di Bonito il laboratorio di scrittura creativa

A destra: Matilde Iaccarino, autrice del libro “Quattordici”, che ha incontrato le detenute di Pozzuoli; a sinistra, Maria Gaita, che dirige insieme a Francesca Di Bonito il laboratorio di scrittura creativa

La casa circondariale femminile di Pozzuoli è ben nota per la sua azione a favore delle detenute, le quali vengono spesso coinvolte in attività che hanno come scopo quello di rieducarle e aiutarle a reintegrarsi nella società. Una di queste è il laboratorio di scrittura creativa diretto da Maria Gaita e Francesca di Bonito, attivo dal 2012. Durante il corso ogni detenuta, a partire da un testo di altri, scrive dei racconti di vita vissuta scegliendo liberamente quale ambito della loro vita vogliono trattare.

Quest’anno le detenute, circa 30, hanno lavorato sul libro di racconti di Matilde Iaccarino “Quattordici”, le donne hanno scelto uno o più racconti e ne hanno tratto spunto per parlare di sé, per raccontare le loro esperienze, per condividere la loro infanzia o un amore sbagliato, per mettere su carta i motivi che le hanno condotte in carcere e per descrivere il loro passato che per molte si intreccia con la tossicodipendenza di lunga durata. Maria Gaita e Francesca di Bonito raccontano che queste donne si portano sulle spalle un passato difficile, doloroso, fatto di droga, violenza e povertà, sono donne piene di voglia di cambiare, di uscire fuori per cominciare una nuova vita insieme ai figli spesso affidati a parenti o a case famiglia. Attraverso la scrittura queste donne riescono a liberare tutte le loro emozioni, a mettere nero su bianco i loro sogni e desideri per il futuro, a esorcizzare la sofferenza, a comprendere che tutti possono sbagliare e che è possibile rimediare agli errori.

Il 24 gennaio si è svolta la fase finale del laboratorio ed è stata occasione per l’incontro tra le detenute e la scrittrice Matilde Iaccarino, la quale ha scritto per loro il racconto “Anime Bianche”. La scrittrice è stata molto colpita e ha dichiarato: “Per me è stato un incontro emozionante perché ho toccato con mano una realtà difficile e ho potuto riscontrare la profonda umanità di queste donne con le quali in pochi istanti abbiamo trovato una grande sintonia. Come se ci sentissimo sorelle. Nella vita sbagliano tutti, nessuno è innocente, ma nessuno è poi colpevole per sempre. È stata una esperienza forte perché in mezzo ai drammi di queste donne, senti, percepisci nelle loro parole, nel loro abbraccio, nella loro stretta il desiderio di cambiare, la speranza. Paradossalmente hanno tanto da insegnare a noi gente comune, diciamo a quelli che non vedono il cielo a quadretti (cioè dietro le sbarre)”. Nell’ultimo incontro sono intervenuti anche alcuni studenti del liceo Pitagora che insieme al cantautore Lino Blandizzi hanno scritto un testo per le detenute “Nessuno è più diverso” e lo hanno cantato insieme a loro.

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Scritto da Francesca Migliaccio


Tra i fondatori dell'Iniziativa. Vivo a Monteruscello, quartiere di Pozzuoli. Impegnata nel sociale e mediatrice familiare.