Polo logistico di Via Artiaco a Pozzuoli, evitiamo che l’opera resti fine a se stessa

Il Consiglio comunale di Pozzuoli ha approvato nella seduta di ieri 12 febbraio 2020 l’atto che dà il via libera al parcheggio di interscambio in via Artiaco. Si tratta della nuova opera commissariale derivante dalla legge 887 del 1984 che definì il “Piano Intermodale dell’Area Flegreae ne affidò l’attuazione al Presidente della Regione Campania, nelle vesti di Commissario Straordinario. Per capire quanto sia stato determinante questo piano nel corso degli anni per l’assetto del territorio puteolano, basti pensare che ha dato la luce al “ponte-mostro” sulla Solfatara, al tunnel del Campiglione, a quello del Montenuovo e a quello di ultima realizzazione, non ancora inaugurato, che collega l’uscita della tangenziale di via Campana all’ex area Sofer. Questa volta il consiglio comunale ha discusso la delibera di giunta n. 83 del maggio 2019, che si era già espressa positivamente sul progetto della nuova infrastruttura adiacente via Artiaco.

SODDISFAZIONE DI SINDACO E ASSESSORE – “Oggi è una giornata importante. Abbiamo sancito la conclusione di un processo di valorizzazione costruito negli anni e che questo consiglio comunale sta portando a termine. Ringrazio tutti i componenti dell’assemblea e quanti hanno lavorato affinché giungessimo a questo risultato. Ne sono orgoglioso prima come cittadino poi come sindaco. Non è un voto dato all’amministrazione Figliolia ma alla città, al futuro di Pozzuoli. Ora il tema è fare presto, aprire il tunnel di collegamento Tangenziale-Porto e giungere al completamento del braccio commerciale, per l’attracco dei traghetti, in via Fasano, cosa che ci permetterà di decongestionare il centro storico e l’attuale area portuale, dove continuano ad esserci file interminabili di auto e camion a discapito della qualità della vita dei nostri cittadini. Stiamo riscrivendo la storia della nostra Pozzuoli”. Queste le parole del sindaco Vincenzo Figliolia a margine della seduta, conclusasi con voto favorevole a maggioranza.

Ad illustrare in Consiglio dettagli dell’opera, almeno per come conosciuti al momento, è stato l’assessore al Governo del territorio Roberto Gerundo. L’intervento prevede la realizzazione di un’area di sosta di 1.300 posti auto, un edificio di 3 piani, una biglietteria per i traghetti diretti alle isole e una serie di servizi di supporto agli automobilisti e ai visitatori della città, oltre a una grande area verde con attrezzature sportive, giochi per i bambini e una pista ciclabile. “Quest’opera rientra nella disponibilità del Comune di Pozzuoli – ha dichiarato l’assessore. Siamo riusciti a reindirizzare il progetto affinché l’area, da sostegno alla mobilità per le isole diventasse funzionale allo sviluppo della città. Oltretutto, il complesso sarà anche un centro operativo di protezione civile, utilizzato in caso di eventi sismici come area di attesa, di ammassamento dei mezzi delle forze dell’ordine e di allestimento di un ospedale di campo”.

LA REPLICA DELLE OPPOSIZIONI – I consiglieri comunali di opposizione, Raffaele Postiglione (Pozzuoli ORA!), Domenico Critelli ed Antonio Caso (M5S) sono quelli che hanno espresso le critiche più dure in aula. “Siamo stati chiamati a ratificare decisioni già prese dal primo cittadino in accordo con quegli stessi “poteri forti” che un tempo combatteva duramente. Non ci è stata data possibilità di esaminare tutti gli atti e decidere sull’utilizzo dei 54 milioni. Ben vengano questi fondi, ma è necessario che siano spesi bene, nell’interesse della collettività e non a vantaggio di pochi. I consiglieri di opposizione hanno motivato il proprio voto contrario, tra l’altro, per una valutazione negativa di carattere più generale: sono quasi 40 anni che il nostro territorio subisce scelte calate dall’alto, che estromettono completamente i cittadini ed i loro rappresentanti dalle decisioni importanti che stanno segnando profondamente il futuro del nostro territorio. Centinaia e centinaia di milioni di euro (ben oltre il miliardo), gestiti attraverso general contractor, con poteri straordinari, in deroga a tutte le normative vigenti, che forse avevano un senso nella fase post bradisismica del 1984, ma che oggi non hanno più motivo di essere”.

VA EVITATA UN’OPERA FINE A SE STESSA – Molti degli interventi in aula hanno evidenziato che il progetto di via Artiaco non nasce oggi, ma viene da lontano. In tempi già più recenti, per la precisione nell’ottobre 2016, la nostra redazione intervistò al riguardo l’assessore Gerundo, che spiegò come la realizzazione di un polo logistico alle porte della città andava inquadrato in un’idea urbanistica complessiva e nell’ottica di decongestionare il Centro Storico. Gli auspici sui tempi di realizzazione dell’opera, come spesso accade, sono andati disattesi, ma non è questo il punto. A suscitare dubbi e preoccupazioni su un intervento che, a parere di chi scrive, resta in sé potenzialmente utile e positivo sono i seguenti aspetti: 1) la sensibile variazione dei costi, che passa dal progetto preliminare a quello definitivo da 14 a 54 milioni di euro di fondi pubblici. Sarebbe opportuno, in tal senso, un chiarimento sulle voci di spesa. 2) Quest’opera vale davvero poco in termini di benefici per la viabilità urbana se non viene accompagnata da scelte strategiche sul trasporto urbano e sulla mobilità sostenibile. Si è parlato in consiglio di navette che dovranno collegare l’area di via Artiaco con il porto, distanti tra loro circa 2 km, fatto giusto e necessario, ma non è chiaro a nessuno chi e come dovrà predisporre questi servizi integrati. E senza di essi il grande terminal, quando terminato, rischierà di diventare una “cattedrale nel deserto”. O un’opera fine a stessa, come lo sarà il “tunnel sul nulla” di prossima inaugurazione, costato 180 milioni di euro, fino a quando l’imbarco e l’area traghetti del porto non verranno spostati in prossimità dell’ex area Sofer. 3) Ad oggi l’amministrazione Figliolia non ha chiarito un punto politico: se la stagione commissariale post-bradisismica delle grandi opere, tutta basata sulla circolazione automobilistica e su gomma, durata 35 anni e costata allo Stato circa 1 miliardo di euro, può dirsi conclusa, sarà conclusa con altre opere (come il nuovo assetto viario in zona La Schiana, citato dal Sindaco durante la seduta consiliare), o dovrà durare all’infinito.

Se confronto e discussione pubblica devono esserci davvero, dunque, la questione non può dirsi di certo conclusa con il voto di ieri in consiglio comunale.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, è cresciuto nel quartiere di Monterusciello, dove risiede. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, anche nei movimenti studenteschi e nelle organizzazioni sindacali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro. In ambito di normativa del lavoro, si occupa inoltre di formazione.