Nuove misure Covid: il calendario delle riaperture, le cautele della comunità scientifica

Pubblicato il 22 aprile sulla Gazzetta Ufficiale n.96 il nuovo decreto sulle riaperture graduali delle attività economiche e sociali che proroga lo stato di emergenza fino al 31 luglio, conferma il coprifuoco fino alle ore 22, ripristina la zona gialla e introduce “certificato verde” per gli spostamenti tra le Regioni di diverso colore, ovvero la certificazione che attesa l’avvenuta vaccinazione o guarigione (entrambe valide per 6 mesi) o negatività al SARS-CoV-2 (con tampone effettuato nelle ultime 48 ore).

Il Calendario delle riaperture – dalle scuole ai luoghi di cultura, dalle attività di ristorazione a quelle sportive il calendario delle riaperture, sebbene riguardi principalmente le regioni a zona gialla, ovvero a moderata criticità, introduce anche novità per le regioni in zona rossa e arancione. In sintesi riaprono:

Dal 26 aprile

-le scuole di ogni ordine e grado e fino alla fine dell’anno scolastico. Per gli istituti superiori la presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75% e nelle zone gialle e arancioni dal 70% al 100%

– le università fino al 31 luglio. Le attività nelle zone gialle e arancioni si svolgono in presenza. In zona rossa si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno

-i bar e i ristoranti, in zona gialla e all’aperto, a pranzo e a cena (fino alle ore 21.30, per consentire il rientro alle ore 22); confermato l’asporto nelle zone arancioni e rosse

-i cinema e i teatri, in zona gialla, con posti preassegnati. La capienza massima è pari al 50% rispetto alla massima autorizzata e comunque non superiore a 1000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso

-i musei e tutti i luoghi di cultura con modalità di fruizione contingentata. Il sabato e nei festivi l’ingresso è su prenotazione online o telefonica

È consentita all’aperto qualsiasi attività sportiva, anche di contatto purché in zona gialla

Dal 15 maggio

glistabilimenti balneari

-le piscine, in zona gialla e all’aperto. Anche in acqua si dovrà rispettare la distanza di sicurezza pertanto dovranno esserci almeno 10 metri quadri a disposizione per ogni vasca

Dal 1° giugno

-i ristoranti, in zona gialla, al chiuso dalle ore 5 alle ore 18

-le palestre

-gli stadi ed i palazzetti con non più di 1000 spettatori all’aperto e 500 al chiuso

Dal 15 giugno

-le fiere, in zona gialla, e nel rispetto delle consuete norme anticovid

Dal 1° luglio

– i convegni ed i congressi, in zona gialla e nei limiti del distanziamento

-terme e centri benessere

-parchi tematici e di divertimento

Il parere della comunità scientifica – Le riaperture sono un “rischio ragionato” dichiara il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa della scorsa settimana, “non ho dubbi che la campagna vaccinale andrà sempre meglio, se i comportamenti sono osservati, con distanziamenti e mascherine, la probabilità che si debba tornare indietro è molto bassa“. Una decisione politica non condivisa all’unanimità dalla comunità scientifica che mette in guardia sui rischi delle riaperture e spinge soprattutto sull’accelerazione della campagna vaccinale ancora “inaccettabilmente lenta” nell’Unione Europea, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). A contenere i contagi anche senza i vaccini sono le misure restrittive “fondamentali nella prima fase vaccinale per ridurre costi sanitari e decessi”. Lo spiega lo studio italiano relativo a Sars-CoV-2, pubblicato su Nature Medicine, svolto dall’Università di Trento in collaborazione con il Policlinico San Matteo e l’Università di Pavia, l’Università di Udine e il Politecnico di Milano. L’analisi, sulla base di 37 scenari corrispondenti a 7 piani vaccinali e 5 strategie di contenimento e delle varianti del virus, quantifica l’importanza di mantenere adeguate restrizioni per combattere la diffusione del contagio, almeno nelle prime fasi della campagna vaccinale, anche a causa delle nuove varianti più contagiose. L’allentamento delle misure restrittive, secondo i dati, potrebbe far salire l’indice di contagio R0 pari a 1,27 e con “vaccinazioni veloci sono prevedibili altri 50 mila morti” entro gennaio 2022, “che salgono a 90 mila con vaccinazioni lente”. Dallo studio, inoltre, emerge l’importanza di pianificare le restrizioni in modo preventivo: “se si alternano periodi di chiusura e apertura di durata fissata, iniziare con un periodo di chiusura, anziché di apertura, salva decine di migliaia di vite e riduce considerevolmente i costi sanitari, a parità dei costi socioeconomici che dipendono solo dalla durata dei periodi di chiusura”.

A cura di Vania Cuomo

Scritto da Redazione