Alla biblioteca nazionale di Napoli mostra fotografica di Gilda Valenza sulle detenute pizzaiole di Pozzuoli

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FOTO DI GEMMA RUSSO

E’ stata inaugurata stamattina a Napoli, presso la Biblioteca Nazionale, la mostra fotografica “La menzogna sta nelle cose non fotografate” di Gilda Valenza. Ad essere protagoniste degli scatti sono le detenute del Carcere Circondariale di Pozzuoli, durante una iniziativa condotta dal pizzaiolo napoletano Enzo Coccia, all’interno del carcere.

Adriana Intilla, educatrice nella Casa Circondariale di Pozzuoli racconta che la collaborazione con il celebre pizzaiolo “è nata quasi per caso, durante Malazè 2011. In quella occasione”ci racconta “il primo problema da affrontare fu l’acquisto di un apposito forno. Scopo raggiunto grazie alla collaborazione di Malazè 2011, i cui incassi dell’ultima serata furono devoluti interamente , e della direttrice Stella Scialpi”.

Notevole è l’impatto che le foto hanno sull’osservatore. Consapevolezza, voglia di riscatto, ma nonostante questo tanta leggerezza. E’ la stessa Gilda Valenza a raccontare che, mentre scattava, si accorgeva che “a stare dentro molte volte era chi veniva da fuori. In molte foto traspare più libertà dagli occhi di queste ragazze, piuttosto che dagli occhi di chi è fuori e vive la vita. Lì dentro la liberta sono costrette a cercarsela dentro”.

Mentre Enzo Coccia e i suoi collaboratori, presenti per l’occasione, stendono le pizze fritte, mettono su il ripieno, insieme a Giuseppina, che per l’occasione ha avuto un permesso speciale, la solidarietà, la voglia di lavorare, di divertirsi mentre lo si fa, il fare squadra è palpabile. Quando gli chiediamo di raccontarci la cosa più bella dettagli durante il corso, sorridendo emozionato, ci fa “Enzo, quando faccio il corso con te, non mi sembra di essere in carcere”. E’ Giuseppina, detenuta, a comunicare grande emozione, raccontando che “Lavorare in carcere, significa evadere, non pensare. Imparare a fare qualcosa, anche una semplice pizza, mi da la speranza. Non voglio commettere un altro errore; per farlo ho bisogno di lavorare.”

Nelle splendide sale della Biblioteca Nazionale, oltre a degustare la pizza fritta del maestro Coccia, c’erano assaggi di parmigiana offerti da Ristopub 991, bruschette con i pomodorini del piennolo di casa Barone , le papaccelle dell’azienda agricola Vincenzo Egizio, i dolci del maestro Sabatino Sirica ed i vini dell’Associazione “Donne del Vino della Campania”.

Scritto da Gemma Russo


Gemma Russo nasce a Pozzuoli, città in cui vive. Giornalista pubblicista, da sempre collabora con L'Iniziativa-Voce flegrea, ma anche per Il Roma, Luciano Pignataro Wine Blog e Slow Wine. È responsabile della comunicazione per la Pro Loco Pozzuoli e per Slow Food Campi Flegrei. Nel 2013, partecipa alla raccolta Moderne Cantastorie con un saggio breve. Nel 2015, è coordinatrice per la Campania e la Basilicata alla guida cartacea Fare la Spesa con Slow Food. Dal 2016, recensisce per Osterie d'Italia. Nel 2017, scrive e pubblica Storie dal Rione Terra, raccolta frutto di un anno di impegno al Percorso Archeologico del Rione Terra di Pozzuoli. L’incontro con chi ha vissuto direttamente o indirettamente la rocca tufacea ha dato vita ad una pubblicazione con storie che dipingono la natura bradisismica della terra, l’importanza archeologica e storica, la quotidianità che non c’è più, fatta di usi e i costumi, anche gastronomici.