Medici di base “aggregati” e studi in rete, la nuova assistenziale territoriale in Campania

Al via, anche in Campania, il nuovo modello organizzativo della medicina generale: l’assistenza sanitaria di base sarà garantita da un’equipe di medici e non più dal singolo. Lo prevede l’accordo raggiunto, lo scorso 2 dicembre, tra la Regione Campania ed i sindacati di categoria presso la sede del Consiglio Regionale della Campania, al Centro Direzionale di Napoli.

Dal prossimo anno, i medici di assistenza primaria (ex medici di base) si riuniranno nelle AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali), aperte ai cittadini tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Di notte e nei festivi, l’assistenza continuerà con le UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie) di cui fanno parte i medici di continuità assistenziale (ex medici di guardia).

L’AFT, già presente in alcune regioni italiane (es. Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Umbria), sarà composta da almeno 20 medici “aggregati”, sarà in rete e collegata al sistema informativo sanitario regionale chiamato “SINFONIA” (Sistema INFOrmativo sanità CampaNIA) che vede l’ASL Napoli 2 Nord la prima azienda, in Campania, ad aderire al progetto. La rete permetterà l’aggiornamento costante dei dati clinici degli utenti della nostra regione, contribuendo così ad incrementare le informazioni soprattutto relative ai registri dei tumori della Campania, purtroppo non ancora aggiornati.

Ad affiancare i medici delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (una su ogni 30 mila abitanti) saranno: il personale infermieristico per le attività sanitarie (vaccini, prelievi e screening), quello amministrativo per le attività burocratico-amministrative e un coordinatore medico che si occuperà delle attività gestionali ed organizzative. Ciascuna AFT sarà dotata di apparecchiature diagnostiche (elettrocardiogramma, ecografo, spirometro) acquistate dalle ASL, come previsto dalla Finanziaria che ha stanziato 235 milioni di euro, di cui circa 23 spettanti alla Campania. “Saranno 181 le AFT della nostra regione che metteranno in rete circa 4200 medici di assistenza primaria (….) Lo scopo delle aggregazioni è prendere in carico il malato cronico con patologie cardiovascolari, metaboliche e, per la prima volta, respiratorie (….) L’assistito avrà la sicurezza che, attraverso questa organizzazione, oltre al proprio medico di fiducia potrà contare su una rete e quindi su altri studi” dichiara, dal sito istituzionale, il responsabile della Fimmg di Napoli, dott. Luigi Sparano.

OBIETTIVI DA NON MANCARE – Le AFT e le UCCP, istituite con la legge Balduzzi 189/2012, collaboreranno per assicurare assistenza, giorno e notte, ai cittadini e soprattutto ai pazienti affetti da patologie croniche (es. malattie neurologiche e neurodegenerative, diabete, cardiopatie), migliorando notevolmente l’erogazione delle cure.

Le “aggregazioni”, infatti, potrebbero contribuire a limitare gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, causa principale del fenomeno dell’”overcrowding” (sovraffollamento), a ridurre il tasso di ospedalizzazione, ad abbattere le liste di attesa. Potrebbero rilanciare non soltanto l’assistenza territoriale ma anche l’assistenza ospedaliera, ridefinendo il walfare sanitario. Una vera e propria rivoluzione, se attuata.

RIORGANIZZAZIONE DELLE CURE PRIMARIE, VERSO IL CAMBIAMENTO? – Laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in Medicina Generale, il medico di assistenza primaria è la nuova figura introdotta con la storica legge 833/1978, che segna la nascita del Sistema Sanitario Nazionale e la fine del Sistema mutualistico. Libero professionista in convenzione col SSN, può assistere, presso il proprio studio, fino a 1.500 pazienti che, liberamente, lo scelgono. Rappresenta il primo riferimento per il cittadino che accede alle prestazioni sanitarie. Oggi più che mai, riveste un ruolo fondamentale nell’affrontare i cambiamenti demografici che stanno caratterizzando la nostra società. Il drastico calo delle nascite, l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle patologie croniche impongono una riorganizzazione delle cure primarie che deve rispondere a nuove domande di assistenza sanitaria. “Serve un nuovo modello, meno ospedalocentrico, e dove si riesca a trovare più risposte sul territorio”, annuncia, in una intervista ad Agorà, il ministro della Salute, Roberto Speranza.  

Un nuovo modello di assistenza sanitaria di base, informatizzato ed organizzato, che possa finalmente garantire ai cittadini quanto già previsto dal nostro SSN: assistenza h.24.

A cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione